Orango Tapanuli: una nuova grande scimmia (a rischio estinzione)

Vive nella regione settentrionale dell’isola di Sumatra, in Indonesia, ma a causa della caccia e della distruzione dell'habitat la sua sopravvivenza è a rischio.

Crediti immagine: Andrew Walmsley

SCOPERTE – Orango Tapanuli (Pongo tapanuliensis): è questo il nome di una nuova specie di primate descritta sulle pagine della rivista Current Biology. Oltre a quella umana, gli scienziati hanno finora classificato sei specie appartenenti alla famiglia delle grandi scimmie: l’orango del Borneo, l’orango di Sumatra, il gorilla occidentale, il gorilla orientale, lo scimpanzé comune e il bonobo. Ma secondo il gruppo di ricercatori guidati da Alexander Nater dell’Università di Zurigo, alla lista si deve aggiungere la piccola popolazione di oranghi che vive nell’area di Batang Toru, nella regione settentrionale dell’isola di Sumatra, in Indonesia.

Dal 1997, anno in cui l’esistenza della popolazione è stata confermata, diversi studi hanno evidenziato delle differenze tra questi e gli altri oranghi conosciuti, ma non era chiaro se questa diversità fosse sufficiente a definire una nuova specie. La svolta è avvenuta nel 2013 quando il gruppo di ricerca è venuto in possesso di uno scheletro di un orango ucciso durante un conflitto. Studi del teschio e dei denti dell’animale hanno confermato la presenza di differenze significative rispetto alle caratteristiche dell’orango di Sumatra (Pongo abelii) e dell’orango del Borneo (Pongo pygmaeus), in accordo con l’ipotesi di una nuova specie.

Attraverso l’analisi del DNA di 37 individui provenienti da varie località, è stata ricostruita una parte della storia evolutiva degli oranghi: la più grande spaccatura sarebbe avvenuta tre milioni di anni fa, tra gli oranghi di Batang Toru e gli oranghi del Borneo che vivono a nord del lago Toba. Gli oranghi di Sumatra e quelli del Borneo si sono divisi molto dopo, circa 700 000 anni fa. Come spiega Alexander Nater dell’Università di Zurigo, l’orango Tapanuli sembra essere il diretto discendente degli oranghi provenienti dall’Asia e rappresenta la più antica linea evolutiva del genere Pongo. Questa popolazione è stata in contatto con le popolazioni del nord fino a circa 10 000-20 000 anni fa: da quel momento in poi è rimasta isolata.

Secondo i ricercatori il numero di individui oggi presenti è inferiore a 800 e la specie appena scoperta è a rischio estinzione. Come avviene per le altre specie di oranghi, tra i pericoli maggiori vi sono la distruzione dell’habitat naturale e la caccia. Un tasso di mortalità dell’1% potrebbe rappresentare un grave pericolo per l’orango Tapanuli e potrebbe essere sufficiente per causarne l’estinzione: se ogni anno la popolazione diminuisse di otto individui la specie sarebbe condannata, spiegano i ricercatori. Il passo successivo sarà quindi quello di lavorare con le organizzazioni già attive in quell’area e con le autorità del governo indonesiano per incoraggiare le iniziative a sostegno della protezione di questa specie. La ricerca si concentrerà inoltre sulla relazione tra l’orango Tapanuli e le altre specie di questa famiglia che si sono estinte.

Leggi anche: Il piano della Nuova Zelanda per eradicare le specie invasive

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