mercoledì, Dicembre 19, 2018
IL PARCO DELLE BUFALE

La prova del reato

Fa discutere una sentenza del Tribunale di Milano sul legame vaccini-autismo

8213432552_fd1a8cc461_z-1IL PARCO DELLE BUFALEQuant’è diverso il concetto di prova per la giustizia e per la scienza? si chiede  la custode che medita di andare dall’oculista.

Il 25 novembre, sotto il titolo “Il Tribunale: bimbo autistico per colpa del vaccino”, leggeva su Repubblica:

Il ministero della Salute dovrà versare un assegno bimestrale (calcolato a partire da una base di 1.683 euro, più un indennizzo una tantum, ndc) , per tutta la vita, a un bimbo affetto da autismo, a cui nel 2006 fu iniettato il vaccino esavalente prodotto dalla multinazionale GlaxoSmithKline. Lo stabilisce una sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano, firmata dal giudice Nicola Di Leo (il 23 settembre scorso, ndc) , secondo cui sarebbe “acclarata la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione e la malattia”, come si legge nel dispositivo. E ancora, citando la perizia del medico legale Alberto Tornatore nominato dal Tribunale: “È probabile che il disturbo autistico del piccolo sia stato concausato, sulla base di un polimorfismo che lo ha reso suscettibile alla tossicità di uno o più ingredienti (o inquinanti), dal vaccino Infanrix Hexa Sk”.

e l’indomani mattina sul sito del Ministero:

In relazione alle notizie stampa riferite ad una sentenza del Tribunale di Milano recante condanna del Ministero della salute al pagamento di un assegno in favore di un bimbo affetto da autismo, il Ministero comunica di aver proposto, per il tramite dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato, tempestivamente appello avverso la predetta sentenza dinanzi alla Corte di appello di Milano.

Sono pertanto destituite di ogni fondamento le dichiarazioni attribuite dalla stampa al difensore del ricorrente secondo cui la sentenza sarebbe ormai passata in giudicato.

Dall’avvocata dei genitori del bimbo, la stampa e la custode apprendevano che la perizia del medico legale si basa su

“un poderoso documento riservato della GlaxoSmithKline” sui “cosiddetti side effects del vaccino Infanrix Hexa Sk emersi nel corso della sperimentazione clinica pre-autorizzazione o successivamente, fra l’ottobre 2009 e lo stesso mese 2011”. In particolare  –  come scrive il perito  –  ci sarebbero “cinque casi di autismo segnalati durante i trial, ma rimasti unlisted, ossia omessi dall’elenco degli effetti avversi sottoposto alle autorità sanitarie per l’autorizzazione al commercio”.

Nel poderoso documento sono elencati più volte e classificati con criteri diversi 2.408 eventi avversi avvenuti in oltre 8 milioni di bambini (e a volte nella madre…) nei due anni dopo la somministrazione dell’esavalente e 9 anni dopo la sperimentazione clinica (1), e di altri vaccini. Prurito, gonfiore ed eritema locali, perdita di appetito, irrequietezza e altre reazioni immunitarie sono attribuiti all’Infanrix Hexa. La stragrande maggioranza degli eventi gravi è attribuita a cause ben diverse, riportate in dettaglio nelle 2.088 cartelle cliniche finali. (Quelli psichiatrici sono riassunti a pp. 1206-1207.)

La custode esclude a priori che BigPharma dica sempre la verità tutta la verità nient’altro che la verità e non trova affatto sbagliato versare un vitalizio alle persone affette da autismo. Ma in quel documento non riesce proprio a vedere una prova che l’autismo sia colpa dell’esavalente.

Con la seconda prova, è stata ancora più sfortunata:

Nella sentenza  –  sempre citando le conclusioni del medico legale  –  si riporta come nel vaccino vi sarebbe “una specifica idoneità lesiva per il disturbo autistico, la cui portata, teoricamente piccola se calcolata in base alla sperimentazione clinica pre-autorizzazione”, sarebbe in realtà “sottostimata, per l’esistenza, recentemente confermata dall’autorità sanitaria australiana, di lotti del vaccino contenente un disinfettante a base di mercurio, oggi ufficialmente bandito per via della comprovata neurotossicità”.

In questa “conferma” l’Autorità australiana dice che è stata comprovata la non tossicità (2) e nell’unico “bando” recente, precisa:

Il richiamo precauzionale avviene perché su una superficie nella zona dove si svolge uno dei passaggi per la produzione del vaccino è stata trovata una piccola contaminazione del batterio Bacillus cereus, un organismo che si trova comunemente nel cibo e nel suolo. Non è stata trovata alcuna contaminazione degli ingredienti o del vaccino stesso.

(1)  L’Infanrix Hexa è stato approvato nel 2000

(2) Nei paesi dell’Unione Europea, il disinfettante non è più usato dal 2000 per motivi precauzionali; in Australia e in altri paesi è stato “eliminato gradualmente” dalla stessa data.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Chris Potter, Flickr

3 Commenti

  1. L’ha ribloggato su La Ricerca Socialee ha commentato:
    Ecco un bell’articolo dove pensiero comune e pensiero scientifico si scontrano? ma quando basarsi su uno o sull’altro? Chi è davvero tenuto a conoscere come si giunge a delle conclusioni scientificamente valide? é giunto il momento di un’alfabetizzazione scientifica?

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