L’epigenetica e Lamarck, una relazione complicata

Melting POD: l'approfondimento scientifico in foma di podcast

Jean-Baptiste_de_LamarckMELTING POD – Nel dibattito sull’evoluzione talvolta l’epigenetica viene indicata come ambito difficilmente riconducibile al neodarwinismo, quasi una rivincita di Lamarck nei confronti di Darwin. Ma è davvero così? Cos’è l’epigenetica? Lamarck è davvero un precursore delle attuali ricerche in questo ambito?

Abbiamo posto questi interrogativi a Mauro Mandrioli, genetista e docente all’Università di Modena e Reggio Emilia.

 

@enricobergianti

Ascolta anche: La teoria del tutto

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Wikimedia Commons

Testi e intervista a cura di Enrico Bergianti.
Con la voce di Roberta Fulci.

La sigla di Melting Pod è Ooh Hey, audionautix.com

Musiche da audionautix.com in ordine di apparizione:
Checks For Free
ModernRockBoy
Feels Good to be
– The Great Unknown

Estratti di canzoni protette da copyright:
Qui Es-Tu, dei POOM (link alla canzone su You Tube dal canale di MORIndie)

Citazioni:
– Giuseppe Cruciani nella puntata de La Zanzara di Radio24 del 10 dicembre 2014.
– Intervista a Pier Luigi Bersani del 31 gennaio 2015 pubblicata sul canale You Tube di Vista Agenzia Televisiva Nazionale (link)

2 Commenti su L’epigenetica e Lamarck, una relazione complicata

  1. Le cellule di un essere vivente sono interconnesse fra loro. Se quelle seminali regolano lo sviluppo somatico, è verosimile che quelle somatiche agiscano a loro volta su quelle seminali, trasmettendo loro tutte le esperienze raccolte nel corso dell’esistenza. Ovvio che tale imprinting non si realizza nel corso di una sola generazione, ma occorre che l’esperienza si ripeta nelle generazioni successive attraverso la cultura delle singole specie e della costanza delle condizioni ambientali.
    La mutazione, come errore di trascrizione del DNA, ha scarsissime probabilità di perpetuarsi nelle generazioni successive. Già al momento dell’errore, i meccanismi di autodifesa insite nel DNA, intervengono per eliminare l’errore. Ammesso che la scampi, il gamete deve vedersela con milioni di altri gameti per potersi coniugare con un altro gamete. Nel caso che ce la faccia, l’embrione deve avere i requisiti per sopravvivere. Nel caso che sopravviva, dopo la nascita avrà scarse probabilità di raggiungere l’età fertile. In altre parole, la statistica non depone a suo favore.
    E’ poi estremamente riduttivo dare il merito dell’evoluzione ad errori genetici. E’ un insulto alla “intelligenza” della natura. Mi è più gratificante pensare che l’esperienza possa agire sulla filogenesi, come agisce sull’ontogenesi. Gli esperimenti di laboratorio, secondo i quali la memoria epigenetica si esaurirebbe dopo qualche generazione, lasciano il tempo che trovano, perché non possono essere paragonati a ciò che avviene in migliaia di anni, durante i quali l’interconnessione fra generazioni va di pari passo con l’interconnessione fra gli apparati somatici. Basta che durino a sufficienza. Anche la natura, come gli empirici, agisce “provando e riprovando”. Senza nulla togliere a Darwin, il detto lamarchiano secondo il quale “l’uso crea l’organo”, pur nella sua grossolana formulazione, non è del tutto sbagliato e non sarà certamente qualche esperimento sui topi che lo potranno smentire.

2 Trackbacks / Pingbacks

  1. Tutti frutti | OggiScienza
  2. Scienza: l’anno che verrà | OggiScienza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: