Contro il “terrorismo ambientalista”

A difesa delle proprie "verità scientifiche", il prof. Zichichi lancia una crociata contro i "ciarlatani" che fanno ricerca sul clima.

IL PARCO DELLE BUFALE – Oltre alle zichicche di cui parla Climalteranti dopo averle coperte a lungo con un “velo pietoso”, il 5 luglio  Il Giornale ha pubblicato su carta un proclama che merita più lettori dei suoi acquirenti.

Appello della Scienza contro le eco-bufale

Scienza con la maiuscola, essendo una sola e incarnata nella persona del prof. Zichichi:

La Scienza (come scritto su queste colonne il primo giugno scorso [dal prof. Zichichi] non ha l’equazione che permette di descrivere l’evoluzione del Clima

Il Clima, secondo la Scienza e/o il prof. Zichichi, è il tempo meteorologico di cui nessuno è in grado di calcolare l’evoluzione e “se a Londra pioverà o brillerà il sole”, in quanto le equazioni di Navier-Stokes – per esempio – non esistono né potranno mai esistere.

ma la certezza di come combattere l’inquinamento planetario.

Per ora questa certezza resta sia inedita che unica nelle scienze ambientali e bio-mediche, sebbene salverebbe milioni di vite/anno.

Qui la custode del Parco salta una frase sulle equazioni di Newton per il moto di un pianeta, già presente in più varianti nell’articolo del prof. Zichichi, forse dovuta a un refuso.

Su queste colonne (13 giugno 2017) abbiamo [sempre il prof. Zichichi quando pensava che le formule esistevano ma erano “errate”] contestato giornalisti e opinionisti che, ospiti dei talk-show, per esempio «Otto e mezzo» di Lilli Gruber, illustrano tesi di cui non sono a conoscenza e pontificano su argomenti che non conoscono, e li abbiamo sfidati a dare i nomi degli scienziati che sarebbero contro le nostre verità [sic] scientifiche, qualcuno addirittura sostenendo che sarebbero il 99% degli scienziati.

La custode condivide il disappunto della Scienza, o forse del prof. Zichichi, per non essere stata invitata da Lilli Gruber al posto della giornalista de Il Tempo e Libero Paola Tommasi, capo della segreteria tecnica del presidente del gruppo Forza Italia della Camera dei Deputati.

Enrico Fermi, il più grande galileiano del XX secolo, diceva che coloro i quali parlano di Scienza senza averne mai fatta, farebbero meglio a stare zitti. Infatti siccome parlano di Scienza «per sentito dire», rischiano di prendere grosse cantonate scientifiche.

Il prof. Zichichi ne fa in fisica delle particelle, ma per le altre discipline non sente altri all’infuori di Dio e Galileo.

Ovviamente la nostra richiesta di fornire i nomi di questi scienziati è rimasta senza risposta.

“Ovviamente” le società scientifiche di tutto il mondo hanno già risposto a nome di milioni di scienziati (elenco incompleto, per esempio manca la Pontificia Accademia delle Scienze).

Noi invece, di scienziati ne abbiamo, in aggiunti ai due già citati il 13 Giugno [Von Neumann e Galilei sono proprietà del prof. Zichichi, nota 1] ben altri 20 impegnati in molte Università e Laboratori di diverse Nazioni come riportato su questa pagina. Aspettiamo smentite…

Il 15 luglio sono arrivate quelle dei 66 membri del comitato scientifico del WWF.

Sottoscrivono l’appello:

La custode non è riuscita a trovare una loro pubblicazione scientifica collegabile anche da lontano con l’inquinamento planetario o il Clima. Ne deduce che lo 0,002% dei fisici teorici e delle particelle sono lettori del Giornale, telespettatori assidui dei talk-show italiani e credono a priori nelle “verità scientifiche” del prof. Zichichi.

In attesa di smentita, “ovviamente”.

Nota 1

Nella versione del prof. Zichichi, il matematico John Von Neumann avrebbe detto:

Se mi date tre parametri liberi, vi descrivo un elefante e cosa fa. Se mi date un quarto parametro libero il modello matematico dimostra che l’elefante vola.

Il fisico teorico Freeman Dyson ricorda invece che nel 1953 Enrico Fermi criticava un suo modello, ricordando che un giorno Von Neumann gli aveva detto:

Con quattro parametri posso costruire il grafico [to fit] di un elefante, con cinque posso fargli ondeggiare [to wiggle] la proboscide.

Nel 2010, Jurgen Mayer, Khaled Khairy e Jonathon Howard hanno pubblicato il grafico ottenuto con quattro parametri (numeri complessi) sull’American Journal of Physics:

Il punto corrispondente all’occhio è aggiunto per chiarezza. Nella figura 1b, gli autori usano un coefficiente di ondeggiamento pari a 40. Nonostante l’ampia libertà del parametro, la proboscide si alza e si abbassa come se fosse rigida.

Leggi anche: Ci vuole il fisico

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35 Commenti su Contro il “terrorismo ambientalista”

  1. Carlo Pezzoli // 17 luglio 2017 alle 11:54 // Rispondi

    Come mai più nessuno parla del buco di ozono, non è più di moda? E il sole, come possibile parametro nella determinazione del clima, non viene preso in considerazione?

    • 1) “Come mai più nessuno parla del buco di ozono, non è più di moda? ”

      Esatto, non va piu di moda da quando, nel 1987, si è trovato un accordo mondiale per eliminare le sue cause. Si dovrebbe aggiornare delle politiche ambientali degli ultimi 20 anni.

      2) “E il sole, come possibile parametro nella determinazione del clima, non viene preso in considerazione?”

      Viene preso in considerazione in tutti gli studi di attribution, che, evidentemente, non conosce. Come questo:

      http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/download?doi=10.1.1.167.2852&rep=rep1&type=pdf

      Saluti

  2. Se l’autrice della rubrica appartiene alla schiera dei “milioni di scienziati” che sostengono il dogma del global warming, possiamo stare tranquilli per altri cento anni…

    • @ Angelo

      Se l’autrice della rubrica appartiene alla schiera dei “milioni di scienziati” che sostengono il dogma del global warming, possiamo stare tranquilli per altri cento anni…

      “dogma del global warming”?
      Ma davvero?
      Lei si illude di ridurre le conclusioni della stragrande maggioranza degli *scienziati* che si occupano di climatologia e una questione religiosa?
      Allora finalmente capiamo il perche’ della sua ostilita’ nei confronti di questa rubrica e dell’autrice: non e’ questione del tono, come si lamentava il mese scorso.
      A lei non piace il contenuto, altro che il tono.

  3. Carlo Pezzoli // 17 luglio 2017 alle 16:33 // Rispondi

    E perché non ne parlate mai, del sole e dell’ozono, se da vent’anni già ne conoscete i comportamenti, e non ne informate anche noi poveri ignoranti, ma continuate a romperci con la storia del consumismo e degli effetti degli idrocarburi? Perché, oltre a fare ricerche sul clima, non calcolate mai quanti cavalli e buoi occorrerebbero per i trasporti e per i lavori agricoli, quanto territorio occorrerebbe per il loro mantenimento e quanto inquinamento produrrebbero le loro deiezioni ed i loro peti? Quanti boschi avremmo dovuto tagliare per il riscaldamento, ritenuto una conquista sociale? Non ci sarebbe più un albero! E l’aria condizionata, che presumo sia a lei tanto cara, con quale energia la vorrebbe produrre? E in America od in Australia ci vorrebbe andare in barca a vela o a nuoto?
    E tutti i materiali sostituiti dalle materie plastiche derivate dagli scarti del petrolio, la lana, il cotone, la seta, la canapa il legno, i metalli, il vetro, il materiale sanitario, non ci hanno forse permesso di risparmiare la natura da ulteriore sfruttamento? Un monumento dovremmo fare al petrolio. Se venisse meno, in pochi mesi l’umanità verrebbe dimezzata. Se questa è la soluzione che desidera, ben venga. E invece si fanno chiacchiere e polemiche. Si dice quel che non si dovrebbe fare, ma non quello che andrebbe fatto. Sono i popoli che hanno raggiunto il benessere grazie al petrolio che ora vorrebbero che i miliardi di persone che cercano di uscire dalla miseria non facessero altrettanto. E’ solo politica. Parlare bene ai congressi e razzolare male in casa. L’unica alternativa possibile era quella atomica, con tutti i suoi rischi, ma inferiori a quelli degli idrocarburi e delle stesse dighe per l’energia idrica, che hanno fatto migliaia di morti e stravolto equilibri ambientali. Il problema attuale è conciliare l’esplosione demografica dell’Africa con la carenza di giovani in Occidente. Forse sarebbe il caso di programmare le morti e non le nascite, ma già l’aveva fatto un certo Hitler.
    L’evoluzione del genere umano va di pari passo con quella dell’ambiente. Nella peggiore delle ipotesi in Islanda tornerà a crescere la vite, come già avveniva milioni di anni or sono. I terroristi ambientali, come quelli di estrazione politica o religiosa, non possono farci nulla, perché gli eventi trascendono la volontà dei singoli ed il tempo risolverà ogni problema.
    Mi stia bene, e nel frattempo continui a godere del benessere che il petrolio ci procura, sperando che duri.

