Quando le vespe commettono matricidio

Come è possibile che a volte la scelta giusta sia aiutare la regina, mentre altre volte è ucciderla?

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WHAAAT? Il venerdì casual della scienza – In una colonia di insetti sociali le lavoratrici, workers, fanno tutto il lavoro: raccolgono il cibo, si occupano delle nuove generazioni e del benessere della regina, costruiscono la loro casa (ad esempio il formicaio) e la difendono. Però, come dicevamo anche qui, la questione della riproduzione è molto complessa. Al punto che, si legge tra le pagine dell’ultimo Current Biology, le lavoratrici possono arrivare a uccidere la regina se capita l’occasione propizia, ovvero l’occasione di riprodursi al posto suo.

Qualche anno fa l’autore dello studio Kevin J. Loope, entomologo e ricercatore postdoc alla University of California di Riverside, ha iniziato a interessarsi alla questione del matricidio negli insetti sociali. Api, vespe, formiche, le femmine vivono per mandare avanti la colonia e permettere alla regina di deporre le uova. Ma non si tratta di una fedeltà cieca, da anni si avevano aneddoti e racconti di casi in cui le lavoratrici avevano ucciso la loro regina. Per Loope era un mistero a dir poco affascinante. “Vedere l’uccisione di una regina mi sembrava paradossale. Perché in alcune situazioni la scelta migliore è aiutarla, mentre in altre è ucciderla? Perché alcune regine vengono uccise e altre no? Perché ucciderle?”. Dipende dalla circostanza.

Loope ha creato e avviato in laboratorio delle colonie di yellow jacket wasps, vespe appartenenti al genere Vespula, e le ha monitorate tramite videocamere fino a riuscire ad assistere a un matricidio: grazie alle osservazioni (e alle analisi genetiche condotte sulle colonie) si è reso conto che le vespe lavoratrici uccidevano le regine quando la colonia era abitata da un gran numero di sorelle full-sibling, con lo stesso padre, mentre non accadeva nelle colonie in cui c’era un mix tra sorelle full e half-sibling (la distinzione viene fatta in base al numero di volte in cui la regina si accoppia e da come spartisce gli spermatozoi dei maschi, quando sono più di uno per colonia).

“Le lavoratrici valutano la situazione e si ribellano contro la regina solo quando il makeup genetico della colonia è favorevole”, spiega Loope. “Il vantaggio più grande è che così facendo permettono alle sorelle di deporre uova maschili al posto della regina […]. Eliminandola, una lavoratrice matricida permette a se stessa e alle altre di deporre”. Ma raramente tentano di riprodursi: i maschi vengono prodotti all’inizio dell’anno e si accoppiano con le nuove regine, per poi morire. Le lavoratrici non si accoppiano mai ma sono in grado di deporre uova maschili, il che permette loro di competere con la regina.

Non è la prima volta che uno studio suggerisce che le lavoratrici siano in grado di valutare la proporzione tra sorelle full-sibling e half-sibling nella colonia, elaborando una risposta efficace quando si presenta un “conflitto di interessi”. La teoria della selezione parentale prevede che gli individui favoriscano i parenti più stretti agli altri. Le sorelle con padre diverso sono ovviamente più distanti, il che rende il matricidio una scelta peggiore in questo tipo di colonie, spiega Loope.

@Eleonoraseeing

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Rinaldo R, Flickr

Informazioni su Eleonora Degano (679 Articles)
Giornalista pubblicista, traduttrice, science writer. Collaboro con varie realtà tra le quali National Geographic Italia, OggiScienza, pagina99 e StartupItalia. Mi occupo principalmente di conservazione e zoologia, con un particolare interesse per etologia e cognizione animale. Su Twitter @Eleonoraseeing

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