mercoledì, Aprile 8, 2020

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Sirius, l’alieno triste. Oltre al danno la beffa.

LA VOCE DEL MASTER - Lo hanno battezzato Sirius: una creatura mummificata di 14 centimetri di altezza, poco più di una penna, con una testa piuttosto grossa e un corpo sottile. Sirius, rinvenuto in Cile e già molto famoso nella rete, si prepara a diventare star del cinema, al centro del film Sirius Documentary, in anteprima il prossimo 22 Aprile nelle sale hollywoodiane. Nell’estate del 2012, l’ufologo americano Steven Greer aveva stupito tutti, dichiarando di essere in possesso di un’entità biologica simile a un alieno in miniatura, fornendone un’immagine e una radiografia. Ma chi è Steven Greer? Steven Greer è un medico statunitense, dirigente del Center for the Study of Extraterrestrial Intelligence e fondatore del Disclosure Project, volto a produrre prove e diffondere la verità sugli Ufo. Negli anni ‘90 Greer aveva già fatto parlare di sé per aver dichiarato la possibilità di comunicare con gli extraterrestri tramite la telepatia. Il suo Orion Project, nel 2008, sosteneva il prossimo avvento della “free energy”, attraverso i Generatori Elettromagnetici del Punto Zero, che avrebbero dovuto intercettare le onde longitudinali elettromagnetiche dello spazio. Nel 2009 Greer ha dato infine un ultimatum ad Obama per unirsi al progetto di divulgazione sugli Ufo. Scaduto nel 2010. Ma soprattutto Steven Greer è il regista del documentario uscente. E non è un particolare trascurabile.

Tentazione, cadere in

Il fisico Riccardo Reitano ha fatto una peer-review della cosmogonia di Ben Boux, famoso per la Nuova umanità e per un "processo di produzione di energia da fonti non convenzionali", per dirla con il prof. Ferrari, che garantisce "una resa del 250%, una potenza gratuita del 150%!"

Sondaggio elettorale

Un sondaggio commissionato dal National Geographic per il lancio del film Chasing UFOs ha rivelato una sorprendente opinioni degli americani sui candidati alla Casa Bianca nelle elezioni di ottobre. La custode prova ad adattare il sondaggio alle elezioni italiane.

Curiosity, alla ricerca di vita su Marte

FUTURO - Tutto è pronto sulla rampa di lancio di Cape Canaveral in Florida da dove sabato 26 novembre verrà lanciata, alle 16:02 (ora italiana), la sonda Mars Science Laboratory (MSL) che porterà su Marte il rover Curiosity, un robot alto 3 metri e pesante oltre 900 chilogrammi costato oltre 2 miliardi di dollari. Chiunque potrà seguire in diretta il lancio del vettore ATLAS V che porterà in orbita MSL direttamente in streaming sul sito di NASA TV. Curiosity oltre che su Marte sarà presente anche sui principali social network tra cui Twitter (@MarsCuriosity) e Facebook. L’atterraggio di Curiosity è previsto per il 5 agosto 2012, nel cratere Gale con una procedura particolare di cui avevamo già parlato alcuni mesi fa.

Mysteri

Vale la pena di investigare su quei fenomeni che ci sono presentati come paranormali? Non basterebbe liquidare qualunque storia di...

Niente alieni nel lago Mono?

NOTIZIE - Vabbè lo ammetto, ci sono cascata anch’io. Ammetto la mia colpa e mi riconosco vittima di un eccesso romantico. Probabilmente questo non mi scusa agli occhi dei lettori che certamente vorrebbero un’informazione accurata e vera, ma che vi devo dire, ho abboccato all’amo. Complice la fonte autorevole (nientepopodimeno che la NASA) – e sì lo so, non è perché lo dice l’autorità che una cosa deve essere per forza vera – ma soprattutto un desiderio inconscio che davvero esista una forma di vita “aliena” e alternativa (nonché la mia passione per la letteratura fantascientifica). Almeno sono in buona compagnia (la notizia più o meno è riportata un po’ dappertutto in questi termini, trovate una rassegna parziale su Leucophaea, che per inciso, ci bacchetta). Seppur a malincuore dunque è necessaria una correzione, o almeno un ridimensionamento della notizia. Non è infatti per niente detto che la scoperta annunciata la scorsa settimana dalla NASA (è cioè che esista una forma di vita basata su una biochimica alternativa all’unica conosciuta finora) sia vera. Anzi, qualcuno addirittura sostiene che i dati di elisa Wolfe-Simon dimostrano l’esatto contrario