  4. Carlo Pezzoli,

    qui si parla del buco dell’ozono quando escono nuovi dati
    https://oggiscienza.it/tag/buco-dellozono/
    e quando viene aggiornato il Protocollo di Montreal
    https://oggiscienza.it/2016/10/13/effetto-serra-idrofluorocarburi-refrigeranti/

    Può indicarci per favore uno studio sul clima che non prende in considerazione la radiazione solare?

    Angelo,

    le risulta che non ci sia differenza tra il mestiere dei cronisti e quello degli scienziati?

    il dogma del global warming
    quale dogma?

  5. Carlo Pezzoli // 17 luglio 2017 alle 22:02 // Rispondi

    Bene. Diamo pure per scontato che il clima sia opera dell’uomo e invece di continuare a fare polemiche proponiamo qualcosa di concreto. Certo, se si è ancora fermi alle pale eoliche ed ai pannelli solari, campa cavallo. Sono lussi che si possono permettere i paesi ricchi, altrimenti le popolazioni del Sahara avrebbero già risolto il problema.
    Il mercato provvede da solo a proporci nuove tecniche per il risparmio energetico e la gente è attenta a ciò che costa meno col miglior risultato, ma attenti alle campagne a sfondo promozionale. Spesso celano interessi di parte, piuttosto che il bene comune. Ogni sistema va giudicato per gli effetti che produce e non mi sembra che gli uomini del passato ci abbiano lasciato un’eredità catastrofica, anzi, hanno creato le premesse per il benessere di cui possiamo godere. Se la vita media è passata dai 40 agli oltre ottant’anni, a dispetto dell’inquinamento e di tutti i mali di origine antropica, vuol dire che il sistema tiene, e terrà anche per il futuro, perché se l’uomo avesse applicato il principio di precauzione, tanto caro alle cassandre moderne, starebbe ancora sugli alberi assieme ai suoi cugini quadrumani, perché scendere a terra era troppo pericoloso. Nessuno le vieta di risalirvi.
    Non strappiamoci i capelli più di tanto, perché ormai l’evoluzione ci ha resi tutti calvi anzitempo. I nostri pronipoti sapranno arrangiarsi anche loro, come si sono arrangiati i nostri bisnonni, che avevano problemi ben più gravi da risolvere.
    In quanto alle radiazioni solari, io so solo che in certe giornate serene, quando l’aria è fresca e non c’è traccia alcuna di umidità, c’è un sole che spacca le pietre e di cui non ricordo l’eguale. Forse c’è il buco di ozono che lascia passare i raggi, ma ci dovrebbe essere l’inquinamento a proteggerci. Chi ce lo può dire. Ognuno può formulare le ipotesi che meglio crede e gli algoritmi a disposizione sono infiniti, come lo sono quelli per trovare tutti i numeri primi.

  6. mauro marchionni // 17 luglio 2017 alle 22:11 // Rispondi

    personalmente non ho molta stima per Zichichi ma se Silvia volesse veramente fare un articolo serio varrebbe la pena di domandarsi perchè anche scienziati di primissimo piano, come ad esempio il NOBEL Rubbia, hanno forti dubbi sulla causa antropica delle mutazioni climatiche.
    Ovviamente non conosco a fondo il problema e non penso di trovare il tempo per studiarmelo come si deve, ma la mancanza dei sacri dubbi e la certezza di avere le verità assolute è un atteggiamento che mai, e dico mai, nella storia della scienza e del progresso umano ha portato un qualche progresso.
    Tanto per dare uno spunto giornalistico potrebbe essere interessante una ricerca non solo su quanti sostengono una tesi o l’altra ma anche (capisco che è un lavoro oneroso) sui rispettivi curricula poichè il sacro motto romano del “cui prodest” è sempre stato e sempre sarà una pagina di Vangelo (laico, ma va bene lo stesso – anzi è meglio).
    Io purtroppo non ho il tempo di farlo ma è solo con i dati veri e completi che si può avere la speranza di capirci qualche cosa.
    P.S. – tutto ciò non vuol dire che Pezzoli abbia ragione nella sua difesa appassionata del petrolio poichè lo stesso Pezzoli dovrebbe chiedersi per quale ragione tutti coloro che hanno provato a percorrere strade energetiche alternative e veramente valide (non certo il businness del fotovoltaico tanto per esempio) sono stati subito stroncati sul nascere.

  7. Carlo Pezzoli // 18 luglio 2017 alle 11:32 // Rispondi

    Mi piacerebbe sapere quali sono le strade alternative e veramente valide. Al momento io conosco solo quella nucleare e può darsi che la guerra scatenata contro di essa sia opera dei produttori di petrolio. Io non difendo appassionatamente il petrolio. Ho solo constatato che è l’elemento su cui si fonda tutto il nostro progresso e a lui dico grazie, in attesa che qualche ambientalista trovi una soluzione migliore. Bisogna sempre diffidare dei fondamentalisti di ogni fede. In tempi passati, quando la tecnologia non esisteva ancora, i fondamentalisti rivolgevano altrove le loro insofferenze. Sant’Agostino ce l’aveva coi matematici, che a suo dire avevano stretto un patto col diavolo per oscurare lo spirito dell’uomo per confinarlo nelle spire dell’inferno. Vivesse oggi, militerebbe sicuramente fra gli ambientalisti.

  8. Carlo Pezzoli,

    proponiamo qualcosa di concreto.

    Infatti ci sono molti siti sui quali dove lei può farlo o esprimere le proprie opinioni sulle proposte altrui.

    In quanto alle radiazioni solari, io so solo che in certe giornate serene, quando l’aria è fresca e non c’è traccia alcuna di umidità, c’è un sole che spacca le pietre e di cui non ricordo l’eguale. Forse c’è il buco di ozono che lascia passare i raggi, ma ci dovrebbe essere l’inquinamento a proteggerci. Chi ce lo può dire.

    Lo trova detto negli articoli che le ho linkato e nei quali trova i link agli articoli scientifici. In breve, il principale buco dell’ozono si trova sopra l’Antartide e uno più piccolo sull’Artide; lo strato di ozono in alta quota filtra i raggi ultravioletti, non la radiazione termica infrarossa; l’inquinamento dovuto ai gas serra aumenta la temperatura.

    Scusi se ripeto la domanda, ma vedo non mi ha risposto. Può indicarci per favore uno studio sul clima che non prende in considerazione la radiazione solare?

    Ing. Marchionni,

    come lei sa e approva, il senatore Rubbia si informa sul clima da un allevatore di bovine
    https://oggiscienza.it/2014/12/09/il-senatore-il-reattore-e-lallevatore-di-bovine/

    Tanto per dare uno spunto giornalistico potrebbe essere interessante una ricerca non solo su quanti sostengono una tesi o l’altra

    Le ricerche sono state fatte e pubblicate sulle riviste scientifiche, come può vedere da questa rassegna: http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/11/4/048002

    ma anche (capisco che è un lavoro oneroso) sui rispettivi curricula

    Così “oneroso” che le basta cliccare sui link per vedere che gli scienziati elencati da Zichichi non si occupano né di clima né di inquinamento ambientale né di fonti energetiche.

    tutti coloro che hanno provato a percorrere strade energetiche alternative e veramente valide sono stati subito stroncati sul nascere.

    I finanziamenti pubblici dimostrano il contrario. Se lei si riferisce al Power Amplified Upper Level Aerogenerator, la stroncatura è stata motivata dalla commissione di esperti che ha valutato le vostre richieste di fondi.

  9. Carlo Pezzoli // 18 luglio 2017 alle 15:42 // Rispondi

    Ho dato per scontato che il clima è opera dell’uomo. Cosa vuole di più? Le dò ragione. Attendo solo che lei proponga qualche rimedio, senza costringermi a cercare sui siti di cui parla. Io un’alternativa l’ho già espressa, il nucleare, ma vedo che è un tabù. Teme forse che possa mettere in pericolo i proventi del petrolio? La scienza non è democratica e non è detto che i milioni di scienziati che continuano a fare ricerche sul clima abbiano ragione. Se la ricerca continua, vuol dire che non sono convinti nemmeno loro, altrimenti dedicherebbero il loro tempo a risolvere il problema, sempre che ci riescano. Se poi si scopre che spesso le ricerche sono taroccate per raccogliere fondi, vuol dire che i ricercatori sono persone come tutte le altre e non i depositari del verbo cui dobbiamo credere per forza.
    Mi par di capire che la polemica sia solo politica, perché non è il clima sotto accusa, ma il tenore di vita dell’Occidente, che il resto del mondo cerca disperatamente di raggiungere. Se proprio vogliamo porvi un rimedio, aboliamo le vaccinazioni, smettiamo di produrre antibiotici, chiudiamo gli ospedali, proibiamo il riscaldamento domestico ed il traffico stradale e torniamo alla vita agreste che io ho conosciuto nell’anteguerra. La ricchezza è bella, perché si regge sulla povertà altrui. Botte piena e moglie ubriaca rappresentano l’utopia di ogni proposta politica. Amen.

