Il rapporto tra personalità e disturbi mentali

Personalità, eventi traumatici e disturbi mentali: qual è il rapporto tra questi elementi?

Dallo studio emerge che un elevato nevroticismo è legato a una maggiore probabilità di soffrire di disturbi come depressione, ansia o abuso di sostanze. Crediti immagine: Pixabay

SCOPERTE – Un gruppo di ricercatori dell’Università di Zurigo ha osservato e messo in relazione per la prima volta personalità, eventi traumatici e disturbi mentali in uno studio pubblicato su European Archives of Psychiatry and Clinical Neuroscience. Sebbene con diverse riserve, la conclusione del lavoro guidato da Michael Hengartner è che alcuni tratti della personalità siano associati allo sviluppo di disturbi mentali, direttamente o in combinazione con eventi traumatici.

Lo studio ha seguito 600 partecipanti svizzeri per 30 anni: le interviste sono state fatte nel 1979, quando i partecipanti avevano l’età di 20 anni, e sono state ripetute dal 1981 fino al 2008. Lo scopo era raccogliere dati sul background familiare e sociale, lo stato di salute mentale, eventuali problemi di abuso di droga o alcol. Nel corso degli anni, i ricercatori hanno indagato il verificarsi di eventi critici, come perdita del lavoro e rotture sentimentali. Parallelamente, i partecipanti sono stati sottoposti a test di personalità per valutare alcuni tratti, tra i quali aggressività (mancanza di auto-controllo), estroversione e nevroticismo (il tratto caratterizzato da scarsa stabilità emotiva e propensione a preoccuparsi). I primi test sono stati eseguiti nel 1988 (età 29-30 anni) e ripetuti nel 1994 (età 34-35).

Dallo studio è emerso come determinati tratti della personalità possano essere associati alla probabilità di sviluppare alcuni tipi di disturbi mentali. Un elevato nevroticismo è legato a una maggiore probabilità di soffrire di disturbi come depressione, ansia o abuso di sostanze. Un alto livello di estroversione, al contrario, è associato a una probabilità inferiore di soffrire di ansia e depressione.

Neanche il rapporto tra personalità ed eventi critici sembrerebbe casuale. Sebbene questa relazione sia meno forte, alcuni tratti potrebbero incidere sulla probabilità di vivere esperienze negative. Un livello più alto di aggressività, per esempio, potrebbe influire su eventi sfavorevoli come perdita di lavoro e separazioni. Allo stesso modo, un elevato livello di nevroticismo sembrerebbe associato alla perdita del lavoro. Una relazione è stata individuata anche tra eventi sfavorevoli e disturbi mentali: come ci si aspetterebbe, i partecipanti che avevano affrontato la perdita del lavoro o una rottura sentimentale erano più predisposti a soffrire di depressione. Anche in questo caso, però, sarebbe il tipo di personalità a giocare un ruolo decisivo: il disturbo mentale sembrerebbe essere più grave quando i partecipanti presentano un marcato nevroticismo. Secondo i ricercatori sarebbe proprio questo tratto a incidere sullo sviluppo, persistenza e gravità della patologia. Dall’analisi complessiva dei dati, è emerso che i partecipanti con un livello alto di nevroticismo e aggressività e un livello molto basso di estroversione avevano una probabilità 6 volte maggiore di sviluppare un disturbo mentale (ansia o depressione) rispetto ai partecipanti con bassi livelli di aggressività e nevroticismo e alto livello di estroversione.

Come spiegano i ricercatori, il fatto che sia stata evidenziata un’associazione non significa che sia stato dimostrato un rapporto di causalità. Per capire meglio il ruolo preciso della personalità nel determinare lo sviluppo di un disturbo sono necessari degli studi che permettano di seguire i partecipanti sin dall’infanzia.

Diversi studi, tra i quali alcune ricerche basate su analisi genomiche, si stanno occupando di indagare meglio la relazione tra personalità e disturbi mentali. Queste associazioni che sembrano intuitive, infatti, non sono state ancora del tutto dimostrate. Una lavoro, pubblicato di recente su JAMA Psychiatry e condotto in Svezia coinvolgendo più di mille partecipanti, ha evidenziato come alcuni tratti della personalità individuati in età adolescenziale fossero associati alla futura probabilità di sviluppare un disturbo. Alti livelli di stabilità emotiva, per esempio, sembrerebbero agire come un fattore protettivo rispetto a patologie come la schizofrenia.

Questo tipo di ricerche, che oggi hanno ancora diversi limiti, potrebbero in futuro essere utili per riconoscere in modo precoce le persone predisposte a sviluppare il disturbo e per supportare i giovani a rischio. Interventi psicoterapeutici, infatti, sono associati a cambiamenti della personalità, come aumento della stabilità emotiva e riduzione del nevroticismo.

Leggi anche: Gli animali hanno una personalità? Q&A con Jennifer Verdolin

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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