Letture estive II – Il mistero delle creme solari

Derivati dell'acido salicilico sono usati come farmaci da millenni sotto varie forme, oggi (nei topi) sotto forma di Coppertone Spray

Alcuni composti chimici presenti nelle creme solari sembrano ridurre la comparsa dei sintomi in topi affetti da un disturbo simile alla sclerosi multipla. Crediti immagine: Public Domain

SCOPERTE – “Questo ti piacerà,” scrive di un articolo sui PNAS una biologa consultata molti anni fa su nuove proprietà dell’aspirina, intesa ingenuamente come una metonimia dell’acido salicilico e qualunque suo derivato.

Forse piacerà anche ai lettori.

Non ci sono cure per la sclerosi multipla, una malattia auto-immune, ma la constatazione della sua maggior frequenza alle latitudini elevate dell’emisfero nord la collega da tempo alla carenza di un precursore della vitamina D, dovuta alla poca luce solare. Anche se alcuni esperimenti clinici sono tuttora in corso o progettati, sembra che la vitamina D sia priva di effetti.

All’Università del Wisconsin, il gruppo di Hector DeLuca – uno dei primi immunologi ad aver suggerito supplementi di vitamina D – ipotizza da tempo che siano protettivi i raggi UV con una lunghezza d’onda di 300-315. Sui PNAS però, riferisce risultati opposti a quelli previsti, proprio come per la vitamina D, ma decisamente più bizzarri.

Ad alcuni gruppi di topi hanno iniettato un farmaco che causa un’encefalomielite auto-immune con un crescendo di sintomi paragonabile a quello della sclerosi multipla. E hanno tosato loro la schiena. Un’ora al giorno per un mese, sette gruppi “sperimentali” erano esposti a UV da 300-315 nm, di cui sei spalmati con sei tipi di creme solari più o meno filtranti. Nel frattempo i gruppi di controllo – spalmati di crema o meno – erano esposti solo alla luce del laboratorio.

Quattro prodotti – in ordine di efficacia decrescente: Hawaiian Tropic, Coppertone Spray, Kiss My Face e Blue Lizard – hanno bloccato la comparsa dei sintomi, solo qualche topo aveva la coda “moscia”. Da soli o con crema, i raggi UV rallentavano di pochissimo il decorso della malattia.

Dopo tosatura di altri gruppi di topi spalmati con uno o due dei composti chimici comuni al Coppertone e allo Hawaiian Tropic, è risultato più efficace il salicilato di ottile unito all’homosalate, entrambi derivati dall’acido salicilico e usati da decenni anche contro l’acne e la forfora.

Più aumentava la dose e più i topi restavano in buona salute, sebbene con la schiena un po’ arrossata. D’altronde con tutte quelle rasature…

Resta da verificare se quei sali sono efficaci negli esseri umani. Abbiamo già un’indizio, scrivono gli autori: inibiscono la produzione della ciclossigenasi, un enzima COX con due isoforme, ed è noto che l’enzima COX-2 attacca la mielina attorno ai nervi dei malati di sclerosi multipla. E che l’aspirina, guarda caso, inibisce i COX

Come la vitamina D o i raggi ultravioletti, l’indizio potrebbe essere una falsa pista. Hector DeLuca, 87 anni, sa bene che potrebbe aver sbagliato ancora una volta e conta di scoprirlo presto.

Leggi anche: Verso un biomarcatore per la sclerosi multipla

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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