domenica, Ottobre 20, 2019
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L’orgasmo femminile come omologo dell’ovulazione indotta dalla copula

Uno studio mostra che un farmaco noto per l'effetto di ridurre l'orgasmo nella nostra specie fa calare l'ovulazione nei conigli.

Il ruolo e le origini dell’orgasmo femminile affascinano gli studiosi da tempo immemorabile. Nelle femmine, infatti, l’orgasmo è un processo endocrino troppo complesso per essersi evoluto in modo casuale: deve essere stato fortemente selezionato nel corso dell’evoluzione, e dovrebbe quindi avere anche un importante ruolo funzionale. Ma quale? Per le femmine della nostra specie, ad esempio, non è necessario per la riproduzione. Sono state proposte diverse teorie per spiegare le origini evolutive dell’orgasmo femminile: tra queste, il modello omologo ovulatorio (ovulatory homolog model), secondo cui i meccanismi sottostanti l’orgasmo femminile si sono evoluti originariamente per stimolare il rilascio degli oociti durante la copula. Ora, uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences ha testato quest’ipotesi, dimostrando che la somministrazione di un farmaco noto per l’effetto di ridurre l’orgasmo nella nostra specie comporta una ridotta ovulazione nei conigli.

Alla ricerca delle caratteristiche comuni

Michaela Pavlicev e Günter Wagner, due degli autori del nuovo studio, avevano già firmato un articolo in cui suggerivano che le origini evolutive dell’orgasmo femminile affondassero in un riflesso legato al rilascio degli oociti durante la copula. In molte specie, tra cui conigli, gatti e cammelli, infatti, è il rapporto sessuale a stimolare l’ovulazione; secondo i ricercatori, da questo meccanismo si sarebbe originata l’ovulazione endogena caratteristica della nostra specie, delle grandi scimmie, dei roditori e diversi altri animali. In quest’ottica, l’orgasmo femminile originerebbe da un riflesso legato dalla copula con un ruolo nell’indurre l’ovulazione, ruolo che nel corso dell’evoluzione è andato perduto per alcune specie, nelle quali è rimasto solo come un (piacevole) strascico.

Se questo è vero, scrivono i ricercatori, allora tra l’ovulazione indotta dalla copula e l’orgasmo ci dovrebbero essere ancora caratteristiche di base comuni, sensibili all’effetto della stessa classe di farmaci. In pratica, gli stessi principi attivi noti per ridurre l’orgasmo nelle femmine della nostra specie dovrebbero anche ridurre l’ovulazione in specie nelle quali l’ovulazione è indotta dalla copula. Per testare quest’ipotesi, gli scienziati hanno quindi somministrato a dodici femmine di coniglio una dose di fluoxetina (il principio attivo del Prozac) per due settimane e hanno valutato il rilascio degli oociti dopo l’accoppiamento. A sostegno dell’ipotesi secondo la quale l’orgasmo femminile è omologo all’ovulazione indotta dalla copula, i risultati dell’esperimento hanno permesso di osservare che nelle femmine trattate l’ovulazione era più bassa di circa il 30 per cento rispetto a quella delle femmine non trattate.

Per capire attraverso quali vie agisse questo meccanismo, quindi, i ricercatori hanno somministrato ad alcune delle femmine trattate con fluoxetina della gonadotropina corionica umana, un ormone in grado di stimolare l’ovulazione. Nelle coniglie che avevano ricevuto l’iniezione, l’ovulazione era paragonabile a quella delle femmine non trattate con fluoxetina. Questo risultato suggerisce che il meccanismo d’induzione dell’ovulazione della copula non agisca direttamente sulle ovaie o qualche altro organo femminile, bensì sul sistema nervoso centrale.

Processi omologhi

A ulteriore supporto di quest’ipotesi, i ricercatori hanno condotto un’analisi istologica delle ovaie di coniglio incubate con fluoxetina. Questo farmaco agisce aumentando i livelli extra-cellulari di serotonina, che avrebbe quindi essere rilevata nei campioni. Invece, i ricercatori non ne hanno trovata traccia. In sostanza, quindi, sembra che i conigli debbano sperimentare un riflesso sensibile alla stessa sostanza che riduce l’orgasmo femminile (non è noto se procuri una sensazione di piacere nella specie) per poter rilasciare gli oociti.

I risultati ottenuti dagli esperimenti in questo studio supportano l’ipotesi che i meccanismi neuroendocrini alla base dell’ovulazione indotta dalla copula che si osserva nei conigli e in altre specie siano omologhi a quelli alla base dell’orgasmo femminile nella nostra e in altre specie. Restano comunque molte domande, per rispondere alle quali saranno necessari ulteriori studi: ad esempio, se l’orgasmo ha assunto una nuova funzione nelle specie a ovulazione endogena, o se vi sono strutture simili alla base del meccanismo dell’orgasmo e del riflesso che induce l’ovulazione nel coniglio.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Crediti immagine: Pixabay

Anna Romano
Biologa molecolare e comunicatrice della scienza, amo scrivere (ma anche parlare) di tutto ciò che riguarda il mondo della ricerca.

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