TRIESTE CITTÀ DELLA CONOSCENZA

CERCASI esopianeta abitabile

La rubrica dedicata alla ricerca e ai ricercatori di Trieste si arricchisce grazie all'aggiunta di una serie di podcast.

La sfida principale nel mio ambito di ricerca? Considerare non solo le condizioni adatte per sostenere la vita, ma anche la storia di questi oggetti astronomici per comprendere se ci fossero davvero state le condizioni affinché la vita nascesse. Crediti immagine: INAF OATS

TRIESTE CITTÀ DELLA SCIENZA – La navigazione per gli istituti di ricerca presenti a Trieste ha inizio. La seconda tappa ci porta all’Osservatorio Astronomico di Trieste (INAF) dove il ricercatore Giovanni Vladilo studia l’abitabilità dei pianeti mediante lo sviluppo e l’applicazione di modelli climatici per espianti di tipo terrestre.

 

Carta d’identità

Nome: Giovanni Vladilo
Età: 62 anni
Nato a: Venezuela (ma abito in Italia da tanti anni)
Lavoro a: Osservatorio Astronomico di Trieste

Istituto: Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)
Formazione: Laurea in Fisica, specializzazione in Astrofisica
Cosa amo di più del mio lavoro: Partecipare e organizzare meeting che riguardano l’origine della vita e la ricerca di vita in ambienti extrasolari.
La sfida principale nel mio ambito di ricerca: Considerare non solo le condizioni adatte per sostenere la vita, ma anche la storia di questi oggetti astronomici per comprendere se ci fossero davvero state le condizioni affinché la vita nascesse. Questo è un lavoro più complicato perché richiede una conoscenza più ampia, non solo di biologia e astrofisica, ma di studi riguardanti la problematica dell’origine della vita.

@VeronicaRuberti

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Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Colonna sonora:  Café connection, morgantj (CCmixter)
Suoni: Error sound, KorGround, windy marina, klankbeeld (Freesound)

Veronica Ruberti
Comunicatrice scientifica. Racconto la scienza ai più piccoli e davanti ai microfoni degli studi radiofonici.

3 Commenti

  1. Attenti al correttore: con “espianti” al posto di “esopianeti” trasforma un testo di astronomia in uno di chirurgia!

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