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Al via la trentesima spedizione alla base italiana in Antartide

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RICERCA – Riapre oggi la base italiana in Antartide “Mario Zucchelli” a Baia Terra Nova (ne avevamo già parlato qui) e prende così ufficialmente il via la 30° Spedizione antartica, impegnata nello studio dei cambiamenti climatici, della contaminazione ambientale, della glaciologia e nella sperimentazione di strumentazioni tecnologicamente avanzate.

La spedizione, che durerà quattro mesi, vedrà impegnati complessivamente 170 tra tecnici e ricercatori italiani e stranieri, in arrivo nelle prossime settimane. Le attività di ricerca, coordinate dal CNR, saranno molteplici e riguarderanno nello specifico studi sulla biodiversità, sull’evoluzione e l’adattamento degli organismi antartici ma anche sulla glaciologia, sulle contaminazioni ambientali, e in generale sull’atmosfera attraverso il monitoraggio degli Osservatori permanenti meteo-climatici, astronomici e geofisici. La Spedizione si colloca nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), finanziato dal MIUR secondo gli indirizzi strategici della Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide (CSNA).

Presso la Stazione Mario Zucchelli è atterrato un primo gruppo dell’ENEA, che comprende il capo della spedizione Ing. Giuseppe De Rossi e 13 tecnici specializzati, a cui si affiancano due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, da tre piloti di elicottero neozelandesi, un medico e un cuoco.

Sul posto, a godersi 24 ore di luce al giorno e temperature medie che variano da 0°C a -35°C, ci sono già il capo della spedizione Ing. Giuseppe De Rossi e 13 tecnici specializzati, a cui si affiancano due ufficiali delle Forze Armate addetti alla Sala Operativa, da tre piloti di elicottero neozelandesi, un medico e un cuoco. E per gustarvi qualche suggestione dell’Antartide e del lavoro alla base di Baia Terra Nova potete guardare il video girato da Giorgio Di Bernardo Nicolai durante la 29° spedizione!

 

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Victor, Flickr

Livia Marin
Dopo la laurea in fisica presso lʼUniversità di Trieste ho ottenuto il Master in Comunicazione della Scienza della SISSA. Sono direttrice responsabile di OggiScienza dal 2014 e, oltre al giornalismo, mi occupo di editoria scolastica.

3 Commenti

  1. Questa volta l’UFO ivi sepolto verra fuori, assieme ai suoi tesori?
    A pulire il C… agli anziani x 10 anni , poi se non gia in pensione , un po’ di mobilita non si neghera.

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