lunedì, Ottobre 18, 2021

archiveinquinamento acustico

Silenzio, prego!

Suoni di imbarcazioni al posto delle melodie di cetacei immersi a grandi profondità; è quanto gli scienziati finiscono per registrare oggi in mare.

OggiScienza TV – Un mondo tutt’altro che silenzioso

OggiScienza TV - Un mondo tutt'altro che silenzioso Il mondo subacqueo non è affatto il mondo del silenzio, al contrario del titolo di un celebre documentario di Cousteau; anzi, accanto ai suoni di pesci e cetacei, sempre più questo ambiente è dominato dal rumore prodotto dall'uomo in mare. Ne parliamo con Antonio Codarin, dottorando presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Univesrità di Trieste.

Gli elefanti preferiscono le bombe

CRONACA - Atterrato in Africa Centrale nella Repubblica del Gabon (tra la Guinea Equatoriale, il Camerun e il Congo) per documentare l'importanza dell'esportazione del petrolio per l'economia dello Stato, il giornalista Mitch Smith del New York Times, si è immediatamente accorto che sul lato del terminale dell'aeroporto una bandiera della Shell svolazzava nell'aria insieme a quella gabonese e, scrive nel suo articolo “Oil or elephants”, “nella città di circa 8.000 residenti, costruita quasi interamente dalla Shell, praticamente ogni essere vivente è legato direttamente o indirettamente al campo del petrolio”. Ma il Gabon possiede un'altra ricchezza: gli elefanti delle foreste (Loxodonta cyclotis) che, numerosi, vivono liberamente spesso accanto ai siti di trivellazione. Ecco perché Peter Wrege e collaboratori hanno deciso di monitorare questa specie unica di elefanti (ben più rara dei comuni elefanti della savana) per capire quanto queste attività umane così rumorose possano disturbare gli enormi mammiferi

Parla forte non ti sento

Ridurre l’impronta ecologica acustica: è questo il messaggio che emerge dalla seconda conferenza internazionale sull’effetto del rumore sugli organismi marini, iniziata oggi a Cork (Irlanda). L’inquinamento acustico è uno dei problemi emergenti a livello internazionale, passato alla ribalta dopo l’evidenza che il rumore di fondo degli oceani mondiali è cresciuto di più di 10 dB negli ultimi quarant’anni anni. L’aumento del traffico marittimo così come molte altre attività umane (survey sismiche, sonar, costruzioni sottomarine, etc) sono i maggiori responsabili in questo processo.