CULTURA

Cosa vi siete persi a novembre

Tra successi spaziali e sentenze terrene, una raccolta di notizie che ci hanno tenuti occupati nel mese di novembre

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CULTURA – È stato un mese da passare con gli occhi al cielo, o meglio, allo schermo che rimandava immagini del cielo, e di quello che succedeva lassù.
Dopo dieci anni di viaggio a caccia di una cometa, a più di 500 milioni di chilometri dalla Terra un piccolo lander ci ha fatto innamorare mentre abbandonava la sonda Rosetta per atterrare su 67P/C-G, dimostrandoci che non sono soltanto i giapponesi ad attribuire un’anima ai robot.
E se i più romantici si sono fatti prendere dalla poesia (e anche i meno romantici si sono commossi guardando questo bellissimo fumetto sull’evento), qualche nota più spiacevole ha acceso gli animi di molti, tra telegiornali piuttosto retrivi e dibattiti stilistici. Lasciando il TG4 ai nostalgici di Fede, quello che ha colpito maggiormente del shirt-gate è stata la reazione scandalizzata di molti scienziati alla polemica: tra appelli alla Convenzione di Ginevra, alla Dichiarazione universale dei diritti umani, alla Costituzione e allo Statuto Albertino, con voce tremante dallo sdegno hanno innalzato il coro «Cosa??? Da quando in qua una persona non può vestirsi come gli pare sul lavoro??». Dimostrando di essere del tutto inconsapevoli del fatto che nel mondo reale praticamente nessuno è immune da una censura sull’abbigliamento, e che i ricercatori, insieme ai giornalisti freelance e ai camionisti, sono tra i pochi privilegiati a poter ignorare le norme sociali su cosa indossano, a meno che non si trovino in una conferenza stampa in diretta mondiale (sì, sto parlando con voi, matematici che girate per l’università in pantofole e in biblioteca a piedi nudi).

Non abbiamo fatto in tempo a riprenderci dall’emozione del Philae, che ecco un altro evento spaziale ci ha tenuti in sospeso: l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti è partita insieme a due colleghi dal cosmodromo di Baikonur diretta verso la Stazione Spaziale Internazionale. Per seguire la missione, potete leggere il sito della missione Futura, iscrivervi al social network progettato per l’occasione o scriverle direttamente su Twitter.

Se questo clima di successo e progresso non fa per voi, non temete, potete iniziare a disperarvi pensando a quando scompariranno le riserve di cioccolato, e sfruttare le incombenti festività per farne una buona scorta.

Vaccini e autismo: quante volte ne abbiamo sentito parlare? Probabilmente troppe, ma anche questo mese c’è stata l’occasione per ribadire che il nesso non esiste, in risposta alla sentenza di un tribunale che ha assegnato un risarcimento per un bambino affetto da autismo, collegando il disturbo alla somministrazione del vaccino esavalente. Tanto per non stare mai tranquilli, è arrivata a stretto giro di posta la notizia di due lotti di vaccini influenzali bloccati in dodici regioni italiane, per alcune morti sospette collegate con la vaccinazione. Mentre si solleva qualche nuvoletta di panico, l’Agenzia Italiano del Farmaco risponde con una comunicazione molto lucida e ben fatta, che purtroppo sarà forse ammirata solo da chi è già convinto.

Un’altra sentenza ha fatto parlare e indignare: la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna in primo e secondo grado per disastro ambientale doloso a carico del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny. Schmidheiny era stato condannato per l’inquinamento di amianto responsabile di oltre 3000 morti nella popolazione di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli. Una tragedia che resta ora senza colpevoli, e toglie alle vittime il risarcimento per le conseguenze di un’avvelenamento ambientale che continua a colpire molte persone.

Per concludere con una nota più leggera: avete sempre sognato di scalare un grattacielo di vetro senza bisogno di imbragature? Forse ora potrete farlo, grazie all’invenzione di un adesivo super potente ispirato ai gechi.

@ValentinaDaelli

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