venerdì, Febbraio 26, 2021

archivelingua

CULTURA

“Piuttosto che un attimino” (parte II)

CULTURA - (Ecco la seconda parte dell'intervista a Valeria Della Valle, docente di Linguistica italiana alla “Sapienza”, Università di Roma. Qui trovate la prima) Chi ha il potere di dire che una forma considerata un tempo errore si è trasformata a tal punto da essere corretta? I linguisti non danno indicazioni, non dicono cosa sia corretto e cosa sia invece un errore. Nel nostro lavoro noi crediamo in una grammatica descrittiva e non normativa. Di conseguenza possiamo dire che il nostro compito è quello di osservare come è fatta la lingua in uso, analizzando le caratteristiche esistenti e le differenze tra parlato e lingua scritta, senza dare indicazioni in merito. Quello che ho appena detto è tuttavia vero solo in parte, visto che nei testi di grammatica vi sono regole e norme

Dimmi come parli e ti dirò come ti vedo

COSTUME - "Ich bin fertig!": cioè, "Io sono finito!". Con questa frase l'ex allenatore del Bayern Monaco Giovanni Trapattoni concludeva furibondo uno sfogo sul rendimento della sua squadra nel 1998. Al di là della grammatica, il suo accento italiano era facilmente riconoscibile; altrettanto "tipicamente italiano" fu considerato il suo temperamento esuberante. L'accento in cui una persona si esprime gioca un ruolo cruciale nel nostro modo di giudicarla, secondo i risultati di recenti ricerche condotte da psicologi dell'Università Friederich Schiller di Jena, in Germania. "L'accento è molto più importante dell'apparenza fisica di una persona": così la ricercatrice Tamara Rakic riassume uno dei risultati principali del suo studio, pubblicato qualche giorno fa sul Journal of Personality and Social Psychology. Lo studio è basato sulla tesi dottorale di Rakic, nell'ambito del programma internazionale Conflitto e cooperazione tra gruppi sociali

Arabi tutti bilingui

Anche se condivisa da quasi tutti coloro che parlano l'arabo, la lingua usata per scrivere e studiare, ha caratteristiche cognitive più simili a quelle di una seconda lingua che a quelle della lingua madre