    • https://goo.gl/images/RP4oQj

      + 100 Gigafactory

      NB copertura di tutti i fabbisogni energetici, non solo produzione di energia elettrica

    • @ Carlo Pezzoli

      Ma lei si interessa dell’aspetto politico o dell’aspetto scientifico?
      Perche’ se mi viene a dire che l’attuale modo di vivere nella parte ricca del mondo e’ preferibile a quella di qualche secolo (o anche un solo secolo) fa, sono perfettamente d’accordo.
      Ma questo che centra col capire se questo modo di vivere ha o non ha influenza sul clima?
      Perche’ e’ questo il tema del post che sta commentando, non altri: se Zichici, dall’alto della sua incompetenza della disciplina in questione, possa parlare a nome della Scienza e concludere che la climatologia non esiste come scienza (perche’ questo, sostanzialmente, sta sostenendo) o se gli studi dei climatologi di tutto il mondo hanno dignita’ scientifica e, pur trattando un campo di indagine di estrema complessita’, le loro conclusioni (seppur provvisorie, come sempre quelle scientifiche, e con inevitabili e notevoli gradi di incertezza) meritino di essere prese in considerazione.

      Come che sia, trovo estremamente pericolosa la sua affermazione secondo la quale “La scienza non è democratica e non è detto che i milioni di scienziati che continuano a fare ricerche sul clima abbiano ragione”.
      Non perche’ sia sbagliata in se (anzi: e’ assolutamente ovvia) ma perche’, fermandosi a queste parole, lei rischia di ridurre la scienza a qualcosa di assolutamente irrilevante.
      Vogliamo, per prima cosa, concordare sul fatto che i climatologi sono straordinariamente concordi nell’affermare che gli esseri umani stanno pesantemente influenzando il clima?
      E, pur giustamente ricordando che le loro conclusioni sono pur sempre provvisorie e perfettibili, siamo d’accordo sul fatto che la stragrande maggioranza di climatologi che credono all’importanza dell’influenza antropica debba essere considerata piu’ autorevole dell’esigua minoranza che la nega? O lei vuole forse sostenere, sulla base della non democraticita’ della scienza, che il parere dei primi ha la medesima autorevolezza di quella dei secondi?
      Tenendo conto del fatto che la scienza non fornisce e non fornira’ mai conclusioni definitive e incontrovertibili, in questo come in altri campi, se il parere della stragrande maggioranza degli scienziati di una qualunque disciplina deve avere la stessa autorevolezza di un’esigua minoranza, allora che utilita’ avrebbe la scienza?

      Quanto poi lei ragiona domandandosi cosa succederebbe *se* il petrolio venisse meno, mi da l’impressione di non aver minimamente capito il problema: non si tratta di stabilire se verra’ meno; si tratta di stabilire quando e come.

      Il suo modo di ragionare poi e’ condizionato da un evidente wishful thinking; quando scrive “Se la vita media è passata dai 40 agli oltre ottant’anni, a dispetto dell’inquinamento e di tutti i mali di origine antropica, vuol dire che il sistema tiene, e terrà anche per il futuro”, lei fa un’affermazione fallace.
      Il fatto che la vita media sia attualmente oltre gli ottant’anni ci dice che il sistema attualmente tiene; non ci dice per nulla che terra’ anche in futuro.
      Il suo atteggiamento mi ricorda quella del tizio che, cadendo da un grattacielo, era tranquillo sulla base del fatto che “fin’ora e’ andata bene”.

      Vivesse oggi [Sant’Agostino], militerebbe sicuramente fra gli ambientalisti.

      Io sono convinto del contrario.
      Ma mi sembra che queste sue certezze male si concilino con l’atteggiamento che l’ha portata a ricordare la non democraticita’ della scienza.
      Lei tiene a precisare che “non è detto che i milioni di scienziati che continuano a fare ricerche sul clima abbiano ragione” ma e’ anche *sicuro* che oggi Sant’Agostino militerebbe tra gli ambientalisti.
      Spero che non voglia anche impartire ai milioni di scienziati, di cui sopra, delle lezioni di epistemologia. Hanno gia’ una marea di problemi e non mi sembra il caso di aggiungerne altri.

  10. NICOLA SPANO' // 18 luglio 2017 alle 21:06 // Rispondi

    Il dott. Pezzoli in fondo ha ragione, “il clima mondiale” è opera dell’uomo ma io non sono sicuro che il nucleare come proposta alla risoluzione del problema energia sia oggi percorribile. Troppo alto è il rischio da radiazioni nucleari dalle quali non solo non sappiamo difenderci bene ma la loro emissione dura per tempi elevati rispetto alla vita dell’uomo. Tuttavia trovo un po snob considerare che il fotovoltaico che “diciamolo” è assai energivoro sia solo un business ricordo infatti che l’effetto fotovoltaico in parole semplici si basa sul fatto fisico notevole che i fotoni si scindono in lacune ed elettroni: (fotone)hn =h^+ + e^-
    Tale fenomeno si attiva molto bene sui cristalli lisci di silicio mono e policristallino, ma non è detto che in futuro tale fenomeno non possa essere riprodotto su superfici di materiale plastico povero e riciclabile o semplicemente su vetro . Pertanto è bene fare in modo che la gente comune sappia che la scienza cammina e si evolve continuamente e pertanto il FOTOVOLTAICO non sarà bandito dalla ricerca così presto come taluni credono. Certamente solo se per un attimo pensiamo che lo spessore di aria che ci permette di vivere è così sottile come un foglio di carta rispetto al raggio terrestre capiamo l’estremo equilibrio climatico del nostro pianeta terra. Io credo seriamente che la terrà non basterà ai terrestri e saremo costretti ad usare altri pianeti che potremo trasformare a nostro uso e consumo. “Terraforming” è il termine con il quale attueremo tale trasformazione. E la cosa non è detto che si avvererà cosi tardi nel tempo e…… dopo tutto siamo……. figli delle stelle.

  11. Carlo Pezzoli // 19 luglio 2017 alle 11:46 // Rispondi

    Ringrazio il dott. Spanò per le gentili parole. In quanto al nucleare è già in funzione in gran parte del mondo e noi consumiamo energia elettrica che ci viene fornita da centrali atomiche dislocate ai nostri confini. Come per il fotovoltaico, non credo che sarà bandito dalla ricerca così presto come taluni credono. Tutto dipende dalla politica, che si regge sul consenso popolare, ma ci sono nel mondo governi che possono farne a meno e usare i mezzi che ritengono più opportuni. La democrazia non è esportabile o, quantomeno, lo è come può esserlo la dittatura, che subentra a democrazie corrotte o inefficienti.
    Il futuro dell’umanità sta tutto nel reperimento di fonti di energia, con la quale si può ottenere tutto ciò che si vuole, dall’acqua potabile alle bistecche. Fino ad oggi, la vita si è retta sull’energia solare, non quella del fotovoltaico, ma quella della fotosintesi clorofilliana, che sta alla base della scala alimentare. che produce scorie, che vengono riciclate dal sistema. L’ideale sarebbe trasformare il Sahara in un’oasi verde, ma non possediamo l’energia necessaria e la politica rappresenterebbe un intralcio.
    il sistema non ha finalità di sopravvivenza. Esiste e si evolve. Il Sahara non l’ha desertificato l’uomo, la sparizione dei dinosauri non è dovuta alla caccia indiscriminata. Se hanno impiegato qualche milione di anni per sparire, vuol dire che anche la teoria del meteorite è una bufala.
    Se l’uomo potrà salvarsi emigrando su altri pianeti, darà origine ad altre umanità, ma quella terrestre è destinata ad estinguersi. Gli eventi sono più grandi di noi e noi possiamo al massimo tappare qualche buco qua e là, nell’illusione di essere gli artefici del nostro destino.
    Il problema, come vede, non è solo scientifico, ma anche politico e filosofico. Lasciamo pure che i terroristi ambientali abbaino alla Luna. Il mondo va avanti lo stesso. Carpe diem!

  12. il sig. Pezzoli, esaurita la sua verve anti-scientifica, ci dà qualche lezione di filosofia di vita… ‘il problema è più grosso di quello che possiamo gestire, carpe diem!’ .
    filosofia che rigettiamo al mittente. nessuno, se non il sig. Pezzoli, abbia alla Luna.

    noi non ci facciamo prendere dallo sconforto, continuiamo ad agire, a informare e informarci, e proviamo a incarnare il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo.
    saluti, e grazie alla custode

  13. Carlo Pezzoli // 19 luglio 2017 alle 16:02 // Rispondi

    Ringrazio il sig. Paolo (si vergogna del suo cognome?) che non si lascia prendere dallo sconforto e continua ad agire(?), ad informare e ad informarsi e soprattutto perché prova a incarnare il cambiamento che vorrebbe vedere nel mondo. Con tale modo di argomentare, risolverà sicuramente i problemi che ci assillano. Grazie ancora.

  14. Signor Pezzoli,

    secondo lei, gli studi sul clima non prendono in considerazione la radiazione solare, potrebbe citarne uno per favore? O la fonte di questa sua affermazione? Glielo chiedo perché scrivere di bufale fa parte del mio mestiere, ma se non vuol rispondermi – pazienza.

    Se la ricerca continua, vuol dire che non sono convinti nemmeno loro

    Strana idea, secondo lei gli oncologi continuano a fare ricerca sul cancro perché non sono convinti nemmeno loro della sua esistenza?

