martedì, Dicembre 18, 2018
IPAZIA

Bertha Lutz, fra attivismo politico e zoologia

È stata una zoologa brasiliana, ma anche una delle più importanti attiviste politiche per l’uguaglianza di genere della prima metà del Novecento.

IPAZIA – Figura di spicco del movimento femminista, Bertha Lutz ha condotto battaglie determinanti per l’ottenimento del suffragio femminile in Brasile. Nel 1945 è stata una delle poche donne, quattro su oltre ottocento delegati, ad avere la possibilità di firmare lo Statuto delle Nazioni Unite; nel frattempo, tra una battaglia politica e l’altra, ha condotto importanti ricerche su rettili e anfibi e scoperto nuove specie di rane e di lucertole.

La passione per gli anfibi e la lotta per il suffragio femminile

Crediti immagine: Wikimedia Commons

Bertha Maria Júlia Lutz nasce a San Paolo nel 1894. Si avvicina alla scienza in giovane età grazie al padre, epidemiologo e naturalista, specializzato in medicina tropicale; i due fanno numerose escursioni nella foresta pluviale, dove Bertha entra in contatto con quelli che diventeranno presto i suoi animali preferiti: rane e raganelle. Prima di partire per Parigi, dove decide di studiare scienze naturali, possiede già una vasta collezione di esemplari.

Nel 1918 si laurea alla Sorbona, specializzandosi in erpetologia, la scienza che studia rettili e anfibi. Negli anni trascorsi in Francia viene a conoscenza delle lotte portate avanti dalle donne del movimento per il suffragio femminile inglese e, pur non condividendo la violenza come forma di lotta, si avvicina alla loro causa. L’anno successivo rientra in Brasile, dove supera un concorso e diventa docente e ricercatrice presso il prestigioso Museu Nacional di Rio De Janeiro. È la seconda donna della storia brasiliana a ricoprire un incarico pubblico.

Nel Brasile di quegli anni le discriminazioni nei confronti del genere femminile sono molto forti e Bertha Lutz decide subito di reagire. Nel 1919 fonda la Liga para Emancipação Intelectual da Mulher (Lega per l’emancipazione intellettuale della donna) e nel 1922 è tra le fondatrici della Federação Brasileira pelo Progresso Feminino (Federazione brasiliana per il progresso femminile – FBPF), un gruppo politico che lotta per l’estensione del suffragio.

Lo stesso anno, in qualità di delegata del Museu Nacional al Congresso dell’Istruzione del Brasile, riesce a convincere il governo ad ammettere le ragazze al Colégio Pedro II, il più prestigioso istituto del paese. In breve tempo diventa la figura simbolo della lotta per i diritti delle donne brasiliane e una delle rappresentati principali del movimento femminista dell’intero continente americano. Incontra più volte il presidente brasiliano Getúlio Vargas e nel 1932, dopo un lungo negoziato, riesce a raggiungere l’obiettivo: l’estensione del diritto di voto alle donne. Le sue battaglie, però, sono destinate ad andare avanti ancora a lungo.

Scienza e attivismo durante il regime

Come membro della FBPF, Bertha Lutz si rende conto che per produrre cambiamenti reali è necessario affrontare le ingiustizie dal punto di vista legale, oltre che sociale. Decide così di frequentare una scuola di diritto e nel 1933 si laurea in giurisprudenza all’università di Rio De Janeiro. Lo stesso anno scrive 13 Princípios Básicos para a Constituição do Brasil, guida e promemoria per il comitato che sta redigendo la costituzione brasiliana, in cui è ribadito con forza che le donne sono uguali agli uomini e che la costituzione dovrebbe riconoscere questa verità in ogni modo possibile.

Alla Conferenza interamericana di Montevideo, in Uruguay, chiede che le donne abbiano la possibilità di ricoprire cariche pubbliche e percepiscano uno stipendio uguale a quello degli uomini. Nel 1936 riesce a farsi eleggere al Congresso nazionale del Brasile; la prima iniziativa che presenta è la creazione di una commissione che abbia lo scopo di analizzare tutte le leggi brasiliane per garantire che nessuna violi i diritti delle donne. Questa esperienza politica è destinata a finire dopo appena un anno. Il 10 novembre 1937 Vargas scioglie il Congresso e annuncia la nascita dello Stato Nuovo (Estado Novo), forma di governo nazionalista molto simile alle dittature fasciste europee. Tutte le associazioni e i gruppi politici sono inseriti all’interno di un sistema clientelare in cui è possibile ottenere servizi e favori solo in cambio di sostegno al governo.

