IL PARCO DELLE BUFALE

Analisi “data driven” di un anti-darwinista

IL PARCO DELLE BUFALE – Il faro del creazionismo cattolico romano, dott. Enzo Pennetta, è tornato dalle ferie per recensire il “reality show” 2014 delle temperature italiane e mondiali.

Il dott. Pennetta lamenta la sceneggiata del riscaldamento globale antropogenico (AGW), la credulità dei giornalisti e quella dei loro lettori:

Hai sentito la tivvù? Il 2014 è stato l’anno più caldo dell’ultimo secolo…” Quando qualche giorno fa ho sentito questa frase mentre stavo in fila in un negozio di alimentari mi sono voltato, a parlare era stata la proprietaria, la Signora Lia che mentre affettava un prosciutto conversava da dietro il bancone con un cliente alla mia destra. Effettivamente la notizia era stata riportata il 6 Gennaio anche sul Corriere della Sera con tanto di preannunciato week end da ben 20 °C!

Non ci casca.

Una conversazione che mi ha fatto venire in mente tutti i dati contrari che smentiscono la notizia.

Il week-end è stato primaverile in effetti, ma a differenza della povera donna che crede agli scienziati citati dal Corriere, il dott. Pennetta crede all’analista “data driven” ten. col. Guido Guidi che crede all’analista “data driven” Steve Goddard detto “barking mad“. Appresa l’arte da entrambi, il dott. Pennetta prova a guidare i dati da solo e dal Washington Post ricopia questo grafico

(fonte: Global Snow Lab, Rutgers University)

Gli pare che

Anche dalla neve caduta nell’emisfero nord sembrerebbe che il 2014 come anno più caldo non regga proprio.

Il Washington Post titola “Estensione record della copertura nevosa autunnale sull’emisfero nord, nonostante temperature molto alte” e precisa che perfino “temperature lievemente più calde del normale aumentano il vapore acqueo in atmosfera e quindi la quantità potenziale di neve.”

Analizzato in proprio il primo dato, il dott. Pennetta passa al secondo:

E anche l’estensione dei ghiacci antartici non sembra confortare l’affermazione del 2014 come anno più caldo dal 1891

Nel reality show, i ghiacciai continentali dell’Antartide perdono circa 100 gigatonnellate/anno di acqua dolce che raffredda il mare circostante. Durante l’inverno australe ghiaccia più di quella salata sottostante, ma il dott. Pennetta non può immaginarlo. A differenza della custode residente nell’iperborea Milano, vive a Roma e non ha mai visto spargere sale sui marciapiedi ghiacciati.

Sempre a proposito delle temperature italiane dal gennaio a dicembre 2014, guarda i dati sull’estensione dei ghiacciai in Groenlandia e su quella della banchisa artica. Poi li conforta con quelli della variazione media delle temperature alla fine di novembre, tanto mese più mese meno:

201401-201411

Il neo-analista “data driven” conclude:

Dai grafici osserviamo come l’anno più caldo 2014 non sia riferito alle temperature misurate sulla terra (che non sono record) ma a quelle degli oceani (secondo riquadro) che sommate a quelle della terraferma danno come risultato l’anno più caldo.

Il più caldo a dispetto di “tutti i dati contrari che smentiscono la notizia”? Impossibile.

Ci troviamo così di fronte ad una curiosa situazione in cui mentre il mare si è riscaldato a livelli record l’estensione dei ghiacci marini è aumentata in entrambi gli emisferi, questi sono misteri…

All’oscuro del fatto che la terraferma rappresenti soltanto il 30% della superficie del pianeta, cerca di spiegarsi i “misteri”. Grassetto nell’originale, corsivo della custode tra parentesi quadre:

Quella che emerge è dunque una situazione che avrebbe registrato nel 2014 un raffreddamento delle zone polari che hanno visto aumentare la superficie ghiacciata [per tutto il 2014? Non ci son più le stagioni, signora Lia!ma che al tempo stesso avrebbe visto aumentare la temperatura media del mare il che significa che nelle zone temperate e tropicali il mare non solo si è scaldato di più rispetto alla terra (che è più fredda rispetto ad altri anni – [sopratutto la terra italiana con + 1,39° C in più della media 1971-2000ma è andato in contro tendenza rispetto alle acque delle latitudini elevate [secondo il dott. Pennetta, anche la Groenlandia è un mare].

