Costruttori di gallerie di mezzo miliardo di anni fa

Scoperte tracce di animali marini risalenti a oltre mezzo miliardo di anni fa, più antichi di tutti i resti di animali complessi scoperti in precedenza.

Tracce fossili nei sedimenti ottenute tramite microtomografia a raggi x. Crediti immagine: Luke Parry – University of Bristol

RICERCA – Uno dei topic ancora molto dibattuti sull’evoluzione della vita riguarda la comparsa degli animali e delle prime forme in grado di comportamenti complessi. Attualmente persiste un gap considerevole tra i dati messi a disposizione dagli ‘orologi molecolari’ e dalle prove concrete del record fossile.

Un nuovo ritrovamento, avvenuto in Brasile, colma parzialmente questa lacuna, portando alla luce fossili di animali marini risalenti a oltre mezzo miliardo di anni fa, più antichi di tutti i resti di animali complessi scoperti in precedenza.
I fossili, descritti su Nature Ecology and Evolution, non sono resti fisici appartenuti agli organismi, ma si tratta di tracce lasciate dal loro passaggio sul fondale. Il team di scopritori, che comprende ricercatori dell’Università di Manchester, spiega che si tratta in assoluto delle più antiche testimonianze di movimento attivo da parte di esseri viventi che abbiamo mai osservato.

I fossili sono stati rinvenuti nella regione del Corumbá, nell’ovest del Brasile, vicino al confine con la Bolivia. Si tratta di gallerie scavate nel substrato, che misurano dai 50 ai 600 micron di diametro, che suggeriscono che i loro artefici avessero grossomodo lo spessore di un capello umano, che va dai 40 ai 300 micron.
Il periodo geologico degli strati a cui appartengono i fossili risale al limite tra Periodo Ediacarano e Cambriano, intorno a circa 540 milioni di anni fa. È stata un’epoca molto importante per l’evoluzione della vita, che ha visto la comparsa di molte forme che avrebbero poi avuto un grande successo nelle fasi successive della storia geologica della Terra. “Gli eventi evolutivi durante questa transizione”, spiega Russell Garwood del Manchester’s School of Earth and Environmental Sciences, “sono senza pari nella storia della Terra. I record fossili a nostra disposizione suggeriscono che molti gruppi animali esistenti tuttora comparvero in un intervallo di tempo davvero breve”.

Ma chi erano gli autori di quelle gallerie scavate oltre 500 milioni di anni fa? I ricercatori li descrivono come organismi simili agli attuali nematodi, vermi piatti con una locomozione ondulatoria, come si osserva dalle strutture lasciate dagli spostamenti sui sedimenti.
Ciò che è certo è che si tratta di una scoperta importante, poiché i dati messi a disposizione dagli ‘orologi molecolari’ indicano che i primi animali comparvero ben prima dei più antichi fossili scoperti. Le gallerie fossili del Corumbá appena descritte non arrivano ancora all’epoca segnata dalle lancette degli orologi molecolari, ma sono comunque più antiche di tutti i fossili finora rivenuti appartenenti ad animali complessi e in possesso di un movimento autonomo.

“I nostri nuovi fossili”, spiega Luke Parry dell’Università di Bristol, fra i firmatari dell’articolo, “mostrano che animali complessi dotati di controllo muscolare esistevano già circa 550 milioni di anni fa, e sono stati finora sottostimati per via delle loro piccole dimensioni.”
Le tracce fossili sono state lasciate da organismi appartenenti già al gruppo dei ‘bilateri’, e quindi più affini a noi che ad animali strutturalmente più semplici come le meduse. I ricercatori le hanno potute descrivere per mezzo dell’utilizzo della ‘microtomografia’, una tecnica speciale che sfrutta i raggi X per creare un modello virtuale in tre dimensioni dell’oggetto analizzato senza danneggiarlo.
E si tratta probabilmente di una nuova frontiera per la palentologia, che permetterà di fare scoperte finora impensabili che allargheranno gli orizzonti della nostra ricerca sulla storia della vita.
“La nostra scoperta mette in luce una finestra inesplorata per tracciare l’evoluzione degli animali nei tempi profondi”, conclude Luke.

Leggi anche: Fossili e cambiamento climatico: usare il passato per prevedere il futuro

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