    Altrimenti dedicherebbero il loro tempo a risolvere il problema, sempre che ci riescano.
    Pensa che un climatologo sia uno specialista di scelte energetiche?

    Attendo solo che lei proponga qualche rimedio, senza costringermi a cercare sui siti di cui parla

    le mie opinioni personali sono irrilevanti e, come dice il nome, Oggi Scienza parla dell’attualità scientifica.

    • NICOLA SPANO' // 20 luglio 2017 alle 1:34 // Rispondi

      Vorrei citare dott. Pezzoli la sua frase: (Se l’uomo potrà salvarsi emigrando su altri pianeti, darà origine ad altre umanità, ma quella terrestre è destinata ad estinguersi. Gli eventi sono più grandi di noi e noi possiamo al massimo tappare qualche buco qua e là, nell’illusione di essere gli artefici del nostro destino.)
      Le rispondo semplicemente considerando che le sue sono ipotesi per le quali io:
      a) Sono convinto che l’uomo NON si estinguerà ed il “paradiso terrestre” verrà conservato fino a quando il sole non diventerà una stella rossa. Questa è una ipotesi come la sua
      b) Non sono un fatalista, perciò credo che grazie alla sua intelligenza l’uomo è e sarà l’artefice del suo destino. Infatti da quando è nata, l’umanità si è sempre EVOLUTA e continuerà a farlo anche viaggiando tra le stelle. Questa è una ipotesi come la sua d’altronde.
      In pratica vorrei mettere in evidenza come la proiezione nel futuro della terra e dell’uomo è incerta per chiunque perchè le variabili sono troppe ed è difficilissimo stabilirne la validità. -Potrebbe accadere che un pianetino ci arrivi addosso
      -Che il sole impazzisca per qualche giorno producendo un vento solare con effetti disastrosi
      -Che effetti di marea dovuti a fluttuazioni nell’orbita lunare creino tempeste oceaniche distruttive
      -Che il NiFe improvvisamente solidifichi facendo “crepare” la Terra.
      Tutto ciò lo paragoni OGGI ai terremoti per i quali non sappiamo per essi qual’è e quale sarà il momento del loro verificarsi.
      Per adesso l’uomo si è dimostrato PIU’ FORTE dei terremoti e probabilmente domani grazie alla sua prodigiosa intelligenza resisterà fortemente a tutti gli eventi elencati. E per quelli inesorabili come la trasformazione del sole in gigante rossa farà le valigie verso altre stelle.

  15. Carlo Pezzoli // 19 luglio 2017 alle 21:52 // Rispondi

    Signora Conyaud, Non sono tanto ignorante da non sapere che le radiazioni solari sono sotto costante monitoraggio, come lo è il buco dell’ozono. Ho solo rilevato che l’informazione divulgativa non ne accenna mai quando denuncia gli effetti sul clima da parte delle attività antropiche. Vuol forse dire che sono insignificanti? La storia del pianeta dimostrerebbe il contrario. Si può discutere sui tempi, senza ignorare i modi.

    Gli oncologi continuano a proporre terapie sempre nuove e soprattutto sanno cosa consigliare per prevenire il cancro.

    Il climatologo continui pure a fare le sue ricerche sul clima, ma i media che si stracciano le vesti per gli effetti deleteri sull’ambiente propongano loro i rimedi necessari. Forse preferiscono lasciare ai politici le scelte impopolari. Anch’essi hanno i loro lettori e non vogliono disturbarli più di tanto.

    E’ la terza volta che sostengo che, a tutt’oggi, l’energia meno inquinante e meno pericolosa è quella nucleare, ma fanno tutti finta di non sentire, a parte il dott. Nicola Spanò, ma qui si aprirebbe un’altra polemica senza fine. Intanto il nucleare va avanti e persino i produttori di petrolio lo stanno sperimentando, in vista di un futuro esaurimento dei giacimenti di idrocarburi.

    Se le sue opinioni sono irrilevanti, le riservi per i lettori di Repubblica, ai quali non è concesso il diritto di replica.

  16. Mi spiace fare un po’ il catastrofista. Sono uno scienziato, amo il mio lavoro, amo la tecnologia e mi piacerebbe si continuasse così, con una società in cui si campa fino a 80 anni (ne ho quasi 60, 200 anni fa non ci sarei probabilmente arrivato), eccetera.

    Come scienziato vedo i problemi. E mi fido degli altri scienziati, ne capisco abbastanza per vedere che il loro lavoro lo fan bene, checché ne dica Zichichi. Abbiamo un problema. più grosso probabilmente di quanto si ammetta, di solito non si raccontano volentieri gli scenari appena un po’ pessimisti, quello che sentiamo sul clima è solo la versione ottimista.

    Di problemi ce ne sono altri, essenzialmente legati all’esaurimento delle risorse. Siamo tanti, 7 miliardi di persone che vogliono anche loro vivere come noi consumano metalli, energia, eccetera. E non ce ne abbiamo COSI’ tanti.

    Gli effetti cominciamo a vederli.

    Il sig. Pezzoli sente che i raggi solari sono più caldi di una volta. Nelle giornate estive. Non gli viene il sospetto che è perché FA più caldo? I raggi solari sono più caldi di inverno (siamo più vicini al Sole), anche se arrivano più obliqui (ma tanto ci si mette a crogiolarsi ricevendoli perpendicolarmente). Li sentiamo meno caldi perché, ovviamente, di inverno fa più freddo. E può chiedere ad un astronomi, i raggi solari di oggi sono un pochino (MOLTO poco) più freddi di 20 anni fa. Quindi anche la sua osservazione empirica in realtà conferma, il clima si sta riscaldando.

    Altre conseguenze le vediamo con una crisi che non finisce. Dovuta alla complessità dell’economia, non è il mio campo, ma alla radice si trovano difficoltà a continuare una crescita, non c’è abbastanza roba. per permetterci di crescere, altri crescono al posto nostro e ci consumano le risorse, ecc.

    Cosa fare? Nucleare? Il nucleare oggi produce una piccola frazione dell’energia totale, usando una risorsa (l’uranio) rara. Secondo le stime dell’EIA, ne abbiamo, ai ritmi attuali, per qualche decennio. Se si producesse TUTTA l’energia elettrica con il nucleare, ne avremmo per pochi anni. Reattori autofertilizzanti (oltretutto molto più pericolosi) in giro ce ne sono pochini, più che altro sperimentali. Reattori al torio ce n’è uno, sperimentale. Ed in ogni caso nessuno oggi sta proponendo di costruire reattori che non siano quelli tradizionali, che bruciano il sempre più raro U235.

    Il fotovoltaico e l’eolico non sono una soluzione? Be’, per ora continuano ad essere sempre più competitivi. Ogni anno vengono installate capacità molto maggiori di quelle precedenti, a costi per kWh prodotto che ormai sono confrontabili con quelli di mercato. E non si tratta di vedere se permettono di sostituire il petrolio, ma se permettono di avere un qualcosa quando il petrolio finirà. Dubito fortemente che tra 50 anni avremo il tenore di vita (e anche il basso tasso di mortalità) attuale, ma avremo comunque quello di cui oggi mettiamo le basi.