No, è troppo complicato. L’analisi data driven del dott. Pennetta è più elementare. Il presunto riscaldamento globale in corso dal 1891 è un gomblotto dei termometri sobillati da Al Gore sette anni fa:

O forse, molto più semplicemente, il 2014 non è stato l’anno più caldo dell’ultimo decennio (e quindi neanche dal 1891), ma questo è quello che nel reality del clima ci si aspettava e questo è andato in onda. A questo punto dopo l’Oscar vinto dal film “An Inconvenient Truth” nel 2007, la rappresentazione dell’AGW si è trasformata in un format televisivo e i tempi sono maturi per un premio, magari un Emmy Award per il miglior reality.

Con grande soddisfazione di alunni e genitori, presume la custode, il dott. Pennetta insegna queste scienze naturali in una scuola cattolica.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

5 Commenti

  1. Ma se invece di stare qui a discutere sul sesso degli angeli, perché non prendete posizione contro ‘i grandi della terra’ che nel Novembre dell’anno scorso l’unico serio e concreto provvedimento che hanno adottato nei confronti dei cambiamenti climatici è stato quello di riunirsi, a pranzo e a cena, nei migliori (ed ovviamente più costosi) ristoranti di Parigi, ovviamente a spese dei contribuenti mondiali ?
    Meglio prendersela nei confronti di uno ‘sfigato’ come il prof. Pennetta (spero che non me ne voglia per il tono scherzoso) che contro i poteri forti, right ?

  2. Avendo da poco scoperto il sito di Pennetta, che a mio avviso scrive cose molto interessanti a proposito di mistificazioni sedicenti scientifiche, sono andato a curiosare in rete su di lui, incappando in questo articolo. La sua lettura mi ha un po’ rattristato. Primo, sapere che insegna in una scuola cattolica, dato che personalmente sono non solo agnostico , ma antireligioso (devo dire però che nel suo sito non ho trovato finora nessun tentativo di argomentare su base ideologica o fideistica piuttosto che puramente razionale). Ma soprattutto il pensiero che potesse aver supportato le sue critiche con argomentazioni effettivamente deboli e insufficienti. E le argomentazioni a proposito del primo grafico qui riportato (di cui nel sito di Pennetta compare solo il link), sembrano portare proprio a queste conclusioni.

    A questo punto sono andato a guardare l’articolo originale, di cui trovo il link all’inizio dell’articolo, e cosa scopro? Che dei 5 grafici riportati da Pennetta qui si parla solo di due, e soprattutto che tra i “dimenticati” c’è il primo e più importante, che riguarda proprio le temperature, misurate da due satelliti, che mostra come non ci sia alcun picco nel 2014.

    Certo, resta la non pertinenza del secondo grafico (qui spacciato per primo), ma tornando alla lettura di questo articolo, vedo che le confurazioni a proposito del secondo grafico riportato, sono prive di senso: alla considerazione che le temperature record sono riferite non alla temperatura terrestre, ma alla media di quelle terrestri e marine, il “sarcastico” commento è “Il più caldo a dispetto di “tutti i dati contrari che smentiscono la notizia”? Impossibile.”.
    Uno che vuole controbattere con un minimo di logica può contestare l’implicita assunzione che la notizia diffusa sulla temperatura record si riferisse a quella terrestre soltanto, invece l’autrice se ne vien fuori con questa “arguta” battuta. Che significa? L’unica spiegazione che trovo è che l’autrice non stesse pensando all’attendibilità o meno delle tesi di Pennetta, ma al modo più sbrigativo per screditarlo.

    Più giù trovo un’altra frase senza senso: in riferimento alla frase di Pennetta “Ci troviamo così di fronte ad una curiosa situazione in cui mentre il mare si è riscaldato a livelli record l’estensione dei ghiacci marini è aumentata in entrambi gli emisferi, questi sono misteri…” la risposta è “All’oscuro del fatto che la terraferma rappresenti soltanto il 30% della superficie del pianeta, cerca di spiegarsi i “misteri”. Cosa c’entra la percentuale della terraferma col ragionamento di Pennetta, che riguardava solo i mari? Anche qui si potevano fare sensate obiezioni, invece quelle fatte sembrano frasi sparate alla cieca.

    Ma andiamo di male in peggio: più avanti trovo il commento “secondo il dott. Pennetta, anche la Groenlandia è un mare”, asserzione di cui non si trova traccia né in qunto qui riportato, né nel resto dell’articolo di Pennetta.

    A questo punto resto un po’ allibito. E sento il bisogno di dire: eh, no, cara signora, per fare la cacciatrice di bufale ci vuole un’altra tempra. Bisogna essere rigorose, imparziali e integerrime, altrimenti si finisce con l’essere l’esatto contrario: un generatore di bufale.

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