mercoledì, Dicembre 19, 2018
IL PARCO DELLE BUFALE

Il tranello della Valvola verde

In agosto a Milano non si trova un idraulico laureato in ingegneria neanche a pagarlo, tocca avventurarsi nei condotti senza scorta.

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IL PARCO DELLE  BUFALE – Attraverso la redazione che non dorme mai, la custode apprende che su Facebook il lettore Adriano B. le scrive

Cara Sylvia, questa volta una bufala te la segnalo io: … indovina dove sta il tranello della notizia che spero non essere vera perché se lo fosse … Emoticon wink

Grazie, molto gentile. La custode s’infila gli occhiali e nel tranello. La notizia è un comunicato stampa emesso dal Politecnico di Milano il 27 luglio scorso:

Recuperare energia dalle valvole di regolazione. Nuovo brevetto del Politecnico di Milano per impianti industriali e idraulici

I fluidi che scorrono negli impianti industriali generano energia… che va sprecata. Per evitarlo, il Politecnico di Milano ha brevettato valvole di nuova generazione che, mentre regolano il flusso, recuperano energia rendendola disponibile ad un reimpiego diretto o all’immissione in rete. L’energia recuperabile da tali flussi raggiunge livelli significativi: per avere un’idea dell’energia che viene dissipata su una singola valvola di un impianto di distribuzione di un acquedotto, dove il fluido scorre con potenza durante l’intero corso della giornata, basti pensare che questa si aggira sui 60-100 MWh/anno, equivalente al consumo annuale di 17-28 famiglie medie in Europa.  

Per ora si tratta di una richiesta di brevetto per una “GreenValve” inventata dal prof. Stefano Malavasi, pubblicata in italiano il 10 aprile scorso e in inglese e altre lingue tra il 2013 e il 2014. Oggetto di una tesi di laurea, il dispositivo è in fase di promettente sviluppo.

Certo, è meglio indicare la potenza senza né l’ora né l’anno, ma in quei giorni a Milano faceva un caldo tremendo e spuntavano fuori persino i kWWh/mese. Altri scaglino la prima pietra, la custode ha code di paglia proprie cui badare, l’idea le pare sensata e utile: si applica a qualunque fluido, comprimibile o meno, anche all’aria.

Allora si può mettere una pala eolica sul tetto dell’auto e diventa una Tesla, dice un conoscente. Ge-nia-le! si entusiasma la custode, già prevede di montarne una sul casco per la bici per farla diventare una moto elettrica.

A leggere il brevetto, quella speranza viene un po’ delusa. All’interno della valvola c’è una specie di ventola – la girante – con un numero di pale che dipende dal fluido che passa nel condotto, poche se è molto denso, di più nel caso dell’acqua o di un gas. Deve regolare il flusso con maggior precisione delle valvole attuali e, mentre c’è, trasmettere a un albero il moto impresso alla ventola e trasformarlo in energia meccanica, per esempio per azionare “un ventilatore”, o elettrica collegando l’albero a un generatore.

Da un decennio si inseriscono mini-turbine a monte della valvola in Italia e altrove, non sarebbe una gran rivoluzione. “Pessimisticamente”, scrive il brevetto-richiedente, il dispositivo ha un’efficienza di 0,5 nel caso di un impianto per l’erogazione dell’acqua, un po’ meno di quella per una mini-turbina a monte. A seconda del diametro della tubatura, volume e pressione in entrata, coefficiente di flusso e angolo di apertura della valvola, la potenza varia da 34,7 a 4,2 kW. Se il flusso viene intercettato 24 ore al giorno, nel giro di un anno eroga da 150 a 35 MW/ora. Come minimo la valvola si auto-alimenta.

Caro Hadrien, la custode sarà ottimista ma il tranello non riesce proprio a vederlo… Emoticon facepalm.

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Robbie Sproule, Flickr; DICA/Politecnico di Milano

7 Commenti

  1. Effettivamente questa notizia mi ha sorpreso non poco…in quanto il paventato recupero è semplicemente un “rubare” energia (si dice tecnicamente che si produce una perdita di carico) al sistema idraulico che invia il fluido… insomma potrebbe servire se il sistema di lancio è mal regolato o non regolabile, ma con gli attuali impianti industriali lo vedo difficile che ciò capiti… Insomma l’impianto è progettato male… allora proviamo a recuperare una parte delle perdite… penso che sarebbe meglio progettare meglio l’impianto 😉 … noi ingegneri serviamo anche a questo…

