domenica, Novembre 29, 2020

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Quei filamenti che fanno ingrassare

Il telescopio spaziale Herschel, anche dopo la fine della sua missione, non smette di riservarci sorprese. Nuove osservazioni hanno infatti permesso agli astronomi di fare qualche passo in avanti nella comprensione dei processi di formazione stellare, in particolare su una possibile correlazione tra la distribuzione in massa delle stelle in formazione e il fatto che queste stelle nascano all’interno o all’esterno di strutture dette “filamenti”, una sorta di ragnatela che si sviluppa nei pressi di una stella in formazione.

Herschel va in pensione

Anche i telescopi di ultima generazione invecchiano e devono appendere i sensori al chiodo. Dopo quattro anni di osservazioni e rilevamenti, per un ammontare di circa 22mila ore complessive, anche il Telescopio spaziale Herschel, lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2009, va in pensione. Anche se lunga solo quattro anni, l’attività di Herschel ci lascia un’eredità notevole in termini di dati rilevati ed elaborati. Lanciato nel 2009 per studiare la formazione delle stelle e delle galassie nell'universo, e per osservare la composizione chimica e l'atmosfera e la superficie di comete, pianeti e satelliti, Herschel ha permesso agli astronomi di scoprire nuovi particolari della nostra galassia, come l’esistenza di particolari strutture che giocano un ruolo strategico nei processi di formazione stellare.

Encelado “piove” su Saturno

NOTIZIE - Grazie al telescopio spaziale Erschel (ESA) gli astronomi del Max-Planck-Institut für Sonnensystemforschung, di Katlenburg-Lindau in Germania, sono riusciti a determinare l'origine dell'acqua contenuta negli strati alti dell'atmosfera di Saturno. Il satellite Encelado emette corposi getti di vapore acqueo dalla regione polare (sud) e questo vapore va a formare un enorme anello di gas intorno a Saturno (il raggio dell'anello corrisponde a dieci volte quello di Saturno, per una larghezza pari a un raggio). Circa il 2/3 % dell'acqua contenuta nell'alta atmosfera di Saturno arriva proprio da lì, questo è quanto emerge dalla simulazione effettuata da Paul Hartogh e il suo team, che hanno usato i dati di Herschel.

L’Universo attraverso una lente (gravitazionale)

NOTIZIE - Gettare uno sguardo nel passato remoto usando una lente molto speciale. Questo è quello che ha fatto un team composto da scienziati della Scuola Superiore di Studi Avanzati di Trieste e INAF-Osservatorio astronomico di Padova. Luigi Danese e Joaquin Gonzalez-Nuevo della Sissa e Gianfranco De Zotti e Sara Buttiglione dell’Inaf hanno individuato cinque nuove galassie primordiali che secondo le rilevazioni si sarebbero formate quando l’Universo aveva “appena” due miliardi di anni. La scoperta, pubblicata ieri sera sulla rivista Science, è stata possibile grazie a un “trucco” ingegnoso che conferma indirettamente la teoria della Relatività generale prevista da Albert Einstein. Lo studio si è avvalso delle immagini nello spettro dell’infrarosso raccolte dal telescopio Herschel.