  17. Carlo Pezzoli // 20 luglio 2017 alle 16:29 // Rispondi

    Ho apprezzato il discorso pacato dello “scienziato” Gianni Camoretto. Ho messo la parola scienziato tra virgolette perché mi sembra che, senza offesa, la definizione sia da lasciare alle persone che valutano l’operato ed i risultati di chi si interessa di scienza. La stessa parola scienza dovrebbe essere allargata a tutte le materie dello scibile umano, dalla Medicina all’Ingegneria, dalle scienze politiche a quelle giurisprudenziali e, perché no, anche a quella del contadino tradizionale, che nel corso dei secoli ha creato la domesticazione animale, l’allevamento e la coltivazione, la lavorazione dei metalli e via di questo passo. Ma non tutti possono definirsi scienziati.
    Possiamo forse dire che tutti i ricercatori sono scienziati? Forse qualcuno si è limitato solo a cercarsi un posto. Se poi i ricercatori si limitano a cercare le cause, ma non sanno proporre come curarne gli effetti, a cosa servirebbe la loro ricerca? Chi meglio di loro sarebbe in grado di suggerire rimedi?
    Detto questo, vediamo un po’ più dettagliatamente quello che Lei afferma. Premetto che non voglio contestare quanto dice. E’ tutto giusto, ma visto da una certa angolazione che sembra non tener conto di tutte le altre.
    Cominciamo con l’esaurimento delle risorse. Siamo tanti, dice, 7 miliardi di persone che vogliono vivere anche loro come noi e consumano metalli, energia, eccetera.
    Più sotto afferma che “abbiamo a che fare con una crisi che non finisce e che alla radice ci stanno difficoltà a continuare la crescita”. Ma quale crisi, dico io, se produciamo più di quanto non riusciamo a consumare? Di roba per crescere ce n’è in abbondanza, ma per consumarla ci vorrebbe un aumento della popolazione. I figli sono sempre stati il miglior investimento esistente in natura, ma come si conciliano coi 7 miliardi di persone che crescono al nostro posto e consumano le nostre risorse? In altri tempi si ricorreva alla guerra, ma oggi basta l’invasione pacifica dei migranti. Una più equa ridistribuzione della ricchezza sarebbe l’ideale, ma penso che i primi a rifiutarla sarebbero gli stessi che la propongono. Mors tua, vita mea.
    Condivido i suoi dubbi circa la possibilità di avere fra 50 anni il tenore di vita attuale, ma non si faccia illusioni di avere comunque quello di cui oggi mettiamo le basi. L’economia non vede più lontano dal proprio naso ed i programmi a lungo termine sono solo quelli di chi vuole estorcerci denaro. E’ fallita l’Unione Sovietica dei piani quinquennali, figuriamoci un piano cinquantennale. La Storia insegna. Ciò che riteniamo il meglio oggi, può rivelarsi un fallimento domani, ma può darsi che dopodomani qualcuno faccia i complimenti a chi, a suo tempo “aveva visto giusto”.
    Che gli eventi trascendano la volontà degli uomini, lo dimostra anche l’ultimo conflitto mondiale. Inghilterra e Francia erano padrone di mezzo mondo, frutto di rapine ed oppressioni. Hitler e Mussolini vollero porvi rimedio, non certo per motivi di giustizia, ma perché speravano di prendere il loro posto. Risultato: Francia ed Inghilterra hanno vinto la guerra, ma sono state ridimensionate a nazioni comuni. Italia e Germania l’hanno persa, ma hanno conosciuto nel dopoguerra un boom economico senza uguali nella loro storia. Stati Uniti e Unione Sovietica sono diventate le nuove potenze mondiali e le ex colonie hanno conosciuto finalmente la libertà. A chi dobbiamo darne i meriti? A nessuno. Le moderne teorie sull’evoluzione chiamano in causa le contingenze e negano tanto il determinismo come la casualità, perché ogni avvenimento è la conseguenza di altri avvenimenti, ciascuno dei quali è a sua volta condizionato da ciò che è accaduto a monte. All’infinito.
    Per tornare alla polemica sulla natura antropica del clima, è una discussione di pura lana caprina. Se certi fantascienziati pensano davvero di poter colonizzare altri pianeti, non avranno certo difficoltà a mantenere abitabile questa nostra terra. Io rimango dell’idea che sia tutta una questione di energia, pulita o meno. Quando sarà esaurita ne troveranno un’altra, ma inorridisco al pensiero di quando dovranno smantellare e riciclare tonnellate di celle fotovoltaiche decrepite e all’energia occorrente prima per produrle e poi per distruggerle. Spero solo di non essere io a pagarne i costi sui miei consumi di energia tradizionale.

    • @ Carlo Pezzoli

      Ho apprezzato il discorso pacato dello “scienziato” Gianni Camoretto. Ho messo la parola scienziato tra virgolette perché mi sembra che, senza offesa, la definizione sia da lasciare alle persone che valutano l’operato ed i risultati di chi si interessa di scienza.

      Quindi lei ritiene che la scienza non sia democratica ma che il termine “scienziato” sia soggetto a valutazione.
      Bizzarro.
      Valutazione democratica?
      E da parte di chi?
      Da parte di altri scienziati? Ma chi darebbe a loro la patente di “scienziato”?
      O da parte di non scienziati? Che quindi non sarebbero in grado, tecnicamente, di valutare l’operato di una disciplina che non frequentano e di una metodologia che non conoscono.
      Fortunatamente, quello che lei pensa riguardo alla definizione di “scienziato” e’ assolutamente irrilevante.

      La stessa parola scienza dovrebbe essere allargata a tutte le materie dello scibile umano, dalla Medicina all’Ingegneria, dalle scienze politiche a quelle giurisprudenziali e, perché no, anche a quella del contadino tradizionale, che nel corso dei secoli ha creato la domesticazione animale, l’allevamento e la coltivazione, la lavorazione dei metalli e via di questo passo.

      Quindi la parola “scienza” dovrebbe essere applicata alle “scienze politiche”?
      Non l’avrei mai detto.
      Come non avrei mai detto che i ricercatori dei dipartimenti di “scienze agrarie”, “scienze giuridiche”, “scienze ingegneristiche” e “scienze mediche” — presenti in varie universita’ italiane — potessero rivendicare l’appartenenza alla comunita’ scientifica.
      Bisogna pensarci meglio; forse c’e’ del buono in quello che scrive.

      Ma non tutti possono definirsi scienziati

      Ma non sta a lei stabilire chi puo’ e chi non puo’ definirsi tale.
      Vero e’ che “scienziato” non e’ un termine definito formalmente e possono indubbiamente esserci dei casi nei quali l’attribuzione del titolo sia discutibile.
      Ma e’ una discussione relativa alla comunita’ di appartenenza.
      Non sta a lei, in assenza di qualsivoglia contestazione a riguardo all’interno di tale comunita’, mettere in discussione il termine e, nel caso di Comoretto, bastava fare una ricerca con google per capire che l’uso delle virgolette e’ immotivato e offensivo.

      Possiamo forse dire che tutti i ricercatori sono scienziati? Forse qualcuno si è limitato solo a cercarsi un posto.

      Non potremmo, piuttosto, concordare sul fatto che ci sono scienziati validi e scienziati scadenti?

      Se poi i ricercatori si limitano a cercare le cause, ma non sanno proporre come curarne gli effetti, a cosa servirebbe la loro ricerca?

      L’idea di uno scienziato a tutto tondo che lei mostra di avere fa pensare alla visione romantica dell’uomo rinascimentale che era in grado di destreggiarsi con l’intero scibile.
      Oggi le principali discipline scientifiche hanno ormai raggiunto livelli di complessita’ tali che i singoli scienziati hanno conoscenze approfondite solo di alcune ristrette sezioni delle discipline di appartenenza.
      Pensare che un climatologo, oltre a valutare gli effetti dell’attivita’ antropica sul clima (compito di una complessita’ tremenda), debba anche essere necessariamente colui che propone delle alternative alle attuali fonti di produzione di energia, e’ semplicemente irragionevole.

      Chi meglio di loro sarebbe in grado di suggerire rimedi?

      Forse scienziati di altre discipline?
      Se la climatologia ci spiega che l’anidride carbonica porta a un riscaldamento della biosfera e all’innalzamento del livello dei mari, e’ proprio necessario che siano i climatologi stessi a spiegarle che e’ opportuno diminuire l’emmissione in atmosfera di tale gas?
      E sul come produrre energia in assenza di fonti fossili, non e’ forse piu’ adatto un fisico?
      Lei proponeva l’energia nucleare. Ritiene che i climatologi debbano anche essere esperti di energia nucleare e indicarle come costruire i reattori?
      O, per questo, non e’ forse piu’ adatto un ingegnere? Tenendo anche conto che persino lei si e’ reso conto che anche all’ingegneria dovrebbe essere applicata la parola “scienza”.

      Le moderne teorie sull’evoluzione chiamano in causa le contingenze e negano tanto il determinismo come la casualità, perché ogni avvenimento è la conseguenza di altri avvenimenti, ciascuno dei quali è a sua volta condizionato da ciò che è accaduto a monte.

      A tutti i naviganti: sono solo io che trovo contraddittoria questa frase?

      Per tornare alla polemica sulla natura antropica del clima, è una discussione di pura lana caprina

      Piu’ che di “natura antropica del clima” io parlerei di “rilevanza dell’effetto antropico sul clima”.
      Ma lo spieghi a Zichichi che e’ una questione di lana caprina.

  18. Signor Pezzoli,

    Non scrivo su Repubblica, forse mi confonde con qualcun altro?

    . Ho solo rilevato che l’informazione divulgativa non ne accenna mai quando denuncia gli effetti sul clima da parte delle attività antropiche.

    Se lei rilegge il suo primo commento, vedrà che lei ha chiesto:

    E il sole, come possibile parametro nella determinazione del clima, non viene preso in considerazione?

    Oggi Scienza, in particolare questa rubrica, ripete spesso che il Sole è sempre preso in considerazione e che il parametro determinante è il “bilancio radiativo”: la differenza tra la radiazione solare in arrivo e quella riemessa nello spazio dalla superficie terrestre.
    Da 50 anni diminuiscono entrambe, mentre la temperatura dell’atmosfera e dei mari continua ad aumentare. Per quale motivo, secondo lei?

    E’ la terza volta che sostengo che, a tutt’oggi, l’energia meno inquinante e meno pericolosa è quella nucleare, ma fanno tutti finta di non sentire

    i commenti di Nicola Spanò e di Gianni Comoretto dimostrano il contrario.

    i media che si stracciano le vesti per gli effetti deleteri sull’ambiente propongano loro i rimedi necessari. Forse preferiscono lasciare ai politici le scelte impopolari.

    Forse perché le scelte, popolari o meno, dei rimedi sono delegate dagli elettori ai governi e non ai media?

    .i programmi a lungo termine sono solo quelli di chi vuole estorcerci denaro

    Lei è favorevole alle centrali nucleari che si programmano per 60-80 anni, vuole estorcerci denaro?

