venerdì, Giugno 5, 2020
STRANIMONDI

I conquistatori dell’aria. The Aeronauts

Felicity Jones e Eddie Redmayne sono i protagonisti del film prodotto da Amazon Studios e disponibile sulla piattaforma streaming Prime dal 20 dicembre 2019.

Siamo nel 1862, in Inghilterra. Un momento storico e un luogo del globo particolarmente fecondi per la storia della scienza: tre anni prima Charles Darwin ha pubblicato L’origine delle specie. Molti scienziati che affollano le stanze della Royal Society a Londra non sono solo accademici: sono anche esploratori e avventurieri, proprio come lo erano stati Darwin e il co-scopritore della teoria dell’evoluzione per selezione naturale, ovvero Alfred Russell Wallace. Le avventure dei due evoluzionisti erano avvenute via mare, ma gli oceani non erano l’unica frontiera della scienza. In quegli anni un gruppo di scienziati (e non solo) guarda a un altro oceano da solcare: quello fatto di aria, ovvero il cielo.

Gli scienziati dell’aria

Il film diretto da Tom Harper racconta la storia di uno di questi scienziati e aeronauti, ovvero i viaggiatori dell’aria. Il personaggio le cui vicende sono drammatizzate nel film è il meteorologo James Glaisher (1809-1903), interpretato da Eddie Redmayne. Glaisher è convinto che i fenomeni meteorologici possano essere previsti e di questa idea rivoluzionaria (“provate a immaginare quante vite potremmo salvare sapendo l’arrivo di una tempesta in mare”) prova a persuadere, senza successo, i suoi colleghi della Royal Society. Glaisher ritiene che le prove decisive a supporto della sua teoria possano essere raccolte solcando l’oceano di aria, per cui decide di viaggiare tra le nuvole e studiare i parametri del meteo spingendosi verso le stelle tramite un pallone aerostatico a gas. Ad accompagnarlo nel viaggio ci sarà l’aeronauta Amelia Wren, ottimamente interpretata da Felicity Jones e assoluta protagonista del film di Harper. 

Le donne che hanno ispirato il personaggio di Amelia Wren

Qui il racconto si discosta dalle realtà storica, poiché Glaisher viaggiò sì con un compagno di viaggio, ma questi era il collega scienziato e aeronauta Henry Coxwell. Il personaggio di Amelia Wren è tuttavia ispirato a diverse donne che in quegli anni pilotarono palloni aerostatici. Una è certamente Sophie Blanchard che perse – come il suo alter ego cinematografico – il marito Jean-Pierre, anch’egli aeronauta, durante un viaggio. Un’altra è Margareth Graham, aeronauta britannica, prima donna a pilotare una mongolfiera nel 1826. Il nome Amelia, inoltre, è un probabile tributo ad Amelia Earhart, aviatrice statunitense nata nel 1897 che scomparse quarant’anni dopo, nel 1937, mentre tentava un giro del mondo in aereo tramite una rotta inesplorata lungo l’equatore di circa 47 mila chilometri complessivi, un’impresa mai riuscita a nessun aviatore fino a quel momento. Di queste donne Amelia Wren porta sullo schermo il coraggio, l’altruismo, la generosità e la determinazione assoluta.    

Il giorno in cui si fece la storia

L’impresa di Glaisher e Wren raccontata dal lungometraggio di Harper avviene il 5 settembre 1862, effettiva data di uno dei più importanti viaggi in pallone di Glaisher e Coxwell, di cui Glaisher racconta nel libro Travels in the Air. Quel giorno i due meteorologi stabilirono il record di ascesa in cielo, stimata sugli 11mila metri di altezza. Il viaggio durò circa un’ora e mezza, che coincide più o meno con la durata del film, che si concentra totalmente sul viaggio in aerostato, concedendosi solo alcune digressioni sulla vita dei due personaggi e sui motivi, personali, professionali e scientifici, che li hanno portati a tentare quell’incredibile impresa. Le riprese alternano spettacolari visioni dell’immensità dei paesaggi prima e dell’oceano di nuvole (e stelle) poi, con inquadrature strette e claustrofobiche della cesta dell’aerostato, soprattutto nei momenti più drammatici, ricordando per esempio lo stile visto in First Man di Damien Chazelle

I pionieri del viaggio nello spazio

Il viaggio di The Aeronauts era motivato soprattutto da ragioni legate alla meteorologia, ma fu certamente pionieristico anche per quel che riguarda l’esplorazione spaziale. Come Neil Armstrong e Buzz Aldrin non furono i primi uomini a viaggiare nello spazio ma furono i primi passeggiare sul suolo lunare, anche Glaisher e Coxwell non furono i primi a viaggiare in mongolfiera ma furono i primi esseri umani a innalzarsi fino a quelle altezze e per un tempo così lungo. Lo fecero un secolo prima degli astronauti citati con medesimo sprezzo del pericolo e animati dalla stessa sete di conoscenza. Il viaggio fu estremamente rischioso e solo una serie non indifferente di fortuna e atti di eroismo di Coxwell – nel film è il suo alter-ego Wren a compierli – salvarono la vita di entrambi gli aeronauti. Glaisher, come si vede nel film, perse conoscenza per via dell’enorme stress a cui sottopose il suo corpo per via degli sbalzi di pressione e delle rigidissime temperature (anche -20°C) in cui si trovarono. Le temperature danneggiarono anche l’aerostato, costringendo Coxwell a compiere l’incredibile atto di coraggio di cui si è detto, ovvero salire sulla cima del pallone a 11mila metri d’altezza per risolvere il problema. Nel lungometraggo l’episodio viene ricostruito dando alla Wren l’onere di salvare sia la sua vita che quella di Glaisher, in una scena di pura adrenalina e coraggio.


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

Enrico Bergianti
Giornalista pubblicista. Scrive di scienza, sport e serie televisive. Adora l'estate e la bicicletta.

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