Biofotoni al posto dei farmaci, con il marchio dell’Università

Un tempo sponsor di un Centro universitario di ricerche in medicina molto alternativa, l'inventore dell'Acqua strutturata vanta tuttora la propria merce sotto il logo dell'Ateneo e di un ente delle Nazioni Unite.

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IL PARCO DELLE BUFALE – Un recente esperimento clinico per verificare l’efficacia dell’agopuntura, questa volta nel ridurre i disturbi della menopausa, dimostra che il suo effetto è pari a quello di aghi dalla punta tonda appoggiati sulla pelle delle pazienti nel gruppo di controllo. Alla custode ha fatto venire in mente una sua grave manchevolezza. Non aveva mai parlato di un polo d’eccellenza creato nel 1969 dall’Università degli Studi di Milano:

Il Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie e Medicine Naturali

poi ribattezzato

Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Medicina Termale, Complementare e Scienze del Benessere

unico al mondo ad avere una collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per lo studio e l’insegnamento di bio-medicine naturali, nonché per il turismo italo-russo. I suoi ricercatori non pubblicavano nulla dal 2003, ma restavano all’avanguardia. Fra gli accademici più illustri del Centro, spiccava lo scopritore del “software della vita” e  della psico-biofotonica prof. dott. ing. Sergio Serrano che partecipava al consiglio direttivo, alla ricerca e all’insegnamento in qualità di

rappresentante dell’ente finanziatore,

la ditta Zener S.r.l. di cui è titolare. Da auto-certificato “docente universitario” e/o “professore in università italiane ed estere“, a Milano presso il

Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche “Città Studi”

sul sito istituzionale godeva di un link che rimandava alla réclame di prodotti Zener: strumenti variamente diagnostici, patch biofotonici, eccipienti e vitamine “polarizzate” o meno, e sopratutto Acqua strutturata con biofotoni del magnesio aggiunti alla fonte o teletrasmessi. La loro energia può infatti essere

memorizzata in un computer (palmare) e quindi amplificata per caricare l’acqua di balneazione prima che questa sia immessa nella vasca. Quando la persona si immerge nell’acqua strutturata, l’energia di questa passa istantaneamente all’acqua dell’Organismo (92% del peso totale). Per l’equivalenza massa/energia è come se la persona assumesse la sostanza con la quale è stata strutturata l’acqua.

come i lettori ricorderanno. Stando alla teoria del prof. dott. ing. Serrano, infatti,

Poiché MASSA ed ENERGIA coincidono e poiché Omeostasi Biochimica e Omeostasi Energetica interagiscono: somministrare MASSA (cioè un farmaco) o ENERGIA (biofotone corrispondente al farmaco) deve dare lo stesso effetto biologico.

Parentesi

Nel segnalare la coincidenza alla custode, un lettore osservava giustamente:

Ma perché fermarsi ai farmaci?
Estendiamo il ragionamento al cibo e, nella stessa maniera, possiamo risolvere il problema della fame nel mondo. E’ sufficiente irradiare gli affamati con i biofotoni corrispondenti a un pollo arrosto. O forse è meglio usare quelli di un’abbondante insalata con primizie dell’orto… non vorrei che i biofotoni di un pollo arrosto possano alzare il colesterolo e costringere a irradiare gli ex-affamati con i biofotoni delle medicine contro l’ipertensione.

Geniale, ha pensato la custode che sta preparando un business plan.

Fine della parentesi

Il titolare “dell’ente finanziatore” usava il marchio dell’Ateneo nelle réclame per la propria merce, notava la custode nel suo angolino il 19 gennaio. Appena tre giorni dopo riceveva questa precisazione dall’Università:

Inattivo dal 2012, il Centro di Ricerche in Bioclimatologia Medica, Biotecnologie e medicine naturali ha cessato formalmente le sue attività nel mese di ottobre 2015.

L’Università Statale non intrattiene attualmente alcun rapporto né con la ditta Zener (in precedenza tra gli enti finanziatori del soppresso Centro), né con il Signor Sergio Serrano, né soprattutto con qualsivoglia dispositivo –  apparecchiature medicali e/o prodotti naturali o altro –  posto in commercio dalla Zener.

Sul presunto utilizzo del logo e del nome dell’Università, ipotizzato nell’articolo, per la pubblicizzazione di suddetti prodotti, la Statale rende noto che sono state avviate tutte le verifiche del caso, per tutelare l’ateneo in ogni sede.

Sul “presunto utilizzo di logo e nome dell’Università“, la custode conta sull’aiuto dei lettori per segnalare altre ipotesi oltre alla dozzina linkata fin qui. Nel frattempo manda un bacione all’Ufficio Stampa della Statale, veloce ed efficiente, e gli suggerisce di fatturare alla ditta del “Signor” Serrano la tariffa di 75 000 euro/biennio a inserzione pubblicitaria.

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Crediti immagine: Goldmund100, Wikimedia Commons

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