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Diabete: nel 2030 colpirà un adulto su 10

Oggi il 9% della popolazione adulta è diabetica, per un totale di 60 milioni di malati in tutta Europa. Ma la situazione è destinata a peggiorare, specie nei paesi emergenti

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Il diabete di tipo 2 colpisce circa 60 milioni di persone in Europa, una cifra in crescita a livello mondiale. Crediti immagine: Pixabay.

APPROFONDIMENTO – Ogni 6 secondi una persona al mondo muore a causa del diabete. Nel 2030 un adulto su 10 nel mondo si ammalerà di diabete e le morti premature, cioè di persone con meno di 70 anni saranno esattamente il doppio rispetto all’inizio del millennio. Se è vero che negli ultimi decenni la mortalità per cancro è diminuita, così come quella per molte malattie infettive, grazie per esempio all’introduzione dei vaccini, di malattie croniche, come patologie cardiovascolari e di diabete moriamo sempre di più.

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L’OMS ha calcolato che nel 2012, si siano registrate 1.5 milioni di morti per diabete al mondo; numeri che devono spaventare, dal momento che la gestione di sempre maggiori quantità di pazienti in cronicità, oltre a incidere sulla salute del sistema paese incide anche sul suo portafoglio. Se nel 2015 la spesa complessiva in Europa per la gestione del diabete è ammontata a 156 miliardi di dollari, nel 2040 si salirà a 174 miliardi.

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Proprio per questo, quest’anno l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto di dedicare il World Health Day proprio al diabete. Parola d’ordine: prevenzione. Il diabete di tipo 2, che rappresenta il 90% dei malati di diabete, si può prevenire con uno stile di vita sano, cioè con una dieta equilibrata, una piccola ma costante attività fisica (30 minuti al giorno) e combattendo l’obesità.

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In Europa nel 2015 sono morte di diabete circa 629 mila persone dai 20 ai 79 anni, e quasi 1 su 4 di queste aveva meno di 60 anni. Circa 60 milioni sono invece i malati, il 10,3% degli uomini e il 9,6% delle donne con più di 25 anni. L’equivalente insomma dell’intera popolazione italiana. Una tendenza in crescita a livello mondiale, con particolare gravità fra i paesi a basso reddito e fra le fasce di popolazione meno abbiente. Circa l’80% delle morti per diabete si registra in paesi poveri, dove si riscontrano anche tassi di sovrappeso e obesità più elevati, una dieta meno sana e una minore attività fisica.

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Si tratta di un tema di primaria importanza per i sistemi sanitari. Secondo le stime, da qui al 2030 la situazione peggiorerà ovunque nel mondo, in particolare nei paesi emergenti. L’Europa, dal canto suo, vedrà crescere anch’essa i tassi di prevalenza della malattia, anche se a un ritmo meno sostenuto rispetto al resto del mondo. In Asia e in Medio Oriente, per esempio, la prevalenza della malattia nel 2030 sarà più del doppio rispetto all’inizio del secolo. C’è poi il problema della sottodiagnosi. In Africa subsahariana per esempio, il diabete non viene diagnosticato in due terzi dei casi.

@CristinaDaRold

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Cristina Da Rold
Giornalista freelance e consulente nell'ambito della comunicazione digitale. Soprattutto in rete e soprattutto data-driven. Lavoro per la maggior parte su temi legati a salute, sanità, epidemiologia con particolare attenzione ai determinanti sociali della salute, alla prevenzione e al mancato accesso alle cure. Dal 2015 sono consulente social media per l'Ufficio italiano dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il mio blog: www.cristinadarold.com Twitter: @CristinaDaRold

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