  19. Carlo Pezzoli // 21 luglio 2017 alle 14:03 // Rispondi

    Quando si parla….di parole. Parole, parole, parole cantava Mina. Ad ogni parola se ne può contrapporre un’altra: basta spostare leggermente il bersaglio ed il gioco è fatto. Il bandolo della matassa sta proprio nella nella stessa frase di Hornbeck che, oggi, gli scienziati hanno conoscenze approfondite solo di alcune ristrette sezioni delle discipline di appartenenza. Ecco dove sono i loro limiti. La visione del particolare fa loro perdere di vista l’insieme. Eppure, per il solo fatto di avere scoperto una molecola e magari di aver preso un Nobel, sono spesso chiamati a pontificare su cose che esulano dalle loro competenze. E ci sguazzano, alla stessa stregua del calciatore e della diva che vengono invitate ad esprimere il loro parere sugli stessi argomenti.
    Il lato ridicolo della questione e che questi “scienziati” se la prendono con me, perché mi sono intromesso in una polemica fra scienziati. Sarà anche vero che, a fronte dei milioni di scienziati che denunciano le colpe antropiche del clima, quelli che sostengono il contrario sono solo qualche migliaio, ma sono pur sempre scienziati anche loro e meritano tutto il rispetto dei loro colleghi.
    Io mi sono permesso di allargare il discorso a tutti i problemi connessi, ciascuno dei quali, quando viene risolto, non fa altro che aprirne degli altri. E’ per questo che ho chiamato in causa la politica e la filosofia, con grande scandalo dello scienziato di turno. Hanno tutti fatto a gara nell’estrapolare una parola, una frase, mettendo con le spalle al muro un povero ignorante in materia, ma senza rispondere ai problemi di fondo. Qualcuno mi consiglierà allora di starmene zitto, ma credo sia permesso a tutti postulare qualche idea e non è detto che debba essere per forza sbagliata. La conoscenza ha preso l’avvio quando gli scienziati non esistevano ancora e non c’era una laurea che ne legittimasse l’esistenza.
    Oggi Scienza mi sembra una rubrica di divulgazione scientifica che fa fatica a trovare nuovi argomenti che possano interessare il lettore. Sono convinto che scienziati degni di tal nome non la leggano nemmeno e che solo pivelli in cerca di visibilità ne facciano uso. Talvolta le ricerche segnalate riguardano argomenti di una futilità sconcertante. Altre volte presentano come novità scoperte vecchie di lustri. Le bufale non conoscono esclusiva.
    Vedo che i commenti sono sempre uno solo, che si limita a ribloggare su buFale. Non so cosa significhi. Ma è possibile che mai nessuno si azzardi a scrivere un appunto, un’osservazione positiva o negativa che sia? Solitamente, l’unico a lanciare un sasso in piccionaia sono io ed ecco allora scatenarsi la canea dei sapienti che improvvisamente si sentono depositari della verità rivelata. C’è di che far pensare.
    L’altro giorno ho letto che è stato dimostrato che l’epigenetica è trasmissibile alle generazioni future. Io lo vado sostenendo da una decina d’anni, e l’ho scritto anche su questa rubrica, basandomi su deduzioni tratte da altre ricerche, perché sono convinto che non sia dimostrabile in laboratorio. Non è riproducibile un fenomeno che ha impiegato milioni di anni e milioni di generazioni per stabilizzare una specie tuttora in evoluzione. Occorrerebbe le stesso numero di anni e nel frattempo l’evoluzione ci avrebbe portato altrove. Che avesse ragione Lamarck , tanto snobbato dalla scienza ufficiale?
    Una volta mi sono permesso di esprimere una mia idea sulla gravitazione universale, che sarebbe a mio avviso dovuta non all’attrazione fra le masse, ma una spinta verso di esse da parte della materia o dell’energia oscura. Il vuoto non attrae le masse esterne. Vi sono spinte dall’energia esterna ad esso, come gli oggetti interni di un aereo sono spinti fuori dalla pressurizzazione interna e non attratti dal vuoto esterno.
    Il mio post è stato censurato, anche se poteva essere l’occasione per mettermi in ridicolo davanti agli scienziati che mi contestano. Che sia un’idea che possa avere un futuro? Vediamo se il moderatore censura anche questo.
    Definire esatta una scienza è una presunzione umana, perché la stessa matematica è una materia autoreferenziale e relativa. Io la definirei approssimativa, perché tutto si muove (panta rei) e pretendere di coglierne l’attimo fuggente significa non tener conto del principio di indeterminazione di Heisenberg e di quello di incompletezza di Godel.
    Ora aspetto che si scatenino di nuovo gli scienziati e mi fa piacere che possano rivitalizzare una rubrica che mi pare si parli addosso e basta.

  20. Signor Pezzoli,

    Sarà anche vero che, a fronte dei milioni di scienziati che denunciano le colpe antropiche del clima, quelli che sostengono il contrario sono solo qualche migliaio

    quelli che sostengono il contrario e fanno ricerca su un qualche aspetto del clima sono una trentina

    Che avesse ragione Lamarck , tanto snobbato dalla scienza ufficiale?>/em>

    gli adattamenti ereditari ipotizzati da Lamarck non hanno nulla a che vedere con l’epigenetica studiata dagli anni Quaranta: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2791696/

    sono convinto che non sia dimostrabile in laboratorio

    è stata sia dimostrata in laboratorio che osservata in natura e viene applicata in medicina.

  21. Carlo Pezzoli // 21 luglio 2017 alle 18:13 // Rispondi

    Signora Coyaud, a me risulta che l’ininfluenza epigenetica sui caratteri ereditari sia già stata dimostrata in laboratorio. Ho avuto una discussione in materia con Telmo Pievani, docente di Filosofia della Scienza presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che mi ha tacitato con la sua autorità di scienziato. L’influenza dell’ambiente sul corredo genetico si esaurirebbe alla seconda o terza generazione, ma forse i veri scienziati non riconoscono come collega un filosofo della scienza
    Ora un’altra ricerca di laboratorio ha dimostrato il contrario, come io ho sempre sostenuto. Sono in attesa che qualche altro laboratorio metta l’evoluzione direttamente nelle mani di Dio.
    Che venga osservata anche in natura non mi risulta e mi sembra alquanto improbabile, anche se nulla vieta che qualcuno interpreti in tal senso qualche caratteristica fisica o comportamentale. Legga anche quanto in merito ha scritto Marchionne.
    Forse lei confonde ciò che viene trasmesso con meccanismo genetico con quello che appartiene all’ambito culturale. Mi illumini anche qui con tutti i www che desidera, anche se tutto quanto viene pubblicato non è Vangelo e le bufale non sono prerogativa del solo Zichichi. Ognuno ha il diritto di usare il proprio cervello o Lei è ferma all’ipse dixit?.
    I ricercatori contrari all’effetto antropico sul clima sono solo una trentina? E quanti erano contro Galileo, Darwin o Monod e quanti matematici hanno respinto lo zero come elemento disturbatore della loro sapiente quiete?
    Alla prossima.

  22. Signor Pezzoli,
    a me risulta che l’ininfluenza epigenetica sui caratteri ereditari sia già stata dimostrata in laboratorio. […] Ora un’altra ricerca di laboratorio ha dimostrato il contrario

    Può citare gli articoli scientifici ai quali si riferisce, e spiegare perché ha scelto questi fra decine di migliaia, per favore?

    L’influenza dell’ambiente sul corredo genetico si esaurirebbe alla seconda o terza generazione ,
    E’ sicuro che Telmo Pievani lo abbia detto? Nei suoi libri scrive il contrario – è dell’università di Padova

    Mi illumini anche qui con tutti i www che desidera

    Sarebbe inutile: non ha letto la valutazione delle ricerche in epigenetica che le ho segnalato.

    tutto quanto viene pubblicato non è Vangelo

    lo dimostra anche questa rubrica, e proprio per questo le chiedo a quali pubblicazioni scientifiche lei si riferisce. Chissà come mai lei rifiuta di rispondere…

    I ricercatori contrari all’effetto antropico sul clima sono solo una trentina?

    Forse mi sono spiegata male. Intendo dire che tra quelli fanno ricerca su un qualche aspetto del clima, una trentina nega che i gas serra di origine antropica abbiano un effetto serra.

    E quanti erano contro Galileo, Darwin o Monod

    Nessuno scienziato era contro l’eliocentrismo di Galileo, una minoranza era contro l’evoluzione per selezione naturale teorizzata da Darwin, nessuno contro l’operone o la regolazione genica o altre scoperte di Monod.

    e quanti matematici hanno respinto lo zero come elemento disturbatore della loro sapiente quiete?

    Su questo gli storici della matematica sono tutti d’accordo: appena arrivata la notizia del suo uso in India lo zero è stato adottato con entusiasmo non solo dai matematici.

