sabato, Dicembre 5, 2020

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La macchina che vede quel che vediamo

FUTURO - È un lavoro che evoca scenari fantascientifici, ancora lontani, ma che potrebbero diventare una realtà concreta. Il risultato ottenuto da Shinji Nishimoto, neuroscienziato dell'Università di Berkeley, è già a dir poco sorpendente. Nishimoto e colleghi infatti sono riusciti ricostruire quale filmato un soggetto stava osservando solo in base all'attivazione cerebrale registrata con una risonanza magnetica funzionale. Come scrivono gli autori stessi nel paper pubblicato lo scorso giovedi su Current Biology "questo tipo di modelli potrebbe permettere la ricostruzione di contenuti mentali dinamici, come per esempio l'immaginazione visiva naturale," e potrebbe "essere usata per decodificare stati mentali involontari (sogni o alluncinazioni), anche se potrebbe risultare difficile determinare se il contenuto decodificato sia accurato."

Androidi: quando qualcosa non quadra

NOTIZIE - Se sembra umano e si muove com un umano, tutto OK. Se sembra un robot e si muove come un robot, perfetto. Ma se sembra umano e si muove come un robot, uh che orrore! Gli scienziati dell'Università della california hanno studiato la risposta cerebrale a questo "fastidio" percettivo, noto anche come la "uncanny valley" (avvallamento dell'irreale) e cioè quel fenomeno percettvo per cui un avatar animato - per esempio - tende a piacere di più se ha fattezze umanoidi (una bambola per esempio) ma quando la somiglianza con l'essere umano diventa troppa, la piacevolezza si azzera. In pratica è come se si percepisse che qualcosa non va: i movimenti non sono abbastanza realistici mentre le fattezze sì e questo in genere non ci piace.