mercoledì, Dicembre 19, 2018
IL PARCO DELLE BUFALE

Amici di un altro pianeta

Conversazione metafisica con Francesco Mauro sulle sue idee sul cambiamento climatico

IL PARCO DELLE BUFALE – Si ringrazia l’associazione Amici della Terra della Newsletter sulla quale il direttore “scientifico” Francesco Mauro, un ex dirigente dell’ENEA, condivide interrogativi inquietanti con – e per –  i suoi lettori.

Il dott. Mauro scrive:

In questo pezzo si pongono delle domande semplici basate su alcune affermazioni del 5° rapporto IPCC. Ci piacerebbero delle risposte, magari nel 6^ IPCC.

Gli scienziati, i funzionari e i diplomatici, di nomina dei rispettivi governi, che hanno lavorato alla stesura del testo, provengono dai seguenti paesi: 9 dagli Stati Uniti, 4 dal Regno Unito, 4 dalla Svizzera, 3 dall’Australia, 3 dalla Germania, 2 dalla Cina,  2 dalla Francia,  ed 1 ciascuno dal Cile, Nuova Zelanda, Giappone, Belgio, Canada, Norvegia, India e Federazione Russa.(…)  Vi sembra rappresentativo del sistema scientifico/politico Terra? Ad esempio, oltre all’Italia, mancano Messico, Colombia, Sud Corea, Vietnam, Pakistan, Sud Africa, Algeria, Israele, Spagna, Polonia, Lussemburgo (in verità, sovra rappresentato altrove) e Vaticano.

Caro dott. Mauro, come precisa in fondo al suo testo, lei ha guardato soltanto il Summary for policymakers, cioè un riassunto, e soltanto del volume I. Forse la sorprenderà, ma il 5° Rapporto consiste nel volume I, volume II, volume III, ciascuno con centinaia di autori e collaboratori, e pare che il “sistema politico”  non finanzi istituti di ricerca per ciascuno aspetto del clima globale in ciascun paese del mondo.

“Il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile.” Sì, ma di quanto? E quante altre volte è successo?

C’è scritto a pagina 2 del riassunto del Summary, in alto nella colonna di destra.

“Molti dei cambiamenti climatici sono senza precedenti.” E gli altri cambiamenti?

Non ho capito la domanda, mi scusi.

“E’ virtualmente certo che lo strato superiore dell’oceano (da 0 a 700 m di profondità) si è riscaldato nel periodo tra il 1957 e il 2009 e probabilmente anche fra i 1870 e il 1971.” Che significa virtualmente? E prima del 1870?

Come indicato nel Riassunto, c’è scritto nella tabella 3,7: virtualmente certo significa che la probabilità è superiore al 99%, per il periodo precedente trova i dati nel capitolo 13 del volume I al quale rimanda il riassunto del Riassunto.

“Nel periodo tra i 1901 e il 2010 il livello medio del mare è salito globalmente in media di 0,19 ± 0,02 m.” E prima?

Come indicato nel riassunto, trova il “prima” nel grafico 13.27 del volume I.

“La CO2 atmosferica è aumentata del 40% dall’inizio dell’industrializzazione, raggiungendo il livello più alto degli ultimi 800.000 anni.” Quale è la distribuzione planetaria di questa CO2? In altre parole, com’ è distribuito il sistema di rilevamento?

Forse la sorprenderà, dott. Mauro, ma si è scoperto che la Terra gira su se stessa e che l’atmosfera e la sua CO2 non stanno fermi per sempre allo stesso posto. Il sistema di rilevamento è distribuito su tutto il pianeta, come può vedere dalle pubblicazioni sulla composizione di rocce, sedimenti lacustri e marittimi, stalattiti, ghiacciai ecc, ecc. Le trova nella bibliografia del volume I.

Non ci sono stati altri momenti a meno di 800.000 anni, per esempio a causa di enormi eruzioni vulcaniche quali quella del Toba 70.000 anni fa?  

Pare proprio di no, le eruzioni non emettono soltanto CO2, ma anche polveri dette aerosol che fanno ombra, quindi raffreddano l’aria e a volte causano “anni senza estate”.

A nostro avviso, è probabile che un qualche riscaldamento globale sia in atto, come già in passato. E’ possibile che ci sia anche un aumento della CO2, forse anche antropogenica.

Anche questo è “virtualmente certo”, dott. Mauro  La sorprenderà, ma si è scoperto che, come altri elementi, il Carbonio (la C di CO2) esiste in vari isotopi e che la CO2 prodotta dalla combustione di carburanti fossili è priva di Carbonio-14. Così è facile riconoscere il contributo delle nostre emissioni alla CO2 presente in atmosfera.