  2. @Oca… Mi chiedi dove è il tranello ? … Semplice è nel creare un oggetto per un bisogno che non c’è se le cose sono fatte correttamente… Oppure e questo è peggio, usare un oggetto che “ruba qualcosa” con la scusa di recuperare… un po’ come la coperta di un letto a due piazze 😉 Un esempio di altra bufala industriale ? … Prendi una lampada LED ed aprila… scoprirai che dentro c’è un alimentatore switch che porta i 220V a 24V, un alimentatore con il suo bravo circuito integrato, un trasformatore ad anello di ferrite, rame… tutta roba strategicamente costosa e non certo green… durata prevista della lampada 80000 ore (10 anni ininterrotti di servizio) durata prevista dell’alimentatore ? … non si sa 😉 ma certamente molto meno. La soluzione per i LED collegati direttamente alla rete elettrica era già stata inventata 15 anni fa quando una Soc. coreana che aveva “brevettato i LED a 220V” ovviamente funzionavano benissimo e venivano inseriti nei contenitori standard per lampadine in vetro/plastica trasparente. Le ho viste funzionare in un convegno d’installatori, ma alla fine non sono mai uscite a livello commerciale, una bufala ? No solo un problema commerciale, quei LED avevano poco valore aggiunto tutto qui … Vedi come nel Green le bufale si sprecano ? E non son quelle che normalmente citi qui, sono altre che costano alla collettività un prezzo molto molto molto più alto… pensaci la prossima volta che compri una lampada LED… e pensaci la prossima volta che citi qualche ricercatore che fa cose per te incomprensibili ma il cui costo alla collettività è incomparabilmente minore…

  3. AB,
    penso che sarebbe meglio progettare meglio l’impianto
    Presumo che anche secondo lei non esistono solo impianti recenti e futuri, e che l’acquedotto di Milano con il quale il PoliMi ha collaborato non sia ancora da progettare. Se sbaglio, per favore mi corregga.

    Prendi una lampada LED
    La notizia che lei segnala si riferisce alla Green Valve, non capisco perché cambi argomento, invece di spiegarne il “tranello”.

    la prossima volta che citi qualche ricercatore che fa cose per te incomprensibili
    Può fare esempi delle cose “incomprensibili”, per favore? Servirebbero ai ricercatori che mi aiutano a scrivere gli articoli o ne scrivono una parte

    il cui costo alla collettività è incomparabilmente minore…
    Il “tranello” (secondo lei, poi se vorrà spiegarlo ai lettori, sono certa che le saranno grati) della Green Valve è costato molto più del miliardo di euro chiesto per il reattore piezonucleare?

  4. Sì, davvero, il tranello non lo vedo nemmeno io.
    Trovo il comunicato stampa polimi poco informativo, oltre che poco referenziato, ma niente che un addetto stampa di un ente sciendifico non possa scrivere anche dormendo.

    L’ordine di grandezza è interessante, 10 kW per valvola, la tecnologia (cuscinetti e ingranaggi) mi pare affidabile, dunque, perché no?

    Scopo di questo oggetto di gran lusso
    è regolar con precisione un flusso
    transitante veloce in un condotto,
    recuperando per sottoprodotto
    un bel percento di quell energia
    che verrebbe sennò buttata via;
    praticamente è come avere un freno,
    come quello installato in ogni treno
    onde recuperare la frenata
    in maniera efficiente e modulata.

  5. un software prosaico ha bloccato il seguente commento del (prof.? dott.? ing.?) Cilindrasio Leveraggi Valvolieri:

    Sì, davvero, il tranello non lo vedo nemmeno io.
    Trovo il comunicato stampa polimi poco informativo, oltre che poco referenziato, ma niente che un addetto stampa di un ente scientifico non possa scrivere anche dormendo.

    L’ordine di grandezza è interessante, 10 kW per valvola, la tecnologia (cuscinetti e ingranaggi) mi pare affidabile, dunque, perché no?

    Scopo di questo oggetto di gran lusso
    è regolar con precisione un flusso
    transitante veloce in un condotto,
    recuperando per sottoprodotto
    un bel percento di quell’energia
    che verrebbe sennò buttata via;
    praticamente è come avere un freno,
    come quello installato in ogni treno
    onde recuperare la frenata
    in maniera efficiente e modulata.

  6. “un bisogno che non c’è se le cose sono fatte correttamente” ?

    Chi ha scritto probabilmente non ha mai visto il disegno in sezione di una valvola di regolazione. La control valve per eccellenza, quella a globo, genera delle perdite di carico enormi per design e non per errori di progettazione o altro.

    Io non vedo alcun tranello, vedo un progetto molto ambizioso fatto in Italia, che non a caso è la patria storica delle valvole.

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