venerdì, Ottobre 30, 2020

archiveISTAT

Le città e l’ambiente

Circolano meno auto e i mezzi pubblici si usano sempre meno. C’è qualche albero in più, l’aria è più pulita, ma aumenta il rumore. È questa, a grandi linee, la fotografia delle città capoluogo di provincia scattata dall’Istat, attraverso l’analisi dei principali indicatori ambientali urbani.

Il verde in città

Un "monolocale di verde" a testa. Sono, infatti, poco più di 30 i metri quadri di verde urbano che ognuno di noi ha a disposizione. A fare i calcoli è l'ultimo focus dell'Istat (su dati 2011) che fa il punto su parchi e giardini presenti nel capoluoghi di provincia.

Quanto spendiamo per l’ambiente

AMBIENTE - Poco più di 4 miliardi, pari allo 0,28% del Prodotto interno lordo, sono stati erogati dalle amministrazioni regionali italiane nel 2010. Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Istat, lo Stato spende per la tutela dell’ambiente 71,6 euro per abitante. La maggior parte della spesa (63%) è finalizzata sia alla salvaguardia dall’ambiente dall’inquinamento (emissioni atmosferiche, rifiuti, scarichi idrici), sia alla prevenzione del degrado (perdita di biodiversità, erosione del suolo…). Il restante 37%, invece, è destinato alla salvaguardia di fenomeni di esaurimento dello stock di risorse naturali. Tra i settori ambientali in cui si spende di più ci sono la protezione e il risanamento del suolo, delle acque del sottosuolo e di superficie (19,0%), l’uso e la gestione delle risorse idriche (18,4%), la protezione della biodiversità e del paesaggio (17,3%), la gestione delle acque reflue (13,5%) e, infine, l’uso e la gestione delle foreste (10,1%).

Quanto spendiamo per la ricerca?

ECONOMIA - L’1,26% del Pil. Ecco quello che l’Italia investe in ricerca e sviluppo, secondo gli ultimi dati dell’Istat. Nel 2010 sono stati stanziati circa 19 miliardi di euro, oltre la metà da parte delle imprese. Lo Stato, le Regioni e le province autonome hanno finanziato solo 8,8 miliardi di euro, un cifra ancora inferiore rispetto agli anni precedenti. Nel nostro Paese - e non è una novità purtroppo – si spende troppo poco per la ricerca rispetto all’Europa, dove la media della spesa si attesta intorno al 2% del Pil. Inoltre, sempre rispetto agli altri Paesi europei l’Italia è agli ultimi posti: solo Grecia, Ungheria e Polonia investono meno di noi in ricerca e sviluppo. Il quadro che emerge dal report dell’Istituto di statistica non è molto confortante. Non solo gli investimenti non aumentano, ma calano anche gli stanziamenti pubblici. Nonostante la scarsità di risorse la ricerca italiana continua a far parlare di sé: dalla velocità dei neutrini al bosone di Higgs, solo per ricordare gli ultimi successi in campo internazionale.

Censimento 2011. L’Italia che cambia

CRONACA - Fatto. Ora per l’Istat esisto anch’io. Ieri ho finalmente compilato il censimento. Un rapido flash back alla mia situazione di domenica 9 ottobre - è questa infatti la data di riferimento scelta per la XV fotografia dell’Italia - e ho risposto on line alle 84 domande del questionario rosso, venti minuti in tutto. Per chi non l’avesse ancora fatto, c’è tempo fino al 20 novembre per consegnare i moduli compilati alle poste o rispondere via web. Dal 21 novembre fino al 29 febbraio 2012 entreranno in campo 60mila rilevatori per raccogliere i questionari non ancora restituiti. E il 31 marzo 2012 l’Istat diffonderà i primi risultati. È questa la timeline della macchina organizzativa del 15°censimento, che riguarda 25 milioni di famiglie ed oltre 61 milioni di cittadini, italiani e stranieri, residenti in 8.092 comuni

No grazie, non bevo

NOTIZIE - A Verona sta per iniziare la quarantacinquesima edizione di Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati, che accoglie ogni anno migliaia di espositori da diversi paesi. In un comunicato stampa della fiera, si evidenzia come, "mentre l’export italiano cresce, prosegue il calo dei consumi interni: dai 100 litri pro capite degli anni Settanta si è passati a 45 litri del 2007 fino ai circa 40 litri a testa di oggi; un trend destinato, secondo le previsioni, a diminuire ulteriormente entro il 2015". Ma quanto e come bevono realmente gli italiani? A questa domanda ha risposto l'Istat, l'Istituto nazionale di statistica, che ha recentemento pubblicato i dati del consumo di alcol in Italia nel 2010.

Italia polmone nero d’Europa

LA VOCE DEL MASTER - Tra le trenta città più inquinate d’Europa, più della metà sono italiane. Il dato emerge da uno studio sulla qualità dell’aria nelle città europee, presentato dall’Istat la scorsa settimana. La città peggiore, tra le 221 comprese nello studio, è Plovdiv, in Bulgaria. A seguire Torino, Brescia e Milano. Sofia, ancora in Bulgaria, è al quinto posto, e subito dopo vengono altre tre città del nord Italia: Modena, Bergamo e Padova.