COSTUME E SOCIETÀ

Estate 2018 in Calabria tra scienza e natura

COSTUME E SOCIETÀ – Imponenti massicci collegati da aspre catene montuose strette tra Tirreno e Ionio, ecco la Calabria. Divisa tra mare e montagna la regione offre una natura varia e rigogliosa, tra picchi scoscesi, vasti altipiani, impetuose fiumare e coste rinomate per la loro bellezza. Dalle spiagge ai resti della Magna Grecia, dagli antichi borghi medioevali alla tradizione culinaria, la regione ha molto da offrire al turismo e anche gli amanti di scienza e natura non rimarranno delusi. Tra parchi nazionali, aree protette e musei ecco cosa propone loro l’estate calabrese.

Crediti immagine: Wikimedia Commons

Scienza e tecnologia

Iniziamo il viaggio nella regione da Reggio Calabria dove vi sono il Museo Paleomarino e il Planetario Pithagoras. Il museo è diviso nelle sezioni di biologia marina e paleontologica. La prima è dedicata soprattutto alle specie marine mediterranee con numerose conchiglie e con una sezione dedicata ai pesci abissali dello Stretto di Messina. La seconda è invece dedicata ai fossili marini provenienti principalmente dal territorio della zona, che con i suoi antichi terrazzi marini è considerato un paradiso per la biologia marina.

Il planetario, dedicato ovviamente all’astronomia, oltre alle attività classiche durante l’estate organizza eventi non solo nelle sue strutture, ma in tutta la provincia (qui l’elenco).

L’Italia con l’Olivetti in passato è stato uno dei paesi all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie informatiche. Tecnologie che risalgano solo a 30 anni fa, ma che oggi sembrano preistoria, superate nel volgere di poco tempo dal progresso tecnologico. Ma chi si ricorda come funzionava un computer del tempo? Proprio a questo è dedicato il Museo interattivo di archeologia informatica di Cosenza al cui interno è presente anche una collezione di calcolatori donati dall’Università di Calabria.

Sempre nell’ambito della tecnologia, ma molto più antica, vi è poi l’Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria dedicato all’attività mineraria e metallurgica della vallata dello Stillaro in provincia di Reggio Calabria, una zona sfruttata dall’uomo fin dall’antichità.

Parchi Nazionali

Le montagne calabresi con i loro habitat particolari stretti tra due mari sono protette e tutelate da ben tre parchi nazionali. Al confine nord della regione a cavallo tra Basilicata e Calabria troviamo il Parco Nazionale del Pollino che prende il nome dall’omonimo massiccio montuoso che fa da spartiacque tra le due regioni. Istituito nel 1988 è il parco nazionale più grande d’Italia e in Calabria si estende a sud fin sui monti dell’Orsomarso. Il suo simbolo è il Pino Loricato, una monumentale conifera lascito delle ultime glaciazioni che in Italia è presente solo all’interno delle aree del parco nelle zone più impervie o di alta quota. Da un recente studio proprio una di queste piante, con ben 1230 anni, è risultata essere l’albero più vecchio d’Europa. L’habitat è molto vario andando dalla macchia mediterranea delle zone più basse fino a quello di alta montagna delle cime dell’Orsomarso e del Pollino (che raggiungono rispettivamente i 1983 m e i 2267 m). La fauna comprende numerose specie tra cui lontre, lupi e molti rapaci comprese alcune aquile reali. All’interno del parco, presso il borgo di Morano Calabro si segnala la presenza del Museo Naturalistico “il Nibbio” al cui interno è possibile osservare, anche accompagnati da guide, esposizioni dedicate al patrimonio naturalistico del parco.

Più a sud tra le provincie di Catanzaro, Cosenza e Crotone si trova il Parco Nazionale della Sila. Il massiccio da cui prende il nome è formato da un vasto altopiano da cui si ergono le cime più alte che toccano il culmine coi 1928 m del Monte Botte Donato. L’intero altipiano è ricoperto da foreste tra cui spicca la presenza di una varietà endemica del Pino Laricio, piante che nella Foresta naturale I Giganti della Sila assumono un aspetto monumentale. Si tratta di alberi che furono piantati tra il 1620 e il 1650 e che oggi raggiungono i 45 metri di altezza. All’interno del parco sono presenti diversi musei e centri visite (elencati nel sito) dedicati alla natura della zona e alle tradizioni locali tra cui il Museo della Biodiversità, il Museo dell’olio d’oliva e della civiltà contadina, il Museo dell’acqua e dell’energia.

La penisola calabra termina con il massiccio dell’Aspromonte che dai suoi 1956 metri svetta sullo stretto di Messina. La zona ricade all’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte e ospita specie rare come l’Aquila del Bonelli. Anche qui sono presenti diversi centri visita e strutture dedicati sia alla natura che alle tradizioni della zona, tuttavia permangono le difficoltà a reperire informazioni su internet (qui l’elenco su Wikipedia).

Tra i musei presenti si segnala nel comune di Bova il Museo Civico di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte. La collezione che custodisce comprende un gran numero di esemplari fossili, circa 15.000, concernenti faune e flore calabresi, utili testimonianze paleogeografiche, di clima, di ambiente che abbracciano un gran lasso di tempo da 100.000 a 120 milioni di anni fa, facendone un museo unico nel Meridione per importanza dei reperti presenti.

Aree protette

La Calabria oltre ai parchi ospita diverse aree naturali protette. Il Parco Regionale delle Serre spicca per i sui magnifici boschi come quello dell’Archiforo dove sono presenti abeti bianchi monumentali tra cui uno tra i più grandi d’Europa (55 m di altezza e 5,5 m di diametro). Il bosco nel 2014 è stato minacciato da un bando per il taglio, ma la denuncia da parte di politici e di diverse associazioni ambientaliste ha portato al suo salvataggio. All’interno del parco nel comune di Serra San Bruno si può visitare l’orto botanico del vivaio “Rosarella”.

Più a nord lungo il corso del fiume Crati, ai piedi del massiccio della Sila vi sono le riserve naturali del Lago di Tàrsia e della Foce del Crati. La prima è stata istitutita nel 1990 per proteggere il particolare ambiente palustre originatosi a seguito dello sbarramento del Crati che ha dato origine al lago di Tàrsia. La zona ospita in particolare rettili e uccelli di palude. La riserva della Foce del Crati, istituita nello stesso anno, ricade nella zona umida e salmastra della piana di Sibari creata dalla foce del fiume. Nelle due riserve sono presenti diverse strutture ricettive e musei (reperibili nel sito) dove vengono organizzate anche attività di laboratorio.

Dedicata invece all’habitat marino c’è l’Area marina protetta di Capo Rizzuto che si estende per 42 km di costa tra i comuni di Crotone e di Isola Capo Rizzuto. Qui è possibile effettuare escursioni su battelli dal fondo trasparente per ammirare gli splendidi fondali della zona, mentre l’Acquarium del Centro di Educazione Ambientale all’Ambiente Marino al momento è chiuso per lavori.

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Vincenzo Senzatela
Appassionato di scienze fin da giovane ho studiato astrofisica e cosmologia a Bologna. In seguito ho conseguito il master in Comunicazione della Scienza alla SISSA e ora mi occupo di divulgazione scientifica e giornalismo ambientale
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