CULTURA

Qualcosa di più che “buono”

Hilary Swank è la protagonista di un film diretto da George C. Wolfe che racconta la progressione di una malattia come la SLA e tutti i cambiamenti che porta nella vita di una persona ammalata.

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CULTURA – Kate (Hilary Swank) è una donna di successo, pianista eccellente e moglie dai modi posati, a cui è stata diagnostica la SLA. Bec (Emmy Rossum) è una disinvolta studentessa universitaria e aspirante cantante con una vita sconclusionata. Le cose iniziano a cambiare quando Bec si propone di lavorare come assistente di Kate. Non sembra la persona adatta a Kate, ma è proprio per le loro differenze che, quando il perfetto matrimonio di Kate con Evan (Josh Duhamel) entra in crisi, le due donne riescono ad affidarsi l’una all’altra. È la trama del film “Qualcosa di buono”, uscito nel 2014 in America e da noi nelle sale in questi giorni, ispirato all’omonimo romanzo di Michelle Wildgen.

Hilary Swank è da anni ormai un’attrice specialista del dolore, dal ruolo di pugile paralizzata in Million Dollar Baby alla ragazza che rifiuta il suo corpo in Boys Don’t Cry fino al ruolo di giovane vedova in P.S. I love you. Qui è una donna forte e indipendente che da quando le viene diagnosticata la SLA comincia a perdere sempre più l’uso della propria muscolatura, del proprio corpo e delle proprie libertà. La degenerazione della malattia è quotidiana perciò decide di prendere un’aiutante che le stia accanto tutto il giorno. Bec, una ragazza inaffidabile, ritardataria e disorganizzata si dimostra essere la scelta vincente perché, seppur apparente inadatta, è l’unica a non vederla come una malata ma ancora come una persona.

Inizialmente è l’inferma Kate ad avere le redini in mano assumendo prima e insegnando poi alla distratta Bec come prendersi cura di un’altra persona e di se stessa, poi, man mano che Kate perde la possibilità di parlare e di muoversi, la protagonista diviene sempre più Bec. Dall’essere sua allieva, piano piano diventa la sua voce e l’estensione del suo corpo e infine rimane la sua unica amica e persona fidata, l’unica che lo sia davvero.

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Helena Pertot
Dopo la laurea in lettere ho frequentato il Master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Ora provo a fare la giornalista scrivendo di scienza, educazione e cinema per diverse testate. Mi trovate anche su twitter @HelenaPertot

2 Commenti

  1. @Claudio Casonato
    ma non è che c’è qualche post dell’oca che ti sei dimenticato di ribloggare? Meglio che li ripassi. Qualcuno forse ti è sfuggito!
    Invece di buFOle & Co perchè non rinomini il tuo blog in “Farina del mio Sacco”? 🙂

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