  23. Carlo Pezzoli // 22 luglio 2017 alle 14:57 // Rispondi

    Signora Coyaud, evidentemente non seguiamo le stesse letture e le mie sono opera di divulgatori male informati. Beata Lei che possiede la verità. Io non sono uomo di fede e posso permettermi il beneficio del dubbio.
    In quanto a Pievani, in occasione della presentazione di un suo libro a Bergamo, affermò che riflessi condizionati, indotti in topine gravide tenute lontane dai maschi, si erano verificati anche nella prole fino alla seconda generazione, poi si erano estinti. Se la veda Lei di chiarire la questione, a Milano o a Padova, non fa differenza.
    Se la mia frase, con la quale lamentavo che la polemica (giornalistica!) sul clima non citava mai il sole od il buco di ozono, ma solo le colpe dell’uomo, ha scatenato un putiferio senza fine, vuol dire che ho calpestato la coda di paglia di qualche laureato in chimica, fisica, matematica o cosmologia che ritiene lesa la sua qualifica di scienziato. Non ne avevo l’intenzione e chiedo scusa.

  24. @ Carlo Pezzoli

    Quando si parla… di parole. Parole, parole, parole cantava Mina.

    Intende dire che Mina e’ stata profetica e intendeva descrivere i suoi interventi?

    oggi, gli scienziati hanno conoscenze approfondite solo di alcune ristrette sezioni delle discipline di appartenenza. Ecco dove sono i loro limiti. La visione del particolare fa loro perdere di vista l’insieme.

    Certo: e’ un limite evidente e un rischio concreto.
    Del resto, non vedo come sia possibile evitarlo. Vista la complessita’ raggiunta dalla scienza contemporanea.

    Eppure, per il solo fatto di avere scoperto una molecola e magari di aver preso un Nobel, sono spesso chiamati a pontificare su cose che esulano dalle loro competenze. E ci sguazzano, alla stessa stregua del calciatore e della diva che vengono invitate ad esprimere il loro parere sugli stessi argomenti.

    Vizio nel quale indulgiamo in tanti.
    Anche senza aver preso un Nobel o scoperto una molecola.
    O lei ritiene di poter scagliare la prima pietra?

    Il lato ridicolo della questione e che questi “scienziati” se la prendono con me, perché mi sono intromesso in una polemica fra scienziati.

    Per il fatto di essersi intromesso o per il modo nel quale si e’ intromesso?
    Comunque, in base a quanto vedo in questa pagina, affermare che gli scienziati (con o senza virgolette) se la prendano con lei mi sembra sintomo di un complesso di persecuzione.
    Se potessi parlare a suo nome, come Zichichi, sosterrei che, al contrario, e’ lei a prendersela con la Scienza.

    Sarà anche vero che, a fronte dei milioni di scienziati che denunciano le colpe antropiche del clima, quelli che sostengono il contrario sono solo qualche migliaio, ma sono pur sempre scienziati anche loro e meritano tutto il rispetto dei loro colleghi.

    Migliaia mi sembra esagerato. Anche i milioni dall’altro lato, a ben guardare.
    Comunque, non sta a lei stabilire quali scienziati meritano o non meritano il rispetto dei colleghi. Spetta ai singoli scienziati della comunita’ di appartenenza.
    Scusi se le faccio presente delle banalita’ ma sembra sia utile: nelle comunita’ scientifiche il rispetto lo si ottiene lavorando bene; lo si perde lavorando male.
    Scienziati che negano la rilevanza dell’influenza antropica sul clima non perdono, per questo, il rispetto dei colleghi. Se lo fanno portando osservazioni valide e teorie ragionevoli, il rispetto aumenta.
    Ma se lo fanno negando l’evidenza, facendo cherry picking o falsificando i dati, il rispetto lo perdono. Ma non perche’ sostengono che l’influenza antropica e’ irrilevante; lo perdono perche’ lavorano male.

    Qualcuno mi consiglierà allora di starmene zitto, ma credo sia permesso a tutti postulare qualche idea e non è detto che debba essere per forza sbagliata

    Non mi sembra che nessuno le abbia detto di star zitto e sicuramente non io.
    Certo che le e’ permesso “postulare qualche idea”, ci mancherebbe altro, e alcune le condivido anche.
    Ma, come e’ consentito a lei, e’ consentito anche agli altri criticare i suoi interventi.
    E’ vero in generale e lo e’, in particolare, quando lei insulta gli interlocutori usando virgolette improprie.
    Lamentarsi delle critiche ricevute e’ puro e semplice vittimismo.

    Oggi Scienza mi sembra una rubrica di divulgazione scientifica che fa fatica a trovare nuovi argomenti che possano interessare il lettore. Sono convinto che scienziati degni di tal nome non la leggano nemmeno e che solo pivelli in cerca di visibilità ne facciano uso.

    Lei era anche certo che S. Agostino, oggi, militerebbe tra gli ambientalisti.
    Lieto di vedere che sta abbandonando le certezze.

    Solitamente, l’unico a lanciare un sasso in piccionaia sono io ed ecco allora scatenarsi la canea dei sapienti che improvvisamente si sentono depositari della verità rivelata.

    La mia esperienza, relativa principalmente ai post di questa rubrica, e’ decisamente diversa.
    Di gente che fa interventi provocatori (quando non autentici troll) ne ho visti parecchi.
    Sta confessando che era sempre lei con pseudonimi diversi?

    Il mio post è stato censurato, anche se poteva essere l’occasione per mettermi in ridicolo davanti agli scienziati che mi contestano. Che sia un’idea che possa avere un futuro? Vediamo se il moderatore censura anche questo.

    Non si illuda di avere un trattamento privilegiato.
    Anche molti miei interventi vengono “censurati”.
    Metto “censurati” tra virgolette perche’ wordpress ha dei filtri contro lo spam che rasentano la brutalita’.
    Cosi’ come i miei, probabilmente anche il suo intervento e’ stato “censurato” dal filtro antispam. Senza intervento censorio di qualsivoglia moderatore umano.
    Anche questo intervento: l’ho inserito ieri e’ si e’ schiantato contro la “censura”.
    Ora provo a reinserirlo, aggiungendo commenti al suo intervento odierno e facendo altre modifiche, nella speranza che il filtro non lo identifichi come uguale a quello di ieri. Col rischio che si convinca ancora di piu’ che sono uno spammer.

    Definire esatta una scienza è una presunzione umana, perché la stessa matematica è una materia autoreferenziale e relativa. Io la definirei approssimativa, perché tutto si muove (panta rei) e pretendere di coglierne l’attimo fuggente significa non tener conto del principio di indeterminazione di Heisenberg e di quello di incompletezza di Godel.

    Parole, parole, parole.
    Citare Heisenberg e Goedel al di fuori dei relativi contesti mi sembra proprio come dare un calcio alla scacchiera quando sta perdendo la partita. O quando neppure si conosce le regole del gioco.

    Provo a ribadire quanto scrissi commentando la sua frase “la scienza non è democratica e non è detto che i milioni di scienziati che continuano a fare ricerche sul clima abbiano ragione”.

    E’ verissimo che la scienza evolve (panta rei, se preferisce) e che le conclusioni di domani possano essere diverse da quelle di oggi. Anzi: questo e’ proprio il bello della scienza, IMHO.
    Ma e’ anche vero che le conclusioni di domani, quasi certamente, saranno *perfezionamenti*, non stravolgimenti delle conclusioni di oggi.
    I casi nei quali le conclusioni di oggi ribaltano completamente quelle di ieri sono pochi e sempre piu’ rari man mano che una disciplina si consolida.
    Ricordare questo e’ fondamentale perche’, altrimenti, se ci limitiamo a scrivere “panta rei”, diamo l’impressione che e’ probabile che domani la scienza dica qualcosa di completamente diverso da quello di oggi e, quindi, che quello che dice oggi (o anche domani) e’ completamente irrilevante.
    Ed e’ proprio questa l’impressione che ho: che lei stia cercando di negare la rilevanza della scienza sulla base del fatto che domani potrebbe giungere a conclusioni diverse.

    Ora aspetto che si scatenino di nuovo gli scienziati e mi fa piacere che possano rivitalizzare una rubrica che mi pare si parli addosso e basta.

    Quindi conferma di essere un provocatore.
    Bene. La consapevolezza di se’ e’ un buon punto di partenza.

    I ricercatori contrari all’effetto antropico sul clima sono solo una trentina? E quanti erano contro Galileo, Darwin o Monod e quanti matematici hanno respinto lo zero come elemento disturbatore della loro sapiente quiete?

    Qui pero’ mi delude.
    Citare Galileo per sostenere che degli scienziati poco stimati potrebbero avere ragione e’ uno dei trucchi di chi non ha nulla da dire di concreto. Un altro calcio alla scacchiera. Uno di quegli elementi che fanno scattare il fuffometro a livelli di guardia.
    Non mi pronuncio su Darwin o Monod ma, mi dica: quanti erano contro Galileo?
    Di scienziati, intendo. I prelati non contano.
    Perche’ a me risulta che la comunita’ scientifica dell’epoca (se cosi’ possiamo chiamarla) fosse, come Galileo, assolutamente convinta delle correttezza dell’ipotesi eliocentrica.

    Beata Lei che possiede la verità. Io non sono uomo di fede e posso permettermi il beneficio del dubbio.

    Se rilegge i suoi interventi in questo post, potra’ vedere che di certezze, proprio lei, ne esprime parecchie.

    In quanto a Pievani, in occasione della presentazione di un suo libro a Bergamo, affermò che riflessi condizionati, indotti in topine gravide tenute lontane dai maschi, si erano verificati anche nella prole fino alla seconda generazione, poi si erano estinti.

