Perché gli Steve Jobs sul lavoro funzionano

Il collega dispotico può far valere le proprie idee più degli altri, ma non sempre è un innovatore migliore

Steve_Jobs_Headshot_2010-CROPSCOPERTE – Per farsi valere e far passare le buone idee, in un ambiente lavorativo, non è necessario essere sgradevoli, antipatici o imporle. Però a volte aiuta, come suggeriscono alcuni cliché su personaggi come Steve Jobs, talmente diretti e impositivi da garantirsi d’essere ascoltati e seguiti.

Cliché che sono ora appoggiati da uno studio pubblicato sullo Springer’s Journal of Business and Psychology, a firma di Lily Cushenbery e Samuel Hunter. Secondo i ricercatori non è la personalità in sé a rappresentare il vantaggio, perché un individuo scontroso non necessariamente sarà anche un innovatore; quest’attitutine però permette di far passare le idee buone in alcune realtà, per esempio quelle che per aprirsi alla novità necessitano di un po’ di scontro, di dibattito.

Hunter e Cushenbery sono arrivati a queste conclusioni dopo due studi, il cui obiettivo era proprio capire se una personalità “sgradevole” sia davvero sinonimo di maggiore creatività e freschezza. Nel primo studio hanno coinvolto 201 studenti universitari e li hanno sottoposti a dei test della personalità, per poi dividerli in gruppi di lavoro formati da tre persone, nei quali dovevano  elaborare una campagna di marketing. Nel secondo i partecipanti erano 291, portati a relazionarsi tra loro online e investigare in che modo la presenza di altre persone creative e incoraggianti possa incoraggiare un individuo a condividere le proprie idee e progetti.

Hanno così scoperto (dal primo studio) che le persone meno accomodanti e positive, diciamo pure antipatiche, riescono a far valere le loro idee meglio delle altre e a farle accettare. Ma la situazione cambia se si trovano a proporle in un gruppo di lavoro che tende a incoraggiare i colleghi e a promuovere la libera condivisione delle idee. In un ambiente “positivo” e collaborativo lo Steve Jobs di turno non ha vita facile, o perlomeno non riesce a imporsi più di quanto faccia un collega. Anzi forse ci riesce anche meno.

“Essere una persona sgradevole non è direttamente collegato alla capacità di avere idee originali, ma queste qualità possono rivelarsi utili solo se la situazione richiede una certa quantità di discussione per farle passare”, spiega Hunter. In ambienti che sostengono le idee originali e credono nell’opinione del singolo, al contrario, rischiano di diventare controproducenti.

@Eleonoraseeing

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Matt Yohe, Wikimedia Commons

Informazioni su Eleonora Degano ()
Giornalista pubblicista, traduttrice e science writer. Collabora con varie realtà come National Geographic Italia, OggiScienza, IN3D dove scrive soprattutto di etologia e cognizione animale e si occupa di copywriting scientifico. Nel 2016 ha vinto il Premio Giornalistico Riccardo Tomassetti - Premio Speciale in Virologia e nel 2017 il premio giornalistico "SID- Diabete Ricerca" promosso dalla Società Italiana di Diabetologia

1 Commento su Perché gli Steve Jobs sul lavoro funzionano

  1. Claudio Casonato // 11 dicembre 2014 alle 21:49 // Rispondi

    L’ha ribloggato su bUFOle & Co..

2 Trackbacks / Pingbacks

  1. Dr. Sam Hunter and alumni publication featured in the news
  2. Con le scarpe da corsa correte e basta. O smetteranno di piacervi | OggiScienza

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