Lutz riesce, mostrando estrema intelligenza e abilità politica, a sfruttare a vantaggio suo e di tutte le donne anche questa difficilissima fase storica. La sua brillante carriera scientifica le permette non solo di superare indenne gli anni del regime, ma in un certo senso di accelerarne la caduta. Vargas vuole rafforzare e sostenere finanziariamente le arti e le scienze; lo sviluppo della cultura, sia umanistica che scientifica, viene vista dal regime come il perno attorno a cui costruire una forte identità nazionale.

In questo modo, anche se la carriera politica di Lutz sembra essersi chiusa dopo lo scioglimento del Congresso, il supporto del governo alla scienza brasiliana dà alla donna la possibilità di portare avanti la sua carriera di zoologa e di ritagliarsi di nuovo uno spazio pubblico, politicamente neutrale. Lutz ottiene diversi incarichi istituzionali, tra cui la nomina a membro del Consiglio delle ispezioni brasiliane sulle spedizioni artistiche e scientifiche.

Negli anni in cui ricopre questi incarichi, porta avanti politiche di protezione ambientale con altre importanti personalità nazionali e internazionali nel campo della scienza, continua a condurre ricerche su rettili e anfibi e scopre anche una nuova specie di rana. Pubblica i suoi lavori su numerose riviste scientifiche e si adopera per promuovere la parità di genere nella scienza.

ONU e rane

Nel 1945 si reca a San Francisco per partecipare come delegata del Brasile alla Conferenza delle Nazioni Unite per l’Organizzazione Internazionale. Vargas la sceglie perché impressionato dalla sua brillante carriera scientifica. La passione per la scienza della donna si traduce così in un passe-partout che le dà la possibilità di soddisfare il suo desiderio di uguaglianza e al contempo le consente, attraverso la firma dello Statuto delle Nazioni Unite, di compiere un gesto importante contro il ritorno del fascismo a livello internazionale. A volte il corso degli eventi sa essere ironico. Pochi mesi dopo, infatti, un colpo di stato farà cadere il regime di Vargas.

Lutz continua a portare avanti le sue due carriere, quella di erpetologa e quella di attivista politica, fino alla metà degli anni Settanta. Tra i numerosi studi scientifici, ricordiamo Observations on the life history of the Brazilian Frog, del 1943, e Novos Anfíbios Anuros das Serras Costeiras do Brasil, pubblicato nel 1958, in cui descrive la rana Paratelmatobius lutzii, chiamata così in onore di suo padre. Altre tre specie di rane (Megaelosia lutzae, Dendropsophus berthalutzae e Scinax berthae) e due specie di lucertole brasiliane (Liolaemus lutzae e Bogertia lutzae) devono invece il loro nome alla loro scopritrice. L’ultimo fra i numerosi eventi politici a cui partecipa è la Conferenza mondiale sulle donne che si tiene a Città del Messico nel 1975. Muore l’anno dopo, all’età di 82 anni.

Ciò che colpisce di più della vita di Bertha Lutz, al di là dei tanti traguardi raggiunti, è forse il fatto che il suo attivismo politico non sia mai stato portato avanti a discapito della sua carriera di scienziata. Ha lottato perché le donne potessero avere il diritto di essere ciò che desiderano, senza limitazioni alla loro libertà, e lo ha fatto restando fedele alla sua passione per la scienza, riuscendo a non perdere mai di vista i suoi stessi desideri.

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Simone Petralia
Giornalista freelance. Amo attraversare generi, discipline e ambiti del pensiero – dalla scienza alla fantascienza, dalla paleontologia ai gender studies, dalla cartografia all’ermeneutica – alla ricerca di punti di contatto e contaminazioni. Ho scritto e scrivo per Vice Italia, Scienza in Rete, Micron e altre testate. Per OggiScienza curo Ipazia, rubrica in cui affronto il tema dell'uguaglianza di genere in ambito scientifico attraverso le storie di scienziate del passato e del presente. Twitter: @Sim_Dawdler

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