TECNOLOGIA

L’intelligenza artificiale contro il terrore dell’ISIS

Come utilizzare sofisticati algoritmi per identificare la strategia militare della potente organizzazione terroristica

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TECNOLOGIA – Anonymous gli ha già dichiarato guerra, inoculando nella rete algoritmi che hanno sommerso di immagini tratte dagli anime giapponesi gli account twitter usati dai suoi miliziani per diffondere messaggi minacciosi. Lo stesso Twitter ha messo in atto frequenti misure cautelative, bloccando gli stessi account appartenenti ai suoi membri e sostenitori.

Parliamo dell’ISIS, che, a differenza di altre organizzazioni terroristiche, è un vero e proprio Stato, in grado di attuare una vasta e spietata strategia del terrore per colpire ovunque nel mondo. O, almeno, di convincere assai efficacemente i suoi avversari di poterlo fare. Mentre nel mondo occidentale infuria il dibattito sulla natura di questa organizzazione, c’è chi sta concependo nuove forme di guerra virtuale per contrastare la sua espansione. Ne scrive in un articolo della BBC.

Un gruppo di ricercatori statunitensi sta utilizzando sofisticati algoritmi di intelligenza artificiale per provare a “decodificare” la strategia militare dell’ISIS. Tali algoritmi hanno passato al setaccio migliaia di azioni terroristiche e belliche riconducibili allo Stato Islamico dalla seconda metà del 2014 in poi, con l’intento di stabilire un legame tra gli attacchi aerei e quelli terrestri, e per analizzare in dettaglio le tattiche militari jihadiste.

È risultata, ad esempio, una correlazione molto alta tra l’incremento di bombardamenti USA in determinate regioni e un corrispondente incremento dell’uso da parte dell’ISIS di attacchi con l’utilizzo di IED (Improvised Explosive Devices, ossia ordigni realizzati in modo artigianale, come per esempio le auto-bomba), secondo schemi geografici e tattici ben definiti.

Come afferma nell’intervista alla BBC Paulo Shakarian dell’Arizona State University, un ex ufficiale dell’esercito statunitense in Iraq e uno dei co-autori dello studio, “Quando ISIS viene colpito da una notevole serie di attacchi aerei, la sua strategia privilegia l’uso di IED piuttosto che di vaste operazioni di fanteria”.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che ISIS effettua vaste operazioni con l’impiego di truppe di terra in seguito al raggiungimento di un determinato tasso di attacchi da parte dei suoi miliziani con l’uso di veicoli-bomba. Come leggiamo nell’articolo della BBC, Elizabeth Quintana, direttore del Dipartimento di Scienze Militari del Royal United Service Institute, ha sostenuto che questo genere di ricerca può avere un’importanza fondamentale nella lotta contro l’ISIS. “I militari hanno accesso ad una gran quantità di informazioni, ma hanno bisogno di un modo per trasformarle in un formato utilizzabile in tempi brevi. Gli algoritmi di intelligenza artificiale consentono di ottenere questo obiettivo”.

Noel Sharkey, uno scienziato dell’Università di Sheffield, ha aggiunto che quest’approccio potrebbe consentire di prevedere i diversi tipi di attacco da parte dei miliziani. Commenta nell’articolo della BBC: “Dallo studio emerge che ISIS ha una strategia militare deterministica e prevedibile, piuttosto che arbitraria e caotica, o differente per ogni nuovo attacco. Il problema principale è che tale strategia può cambiare improvvisamente, in special modo se ISIS si accorge che le forze armate nemiche basano la loro azione sulla predizione della sua stessa strategia”.

Leggi anche: La follia nella Grande Guerra: storie di soldati e di un manicomio

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Christiaan Triebert, Flickr

Gianpiero Negri
Laureato in Ingegneria Elettronica, un master CNR in meccatronica e robotica e uno in sicurezza funzionale di macchine industriali. Si occupa di ricerca, sviluppo e innovazione di funzioni meccatroniche di sicurezza presso una grande multinazionale del settore automotive. Membro di comitati scientifici (SPS Italia) e di commissioni tecniche ISO, è esperto scientifico del MIUR e della European Commission e revisore di riviste scientifiche internazionali (IEEE Computer society). Sta seguendo attualmente un corso dottorato in matematica e fisica applicata. Appassionato di scienza, tecnologia, in particolare meccatronica, robotica, intelligenza artificiale e matematica applicata, letteratura, cinema e divulgazione scientifica, scrive per Oggiscienza dal 2015.

3 Commenti

  1. Artificiale o no,speriamo che l’intelligenza vinca sull’ignoranza beduina di quei vigliacchi dell’isis,stranamente ancora troppo sottovalutati dalle potenze mondiali

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