martedì, Dicembre 1, 2020

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Climate Silence

AMBIENTE - “Credo di essermi perso la parte dove hanno discusso dello scioglimento dell’Artico” così l’ambientalista Bill McKibben ha commentato da twitter, con un certo sarcasmo, i discorsi elettorali di Obama e Romney, nei quali non si fa cenno ai cambiamenti climatici. Nell’ultimo mese altri due gruppi di ambientalisti, Forecast the Facts e Friends of the Earth Action, attraverso il sito climatesilence.org, hanno criticato i due pretendenti alla Casa Bianca accusandoli di non porre alcuna attenzione all’emergenza climatica. Secondo gli attivisti, se Mitt Romney, per appartenenza politica, è da sempre più vicino alle multinazionali del petrolio e distante dall’emergenza climatica, Obama, partito come il presidente della green economy, non fa certo di meglio. Accuse pesanti che vengono documentate su climatesilence.org attraverso delle infografiche che mettono a confronto dichiarazioni e azioni intraprese sul climate change da parte dei due candidati, dal 2007 a oggi

Energia da “giri d’aria”

AMBIENTE - Zebre e balene faranno risparmiare energia nei grandi centri urbani del futuro. Fantascienza? non per Frank Fish, professore di biologia alla West Chester University, che partendo proprio da questi due animali, è da tempo impegnato a studiare una fonte energetica potenzialmente ricca ma ancora poco sfruttata: le raffiche di vento che si creano in città. Ogni palazzo, di una certa dimensione, può influire sul clima locale generando delle turbolenze. Infatti la differenza di temperatura tra il lato in ombra e quello soleggiato determina la presenza di flussi d’aria che potrebbero essere ulteriormente potenziati pitturando gli edifici in bianco e nero, proprio come le zebre.

Crescita torrida

ECONOMIA - Depressi per le notizie sull'inquinamento di fiumi e coste da parte della Exxon, sulle centrali nucleari fermate dalle meduse o da un temporale, sul prezzo del petrolio che continua a salire? Potrebbe rincuorarvi l'analisi dell'agenzia Bloomberg elaborata per conto del Programma per l'ambiente delle Nazioni Unite. Mostra una tendenza crescente alla sostenibilità, alla creazione di posti di lavoro e alla diffusione di nuove competenze tecnologiche. Dall'inizio del secolo, la tendenza ha subito un'unico rallentamento. Con la crisi economica del 2008 e il basso prezzo del metano, gli economisti avevano previsto un "vistoso calo degli investimenti". Invece sono intervenuti nuovi giocatori: i governi e le banche per lo sviluppo. Perciò nel 2009 gli investimenti hanno avuto un piccolo incremento del 4% per un totale di 186 miliardi di dollari. Nel 2010 il settore è tornato al torrido tasso di crescita precedente con 243 miliardi di nuovi capitali, due volte quelli del 2006 e quasi cinque volte quelli del 2004. Rispetto al 2009, la Cina ha aumentato i propri investimenti del 28%, per un totale di 48 miliardi di dollari quindi resta il leader mondiale, ma rispetto al proprio Pil, altri paesi emergenti sono stati torridi anch'essi:

OggiScienza TV – Get ready

OggiScienza TV - Get ready Ormai siamo in 7 miliardi a popolare la Terra: con i nostri bisogni e le nostre scelte di consumo incidiamo sul clima, sulla produzione di rifiuti, sulla disponibilità di cibo e materie prime. Considerato che il nostro destino è legato a quello di tutte le altre specie e di tutti gli ecosistemi del pianeta, Luca Mercalli ci suggerisce un piano B per raccogliere la sfida ecologia globale e pensare al nostro futuro. Più verde, senza sprechi, con meno televisione e più relazioni. Prepariamoci è il libro che ha scritto per la casa editrice Chiarelettere.

Futuro alternativo

IL CORRIERE DELLA SERRA - Special Report on Renewable Energy Sources and Climate Change Mitigation uscirà il 31 maggio e pare che superi le 1.100 pagine. Per ora è disponibile il sommario per i "decisori politici, 25 pagine più le appendici rilette e controllate dai delegati delle varie nazioni. Induce a un po' di ottimismo, nonostante l'incertezza degli scenari riguardanti l'economia mondiale, perché malgrado la crisi - nel periodo 2008-2009, stati prodotti in tutto il mondo 300 gigawatt in più di elettricità, dei quali 140 da fonti rinnovabili; - l'energia eolica è aumentata del 30%; fotovoltaica in rete del 50%; geotermica del 4%; solare idro-termica del 20%; la produzione di etanolo del 10% e degli altri biocarburanti del 9%. - già oggi il 50% dell’energia da fonti rinnovabili è prodotto nei paesi in via di sviluppo.

OggiScienza TV – Rinnovabile al 100%

OggiScienza TV - Rinnovabile al 100% E' stato presentato lo scorso 9 maggio la relazione sulle fonti rinnovabili dell'IPCC. Ne parliamo con Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia. Il rapporto completo sarà presto disponibile sul sito dell'IPCC.
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