Che i due fenomeni siano univocamente da correlare è tutto da dimostrare.

La dimostrazione è stata fatta da Fourier nel 1822, e se i due fenomeni non fossero correlati avremmo una temperatura media di – 18° C..

Che gli effetti collegati siano catastrofici è ancor più da dimostrare.

Ha ragione, restano da dimostrare sul’intero pianeta. Però nemmeno lei crede che sia necessario aspettare catastrofi dappertutto per prevederne il rischio. Mi dicono che nella sua macchina ci sono cinture di sicurezza, infatti, sebbene lei sia tuttora vivo e vegeto.

Avrei una domanda anch’io, dott. Mauro. Lei su quale pianeta è andato a scuola?

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: EPA/Public Domain

2 Commenti

  1. Un altro punto di vista:

    http://www.ilfoglio.it/articoli/v/122918/blog/piu-aumenta-la-co2-meglio-si-vive-il-cato-sfida-i-catastrofisti-del-clima.htm

    Rispondere che le emissioni vulcaniche non contengono solo CO2, parrebbe semplicemente fuorviante.
    Come pure sembrerebbe questa risposta: “La dimostrazione è stata fatta da Fourier nel 1822, e se i due fenomeni non fossero correlati avremmo una temperatura media di – 18° C..”

    Sfogliando il mio archivio PC alla ricerca di altro, mi è ricapitato in mano questa nota che credo interessante ed utile esaminare (tanto sembra scritta ieri), alla luce delle recentissime ulteriori forzanti iniziative dell’UN-IPCC e dei vari sostenitori di tali fuorvianti teorie dei “Cambiamenti Climatici Antropogenici”.
    Ve la propongo qui sotto:
    “La Natura, non l’attività dell’Uomo, governa il Clima”
    Negli ultimi decenni i mass media si sono molto occupati dei problemi relativi ai cambiamenti climatici dando ampio risalto prevalentemente a pareri mirati a sostenere che attualmente ci troviamo in presenza di un riscaldamento globale del nostro Pianeta causato dalle attività antropiche ed in particolare dalla immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, soprattutto anidride carbonica. Al cambiamento climatico sono stati inoltre abbinati scenari di modificazioni ambientali catastrofiche che preoccupano la opinione pubblica.
    Dando per certo che l’uomo provoca il cambiamento climatico in atto, numerosi Paesi del mondo, tra cui il nostro, hanno aderito al Protocollo di Kyoto, dalla cui attuazione (che comporta pesanti oneri che si riflettono sulle economie dei Paesi aderenti) dipenderebbe il controllo/attenuazione del cambiamento del clima.
    In occasione del Convegno Geoitalia 2009 della FIST (Federazione Italiana di Scienze della Terra) si è tenuto il workshop “L’Uomo e il Clima” in cui è stato dibattuto il tema del cambiamento climatico per valutare il ruolo dell’Uomo nel determinare e/o modificare il fenomeno naturale.
    Al termine dei lavori, è stato concordato che allo stato attuale delle conoscenze non sembra possibile individuare nell’Uomo la causa principale dei cambiamenti climatici avvenuti negli ultimi due secoli. Inoltre, un’ampia messe di fonti geologiche e documentali attesta che cambiamenti climatici ben più rilevanti di quelli in corso hanno avuto luogo ben prima che l’Uomo potesse avere un impatto significativo sull’ecosistema.
    A seguito di queste considerazioni non si condividono le iniziative mirate alla riduzione della immissione in atmosfera della anidride carbonica.
    I sottoscritti rivolgono pertanto caloroso invito ai responsabili politici affinché non si aderisca alla esiziale politica che vorrebbe combattere il cambiamento climatico mediante la riduzione della immissione di anidride al carbonica in atmosfera.
    Questo appello è in linea con tante altre iniziative di scienziati di tutto il mondo, tutte tese a sollevare documentati dubbi sulla responsabilità umana nei cambiamenti climatici e sulla efficacia di provvedimenti quali il Protocollo di Kyoto, ritenuti non solo inutili ma anche dannosi. In particolare citiamo i lavori dell’N-IPCC (Non-Governmental International Panel on Climate Change), il quale ha effettuato una analisi critica della letteratura scientifica e ha prodotto un Rapporto (Climate Change Reconsidered, 2009) pervenendo alla conclusione condensata nel titolo del riassunto (disponibile anche in italiano) di quel Rapporto, e cioè “La Natura, non l’attività dell’Uomo, governa il Clima”, conclusione sottoscritta da 31.000 scienziati di tutto il mondo.
    Rimini, 8 settembre 2009
    * * * * * * *
    A tutti i soci delle società aderenti alla FIST
    Uberto Crescenti e Franco Ortolani

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