domenica, Agosto 25, 2019
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Wicca, Magick e meccanica quantistica

Come il concetto di una realtà unica, grande e interconnessa ha trovato nella meccanica quantistica la sua apparente giustificazione scientifica.


«Non abbiamo bisogno della scienza per giustificare la spiritualità, ma mi sento molto più a mio agio con una religione che non sfida la scienza. E il fatto straordinario è che oggi la scienza sta confermando ciò che gli sciamani e le streghe sanno da migliaia di anni: esiste una dimensione nascosta della realtà – il livello quantico – e ci sono leggi che lo governano. L’universo è un immenso campo di energia in cui ogni cosa è collegata a tutte le altre»

Phyllis Currot, L’arte della magia, 2004

La Wicca è un movimento religioso relativamente nuovo e riconducibile ai fenomeni di neopaganesimo, l’insieme di culti e tradizioni che fanno diretto riferimento alle religioni pagane dell’antichità. La Wicca ha avuto origine in Inghilterra nella prima metà del XX° secolo ma è divenuta nota al pubblico solo a partire dal 1954, con la pubblicazione di Witchcraft Today (La stregoneria oggi) da parte di Gerald Brosseau Gardner, agiato esoterista e viaggiatore britannico, considerato da molti come il padre della Wicca. Gardner sosteneva di avere appreso le basi della Wicca in una congrega, la New Forest Coven, che aveva tramandato le arti della stregoneria e dell’antica tradizione pagana europea.

Secondo la corrente principale, in questo culto si venera un’entità divina immanente, costituita da due principi divini simmetrici e complementari, la Dea e il Dio, il femminile e il maschile. La loro costante interazione genera la natura e il tutto. A seconda delle interpretazioni, però, si considerano le due divinità principali come insiemi di più divinità; oppure si passa a un cultismo monoteista, nei confronti di una Dea. La Wicca presenta un grande numero di tradizioni organizzate che nel tempo si sono ulteriormente evolute e differenziate. Non esiste una autorità centrale e, di recente, è diventato comune il fenomeno dell’auto-iniziazione, grazie alla grande quantità di informazioni che rendono possibile praticare la Wicca in maniera autonoma.

La ritualità wiccan è complessa e sfaccettata. È abbastanza comune celebrare la ciclicità naturale, scandita dalla Luna e dal Sole, durante alcune feste stagionali dove è spesso presente il pentacolo, simbolo magico benevolo. Le persone che credono in questa tradizione religiosa si attengono a un codice di comportamento molto rispettoso nei confronti del prossimo e vivono ricercando la totale armonica con la natura. È un madornale errore, infatti, intendere la Wicca come un culto simile al satanismo. La Wicca è un culto pacifico. Il suo principio di comportamento si riassume nell’ultimo verso del rede wicca (un canto che ne riassume i fondamenti): “Se non fai del male, fa ciò che vuoi”.

Wicca e meccanica quantistica

Le numerosi correnti wiccan raccolgono elementi da una miscellanea di discipline diverse. L’ultima – e più curiosa – di queste integrazioni (o “appropriazioni”, a seconda del punto di vista) ha riguardato niente meno che la meccanica quantistica. Spesso, oggi, si sente parlare di magick: la k finale serve a distinguere chiaramente le pratiche di questa “moderna stregoneria” dai conigli nel cappello e dai giochi con le carte, ovvero l’illusionismo.

Secondo uno dei principi di base della Wicca, tutto è interconnesso. Ogni cosa che esiste è parte di un’incorruttibile rete di energia, la rete della vita o rete della natura. La divinità è immanente (è qui ed ora e ovunque in tutto il mondo) e si manifesta nella Natura. La divinità ha generato la rete della vita. Nessuno può fornire una prova dell’effettiva esistenza di questa divinità al principio di ogni cosa; lo sostengono anche le persone che seguono questa religione. Tuttavia il concetto, molto semplificato, di una realtà materiale unica, grande e interconnessa da e in ogni suo punto ha trovato nella meccanica quantistica la sua apparente giustificazione scientifica.

Le particelle subatomiche sono piccoli agglomerati danzanti di energia che si possono descrivere solo nel momento in cui interagiscono l’uno con l’altro. Queste particelle non sono puntiformi ma, in realtà, sono stringhe vibranti di energia del tutto identiche. Ogni stringa vibra in maniera diversa. A seconda della vibrazione, la particella sarà di un determinato tipo. Ogni particella esistente possiede queste caratteristiche e si colloca all’interno di una rete in cui tutto è in relazione. Ogni cosa esiste e opera seguendo gli stessi principi di base, i quali, grazie all’interpretazione wiccana della teoria delle stringhe, affermano e rendono evidente come la vita sia interconnessa in ogni suo livello.

Un’antica religione universale che non è mai esistita

Il rapporto tra Wicca e meccanica quantistica rappresenta un’appropriazione mirata a giustificare una ben precisa visione del tutto. È bene sottolineare, però, come le infinite correnti wiccan non si pongano in contrasto nei confronti della fisica moderna. Al contrario, questo avvicinamento avviene in maniera molto rispettosa. Ciò che solleva dubbi è l’effettiva antichità del culto. La Wicca, infatti, si basa su quella che è stata una delle grandi controversie della storiografia, l’eresia Murray, la tesi dell’egittologa Margaret Alice Murray che sosteneva come la stregoneria contemporanea non fosse altro che la “vecchia religione” dell’Europa precristiana, tramandata in segreto per generazioni e generazioni.

Murray pubblicò i risultati delle sue ricerche nel 1931, nel volume Il dio delle streghe. L’idea di un’antica religione sopravvissuta a centinaia di anni di persecuzioni è stata gradualmente abbandonata e le conclusioni di Murray sono considerate del tutto infondate. Gli storici contemporanei tendono a individuare l’origine della stregoneria medievale e moderna in quelle che sono state le tradizioni estatiche tipiche di molti folklori popolari. Tuttavia, questo insieme disomogeneo di pratiche non sarebbe in alcun modo l’eredità di una religione pagana precedente al cristianesimo.

L’eresia Murray è stata perfettamente funzionale per dare alla Wicca la “storicità” che, in realtà, non ha. Gerald Brosseau Gardner ha sempre sostenuto di non avere inventato la Wicca ma di essere soltanto il portavoce di una tradizione antichissima. Tuttavia, l’attendibilità dei suoi racconti è stata più volte messa in discussione.

Non c’è mai stata, però, una discussione interna al movimento per chiarire quale sia la vera origine del culto. La questione sull’origine non è considerata importante: molte persone che aderiscono alla Wicca interpretano il concetto di una Antica Religione tramandata nei millenni come nient’altro che una metafora. Ed Fitch, seguace degli scritti di Gardner, ha dichiarato che “oggi, naturalmente, abbiamo tutti capito che non è importante se la tua tradizione è antica di quarantamila anni o se è stata creata la settimana scorsa. Se hai stabilito il contatto giusto con la Dea o con il Dio nel subcosciente, e con altre forze di questo genere, allora hai realizzato la cosa importante”.

La Wicca, come tante altre religioni, offre una sua interpretazione e visione del tutto e cerca di rispondere alle nostre grandi domande. L’appropriazione scientifica, in questo caso, non deve far gridare allo scandalo. È un modo – uno dei tanti – di guardare la nostra realtà: un calderone magico i cui ingredienti sono interconnessi, sfuggenti e meravigliosi.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.    Immagine di Amber Avalona, Pixabay

 

 

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Gianluca Liva
Giornalista scientifico freelance.
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