mercoledì, Agosto 4, 2021
LIBRI

“Voci dal mondo verde” di Stefano Bordiglioni

30 piante si raccontano (e anche autore e illustratrice) in questo nuovo albo a tema botanico sulle specie più incredibili.

Se le piante potessero parlare, avrebbero storie meravigliose da raccontare. A dar loro voce è Stefano Bordiglioni, che ha tradotto in parole il loro punto di vista, svelando capacità e strategie straordinarie in Voci dal mondo verde, albo appena pubblicato da Editoriale Scienza. Ad accompagnare i racconti in prima persona, le illustrazioni della talentuosa Irene Penazzi.

L’idea di far parlare in prima persona 30 piante è stata di Bordiglioni, presentata poi agli allievi di Bottega Finzioni che hanno collaborato alla stesura di alcuni testi. Bottega Finzioni è una scuola di scrittura di Bologna e “il nome le è stato dato per accostarla idealmente alle botteghe degli artigiani medievali e rinascimentali, dove gli apprendisti imparavano il mestiere lavorando direttamente col maestro, aiutandolo a portare a termine i lavori che gli venivano commissionati” e così è stato anche per quest’opera, racconta l’autore. 

“Un’allieva ha fatto parlare una sequoia gigante della California con la voce del generale Sherman” ci rivela Bordiglioni, “una sequoia perché è un albero dalle dimensioni straordinarie e la straordinarietà era uno dei requisiti richiesti perché una pianta fosse giusta per questo lavoro. Ciò che dice la sequoia corrisponde al vero, ma lo dice in modo buffo, da pianta autoritaria e autorevole come il generale Sherman. Questo perché il libro che ne doveva scaturire era destinato ai bambini fra 8 e 10 anni”.

L’indice del libro fa pensare a un podio delle Olimpiadi dove salgono i migliori vincitori e vincitrici del mondo “e qui sono quelli del mondo verde. Tra campioni di altezza, velocità, grandezza delle foglie e dei fiori, sopravvivenza in condizioni estreme e così via” illustra l’autore. Ogni capitolo è inaugurato da un breve testo dal taglio più scientifico che introduce la straordinarietà delle 3 piante che seguono. Il monologo della creatura verde è accompagnato da nome scientifico e comune, breve scheda tecnica, illustrazione d’insieme e nel suo habitat e illustrazione di un dettaglio.

Le illustrazioni

La componente narrativa è privilegiata, le piante sono le protagoniste principali di questo esempio ben riuscito di narrative non fiction. “Ho sempre voluto cimentarmi in un albo di divulgazione scientifica” ci racconta l’illustratrice Penazzi “ed è stata una grande sfida, ma anche una grandissima soddisfazione. Sarà per il carattere narrativo dei testi, semplici e interessanti, o proprio per seguire lo spunto iniziale dell’editore, che mi sono divertita molto mentre illustravo Voci dal mondo verde”. Per realizzare tutti i disegni Irene ha utilizzato una tecnica tradizionale tipica dei libri di botanica: gli acquerelli e le matite colorate. I suoi disegni sono il più possibile fedeli alla realtà, anche se non del tutto realistici, “così possono raccontare piccole storie parallele al testo, per dare uno spunto ai più curiosi per continuare ad approfondire”. Per esempio, in alcuni casi ha aggiunto dei buffi personaggi, in altri degli animali. Per esempio “nella tavola delle ninfee giganti ho disegnato sopra una jacana, animale tipico del Brasile, che si nutre degli insetti appoggiati su queste grandi foglie”.

L’espressività delle illustrazioni è accompagnata dalle personalità delle piante: qualcuna si lamenta, altre quasi si scusano per ciò che fanno, qualcuna si vanta: “La Dionaea muscipula, o Venere acchiappamosche, ci tiene a far sapere a tutti che Darwin, il famoso naturalista, l’ha definita la pianta più spettacolare del mondo” e prosegue l’autore “queste piante parlano con la voce degli uomini e con le intonazioni particolari che la nostra voce può assumere. Insomma, la ricetta che sta alla base di questo libro è parlare di scienza ma con un timbro e una tonalità adatti a catturare l’attenzione dei bambini”. 


La fase di ricerca e di documentazione di Irene Penazzi per poter rappresentare piante così varie e sconosciute è iniziata dall’archivio di immagini messo a disposizione dall’Orto botanico di Padova che collabora alla collana editoriale “I libri dell’orto” in cui questo albo si inserisce, per celebrare gli 800 anni dell’ateneo e dell’orto universitario più antico del mondo.

Per disegnare devi capire come sono fatte le cose, non puoi farle a caso, e questo richiede tempo”. Le fonti di scoperta e d’ispirazione per l’illustratrice sono state varie: dal web, ai libri fotografici, oppure albi illustrati di botanica o per bambini, libri sulle mappe, ma anche video YouTube che riprendono in time-lapse il fiorire dell’Aro titano, il movimento della Mimosa pudica e della Venere acchiappamosche. In alcuni casi alcune suggestioni per le illustrazioni sono state trasmesse dal testo, in altri casi Irene Penazzi ha attinto da spunti fotografici trovati sulla rete, che ha elaborato secondo la sua sensibilità e il suo sguardo.

Un esempio? Il Rabarbaro gigante!

“Qui le immagini dei grossi cespugli non mi raccontavano molto, anche se potevano nascondere un elefante intero” ammette l’illustratrice, ma poi “trovando una foto presa dal basso, con una persona che attraversava questo fitto intrico di grandi foglie, ho avuto un’illuminazione. Ho pensato alla fiaba di Cappuccetto rosso e alla paura e ai pericoli dell’attraversare un bosco come momento di passaggio. Il nome della pianta, poi, Rabarbaro gigante, fa pensare subito a qualcosa di magico, di fiabesco, così ho deciso di rappresentare proprio due figure che attraversano un bosco di foglie giganti. Sono un adulto e una bambina e tra i due, secondo me, quello che ha più fretta di andarsene è proprio l’adulto, mentre la bambina si stupisce a osservare quello che la circonda” e quello che legge in queste pagine!


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Articolo pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   

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Veronica Ruberti
Laurea in Scienze Cognitive e master in Comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Adora gli albi illustrati, la radio e la loro evoluzione digitale. Lavora in Fondazione per la Scuola, si occupa di comunicazione e formazione docenti per una scuola innovativa, creativa e inclusiva. Ha raccontato curiosità scientifiche ai microfoni di Radio Capodistria nella rubrica Spicchio di Scienza, scrive di divulgazione scientifica per l’infanzia.
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