mercoledì, Aprile 8, 2020

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Fukushima: anzen shinwa

CRONACA - (Ovvero "il mito della sicurezza"). Già la scorsa settimana vi annunciavo la pubblicazione di un numero speciale (Fukushima: reflexions six months on) da parte del Bullettin of Atomic Scientist. Oggi volevo soffermarmi in particolare su uno dei contribuiti contenuti in questo speciale, non perché gli altri siano meno interessanti, ma perché è uno spunto per affrontare il tema del dibattito pubblico sulla governace scientifica, in particolare quella riferita alla sicurezza delle fonti energetiche. Nell'articolo "Fukushima: The myth of safety, the reality of geoscience" Johannis Nöggerath e colleghi spiegano come al momento della sua costruzione la centrale di Fukushima avesse adeguato gli standard di sicurezza per gli tsunami alle conoscenze scientifiche dell'epoca. Quando poi nei decenni successivi gli avanzamenti scientifici hanno dato un quadro diverso del pericolo tsunami nell'area della centrale, nonostante ci sia stata più di un occasione in cui è stato esplicitamente alla Tepco (la compagnia elettrica che gestisce la centrale) e alle autorità competenti di rivedere gli standard nulla è stato fatto. Gli autori dell'articolo, scrivono nell'abstract, ritengono che "il mito della sicurezza" sostenuto dal Governo giapponese e dalle compagnie elettriche abbia distrorto il dibattito onesto e aperto sui rischi.

Quanto manca alla mezzanotte del mondo

Grande attesa per l'annuncio del Bulletin of Atomic Scientists. Oggi alle 16.00 ora italiana le lancette del “Doomsday Clock”, l'orologio simbolico che indica il pericolo di una catastrofe nucleare, vengono spostate. Avanti o indietro?