    Non mi sembra molto elegante tirare in ballo un assente, citando uno scambio di cui non mi risulta documentazione pubblica che possiamo verificare autonomamente.
    Lei potrebbe anche raccontarci che Pievani le ha raccontato delle corbellerie. E noi saremmo costretti a esercitare il beneficio del dubbio.

    Se la mia frase, con la quale lamentavo che la polemica (giornalistica!) sul clima non citava mai il sole od il buco di ozono, ma solo le colpe dell’uomo

    Secondo lei il buco dell’ozono non e’ colpa dell’uomo?
    Certo non lo e’ la maggiore o minore attivita’ solare, ma l’uomo non puo’ neppure influenzarla.
    Quindi perche’ la polemica giornalistica dovrebbe tirare in ballo una cosa che non e’ sotto il nostro controllo o le colpe dell’uomo a cui stiamo gia’ ponendo rimedio? Non e’ piu’ produttivo concentrarsi sulle colpe alle quali potremmo ma non abbiamo ancora posto rimedio?

    ha scatenato un putiferio senza fine, vuol dire

    Putiferio senza fine?
    Questo, secondo lei, sarebbe un “putiferio senza fine”?
    Allora e’ evidente: lei non segue questa rubrica.

    ho calpestato la coda di paglia di qualche laureato in chimica, fisica, matematica o cosmologia che ritiene lesa la sua qualifica di scienziato. Non ne avevo l’intenzione e chiedo scusa.

    A me sembra che lei abbia insultato uno scienziato mettendone il dubbio, senza motivo oggettivo alcuno, la sua professionalita’.
    Scienziato che, oltretutto, non ha neppure replicato (alla faccia del “putiferio senza fine” o dello scatenarsi della “canea dei sapienti”).
    Mi sembra, piu’ in generale, che lei ritenga di saperne piu’ di molti scienziati e nei loro campi di competenza. E che voglia insegnargli come fare il loro mestiere.
    Non e’ questione di coda di paglia e di qualifiche; e’ questione di fastidio e competenze.
    Se lei ritiene di disporre di queste ultime, e se ritiene di aver qualcosa di significativo da esprimere, scriva qualche articolo e lo sottoponga a qualche rivista.
    Non si illuda di essere preso sul serio altrimenti e non lo pretenda comunque.

  25. Carlo Pezzoli // 22 luglio 2017 alle 22:18 // Rispondi

    Sig Hornbeck, ho capito, Lei non è uno scienziato, è un avvocato che ha preso le difese di tutti quelli con cui sono sceso in polemica. Percepisce anche una parcella? Contesta ogni frase con una cavillosità degna di un azzeccagarbugli, Aspetto solo che mi chieda i danni per diffamazione, avendo detto che non è elegante che uno si presenti come scienziato. Al massimo si limita al suo titolo di studio, ma in tanti non citano nemmeno quello. E’ una prassi di tipo spagnolesco dura a morire.
    Evidentemente, gli scienziati veri non replicano nemmeno, vista la totale ignoranza di chi si è permesso di esprimere qualche idea. Non ne vale la pena. Forse anche lei non viene preso in considerazione e l’astio che dimostra è dovuto solo a frustrazione.
    La letteratura scientifica è così intasata di carta straccia, che si fa fatica a rintracciarvi qualche cosa di valido. Lavori taroccati, talvolta copiati di sana pianta. Altre volte scoprono l’acqua calda e la stampa ne trae lo spunto per articoli redazionali. C’e’ tanto business alle spalle e la diffidenza mostrata dalla gente comune è più che giustificata.
    Ora le ho dato lo spunto per chiosare nuovamente parola per parola tutto ciò che ho scritto. Da parte mia mi associo volentieri a coloro che non hanno replicato, perché non vale la pena continuare, anche se ad ogni sua parola potrei replicare con altre mille.

    • @ Carlo Pezzoli

      Sig Hornbeck, ho capito, Lei non è uno scienziato, è un avvocato che ha preso le difese di tutti quelli con cui sono sceso in polemica.

      Mi sarebbe piaciuto prendere le difese della Scienza. Ma sembrerebbe che Zichichi si sia impadronito del trademark.

      Percepisce anche una parcella?

      A livello economico, no: lo faccio pro-bono.
      Ma sa come si suol dire… sbertucciare chi cita Galileo per sostenere la rilevanza di negazionisti dell’effetto antropico del GW… non ha prezzo.

      Contesta ogni frase con una cavillosità degna di un azzeccagarbugli

      Il problema non e’ che io contesto le sue frasi.
      Il problema e’ che lei non sembra in grado di rispondere nel merito delle mie contestazioni (anche solo ammettendo gli errori, quando e’ il caso), non sembra aver nulla di concreto da dire ma pretende ugualmente che l’intero mondo scientifico prenda sul serio quanto ci scrive.

      Aspetto solo che mi chieda i danni per diffamazione, avendo detto che non è elegante che uno si presenti come scienziato

      Lei deve solo attendersi che io la corregga, visto che non e’ ha affatto vero che lei ha detto (be’… scritto) che “non è elegante che uno si presenti come scienziato”.
      Almeno, non a commento di questo post e non prima dell’intervento a cui sto replicando.

      Al massimo si limita al suo titolo di studio, ma in tanti non citano nemmeno quello. E’ una prassi di tipo spagnolesco dura a morire.

      Non capisco cosa intende con questo frammento.
      La “prassi di tipo spagnolesco”, per come la ricordo io, era quella di riportare pomposamente sterminati elenchi di titoli.
      Quindi non capisco come possa essere definita “spagnolesca” la prassi di non riportare i propri titoli di studio.
      A meno che per “prassi di tipo spagnolesco” lei non intenda il presentarsi come scienziato. Cosa che lei sembrerebbe ritenere uno sgarbo personale.

      Evidentemente, gli scienziati veri non replicano nemmeno, vista la totale ignoranza di chi si è permesso di esprimere qualche idea. Non ne vale la pena.

      Gli scienziati veri, su questo aspetto, sono come gli scienziati falsi: tutti diversi gli uni dagli altri.
      Quando vengono insultati, c’e’ chi decide di replicare, c’e’ chi decide di non farlo.
      C’e’ chi si rifugia, offeso e indignato, nella sua torre d’avorio; c’e’ chi capisce che e’ inutile perdere tempo con chi non porta argomenti degni di questo nome, si fa una risata e non ci pensa piu’; c’e’ chi se la lega al dito e interviene nelle discussioni con l’eleganza di un carrettiere ubriaco.
      Su questo aspetto, il comportamento di ogni persona e’ diverso e non ho mai avuto evidenza del fatto che l’appartenenza alla categoria degli scienziati comporti una differenza percettibile.

      Forse anche lei non viene preso in considerazione e l’astio che dimostra è dovuto solo a frustrazione

      Astio? Frustrazione?
      Capisce male.
      Non sono io che si lamenta della censura, degli scienziati che lo contestano e che considera inelegante che uno scienziato le ricordi di essere tale.
      E, del resto, perche’ dovrei preso in considerazione da altri? A lei mi sono rivolto.

      La letteratura scientifica è così intasata di carta straccia, che si fa fatica a rintracciarvi qualche cosa di valido. Lavori taroccati, talvolta copiati di sana pianta. Altre volte scoprono l’acqua calda e la stampa ne trae lo spunto per articoli redazionali.

      Questo e’ vero.
      E l’autrice di questo post pone spesso in evidenza questo problema.
      Con esempi concreti, non con ragionamenti qualunquistici.

      C’e’ tanto business alle spalle e la diffidenza mostrata dalla gente comune è più che giustificata.

      Ma non e’ giustificata la pretesa di insegnare agli scienziati come svolgere il loro lavoro, di chi devono aver stima, come stabilire chi appartiene alla loro comunita’ e l’irrilevanza della scienza nel suo complesso.

      Ora le ho dato lo spunto per chiosare nuovamente parola per parola tutto ciò che ho scritto.

      Per questa volta lo faccio, giusto per darle soddisfazione e farla felice, ma non ci faccia l’abitudine.

      Da parte mia mi associo volentieri a coloro che non hanno replicato, perché non vale la pena continuare

      Promesse, promesse.

      anche se ad ogni sua parola potrei replicare con altre mille

      Sperando che lei non confonda quantita’ con qualita’.

  26. signor Pezzoli,

    riflessi condizionati, indotti in topine gravide tenute lontane dai maschi, si erano verificati anche nella prole fino alla seconda generazione, poi si erano estinti.

    La ricerca citata da Pievani è famosa:

    http://dx.doi.org/10.1038/nn.3594

    Come può vedere, dice che un cambiamento epigenetico indotto nei topi maschi da traumi ripetuti è ereditabile. In altri esperimenti si è visto che altri cambiamenti non lo sono.

    Gli autori non scrivono che “l’influenza dell’ambiente” smette alla terza generazione, ma che il cambiamento acquisito dal gamete paterno si trasmette per almeno tre generazioni non sottoposte a trauma.

  27. Aggiornamento

    5 scienziati su 20 dichiarano di non aver firmato “l’appello della Scienza contro le eco-bufale lanciato prof. Zichichi.
    Gli altri non rispondono a domande in merito.

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