Il segreto di Majorana

La scomparsa del fisico catanese in un fumetto onirico, scritto da Francesca Riccioni e illustrato da Silvia Rocchi

indexLIBRI – Il caso Majorana, per la procura di Roma, si è chiuso agli inizi del 2015. La memoria del genio e del mito, che Ettore Majorana ha incarnato nel Novecento, non si è mai attenuata e anzi, la sua scomparsa ha suscitato sempre un grande interesse, anche al di fuori della comunità scientifica.

Ed è proprio la sua scomparsa ad aver attratto l’attenzione di molti, così come quella di Francesca Riccioni che nel suo libro a fumetti, Il segreto di Majorana, interpreta la sua scomparsa in maniera evocativa grazie alle illustrazioni oniriche di Silvia Rocchi.

Il libro, uscito nella primavera del 2015, continua a far parlare di sé. I prossimi appuntamenti con le autrici e con le tavole originali dell’opera sono a Genova e a Pisa, il 15 e 16 ottobre. E ovviamente al Lucca Comics a fine mese.

“Questo è un libro sulla scomparsa” – racconta Francesca Riccioni nella nota al libro – “non solo quella di Majorana, ma la scomparsa potenziale di chiunque, genio o signor nessuno che sia. Ettore Majorana è diventato un mito del Novecento anche perché incarna un desiderio che tutti, una volta nella vita, hanno accarezzato: quello di andarsene, riuscendoci; il bisogno di ipotizzare altre vite possibili, da cui nessuno è immune. Non ho voluto indagare le ragioni dietro le sue azioni, né giudicarne le scelte, ma solo invitare i lettori a vivere, ognuno nel proprio modo – come fanno Leo e Amanda, i due protagonisti di questa storia – gli effetti di un’assenza su una collet- tività che magari avrebbe finito per definire dei confini a una possibile esistenza inattuale. Confini che Ettore non avrebbe mai potuto accettare, di qualunque tipo fossero stati.”

È la scelta di scomparire, è la curiosità di capire quali siano i meccanismi che portano a farlo la chiave di lettura del libro. “Da subito ho voluto eliminare il tentativo di analizzare la storia dal punto di vista strettamente biografico” – ci racconta Francesca – “il libro si appoggia molto sul fatto che Majorana è stato già molto raccontato e uno degli aspetti che meno era stato analizzato nella letteratura è quello del rispetto, doveroso, per affrontare la decisione di scomparire di una persona”.

Il filo narrativo e il tratto delle illustrazioni portano il lettore a riflettere sul desiderio del silenzio, spesso desiderato dalla famiglia di Majorana, e sembrano amplificare il senso di evanescenza dato dalla sparizione. Lo stile di Silvia Rocchi è perfetto per restituire questa sensazione. Francesca lo descrive così: “del lavoro di Silvia mi ha sempre affascinato la creazione di inserti grafici realizzati con tecniche che esulano dal disegno tradizionale. Questi inserti sono usati concettualmente nella narrazione, infatti nei suoi lavori il cambio di tecnica significa sempre che si entra in un “luogo” emotivo, narrativo, concettuale, diverso. Lei ha proposto la tecnica della monotipia calcografica dopo aver visto le immagini delle camere a nebbia, usate per rilevare l’esistenza delle particelle. Il risultato sono delle tavole astratte e ci è sembrato il modo giusto per far entrare il lettore in un ambito in cui gli oggetti di cui si parla sono invisibili, le parti in cui si parla più strettamente di fisica delle particelle.”

Leggi anche: La vita in un boccale di birra

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Informazioni su Giulia Rocco ()
Pensa e produce oggetti multimediali per il giornalismo e l’editoria. L’hanno definita “sperimentatrice seriale”.

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