sabato, Dicembre 5, 2020

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Per non scambiare il giorno per la notte

Prenotare un volo e ritrovarsi all'altro capo del mondo per visitare luoghi lontani o per intessere nuovi affari, è sempre più facile. Il nostro corpo però pone un limite alla rapidità con cui raggiungiamo le zone più distanti, perché impieghiamo tanti giorni ad adattarci ai nuovi ritmi di veglia e riposo imposti dal cambiamento del fuso orario. La recente scoperta dei geni coivolti nel fenomeno noto come jet lag, dà una spiegazione alla sensazione di affaticamento e disordine che avvertiamo al cambiamento dei ritmi di sonno-veglia, e potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci per favorire un miglior adattamento del nostro corpo.

Un orologio biologico

SALUTE - Ritmi circadiani. Sicuramente ne avrete sentito parlare un paio di settimane fa in occasione del ritorno all'ora solare. Tutti, o quasi tutti, i telegiornali hanno trasmesso servizi in cui venivano dati consigli per "aiutare il proprio organismo ad adattarsi al cambio di orario e all'arrivo del buio invernale". Il nostro organismo ha infatti un sistema di regolazione interno che funziona proprio come un orologio, lo stesso sistema che causa i problemi di jet-lag.

Celenterati col jet-lag

NOTIZIE - Un'altra ricerca che potrebbe candidarsi per gli IgNobel 2011: anche gli anemoni di mare - uguale uguale ai cugini maggiori esseri umani - soffrono di jet-lag. Una ricerca pubblicata su PLoS One ha dimostrato che questi animali piuttosto primitivi regolano le attività fisiologiche seguendo i cicli circadiani (l’alternarsi quotidiano della notte e del giorno), esattamente come facciamo noi e la gran parte del regno animale, e che se questi cicli vengono alterati (come a noi succede quando viaggiamo per lunghe distanze) l’organismo ha bisogno di un certo periodo di tempo per riadattarsi. Adam Reitzel e colleghi hanno studiato il comportamento di alcuni geni dell’anemone, analoghi a quelli che regolano i cicli veglia sonno nell’essere umano. Alcuni esemplari raccolti in natura sono stati piazzati in delle vasche e sono stati sottoposti in maniera artificiale all’alternarsi di periodi di luce e di buio alterati rispetto al normale. Glia anemoni rispondevano particolarmente bene alla luce di colore blu e questo suggerisce che sono particolarmente adattati alla luce lunare. Proprio come gli esseri umani gli anemoni sembravano soffrire particolarmente a causa del jet-lag (cioè la difficoltà ad adattarsi a un nuovo ritmo luce-buio). Questo secondo gli autori suggerisce che certi aspetti dei ritmi circadiano sono condivisi da tutti gli animali e potrebbero esser presenti da più di 600 milioni di anni.

Come bloccare gli effetti del jet lag… nei topi

NOTIZIE - È stato scoperto che gli orologi interni associati ai diversi organi si adattano con velocità diverse al cambiamento di fuso orario e che il metyrapone, una sostanza che blocca la produzione di corticosterone, è in grado di riportare l’orologio in sintonia con il mondo esterno.