giovedì, Aprile 9, 2020

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Falsi scientifici e patrie galere

A proposito dell'inchiesta della magistratura su Alfredo Fusco, in dicembre Retraction Watch si chiedeva se era il caso di "criminalizzare" le scorrettezze scientifiche e Nature rispondeva “Chiamate la polizia”. La domanda viene posta di nuovo, accompagnata da un sondaggio.

Ingredienti a sorpresa

L’obiettivo è curarsi secondo natura. Ma tra un’erba e l’altra possono anche nascondersi minacce per la salute. Questo il risultato di uno studio su alcuni prodotti a base d’erbe condotto da un gruppo di ricercatori della Guelph University in Canada e pubblicato su BMC Medicine questo ottobre.

Sdottorato

CRONACA - Nel 2001 Jan Hendrik Schön era un giovane ricercatore famoso per i lavori sui nanomateriali: era addirittura riuscito a creare una plastica superconduttrice e un transistor molecolare. L'anno dopo ritrattava numerosi articoli. La settimana scorsa, una Corte d'appello tedesca gli ha revocato il dottorato. Appena finito il dottorato all'università di Costanza e già con due premi al suo attivo, Schön era stato assunto come ricercatore dai Bell Labs, nel New Jersey, nel laboratorio diretto dal fisico Bertram Battlogg, al contempo professore alll'Istituto federale di tecnologia di Zurigo (ETH). Insieme a Battlogg pubblicava una media di un articolo scientifico ogni otto giorni sulle riviste importanti come Science e Nature. Nel febbraio 2002, a 31 anni riceveva il premio Oustanding Young Investigator della Material Research Society

E il vincitore è…

È appena stato dichiarato campione del mondo per numero di articoli ritrattati il prof. Joachim Boldt dell'università di Giessen, ex ricercatore in farmacologia anestetica alla clinica di Ludwigshafen. Il titolo è meritato? IL PARCO DELLE BUFALE - Sedici riviste hanno ritrattato d'autorità e di concerto 88 articoli in cui il prof. Boldt, spesso in illustre compagnia, riferiva il risultato di esperimenti clinici non autorizzati o diversi da quelli autorizzati. Il conteggio non è definitivo, l'università indaga ancora su eventuali falsificazioni dei dati, ma la custode non è contenta. Per prima cosa, un simile riconoscimento va condiviso con i coautori e i direttori delle riviste per la fiducia e l'assenza di curiosità. Dato il tempo necessario per reclutare pazienti, come minimo dovevano informarsi su quale sostanza assumeva il prof. Boldt per tenere il ritmo