domenica, Novembre 29, 2020

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SCOPERTE

L’eco del Big Bang #2

Se, negli ultimi decenni, le scienze della vita hanno decisamente preso il sopravvento su quelle fisico-matematiche in termini di finanziamenti, dibattiti accademici e attenzione mediatica, c'è da dire che la fisica, negli ultimi due anni, si è presa un bel po' di rivincite.

OggiScienza TV – Con Planck nuovi dati dall’ignoto spazio profondo

OGGISCIENZA TV – Ha raccolto la luce fossile dell’universo, quella emessa quando il cosmo aveva “soltanto” 380.000 anni. Il satellite Planck, lanciato in orbita nel 2009, ha setacciato il cielo per raccogliere la radiazione cosmica di fondo, quello che resta della radiazione elettromagnetica rilasciata dal Big Bang. I dati raccolti, presentati per la prima volta lo scorso 21 marzo, hanno permesso di tracciare una nuova mappa dell’universo, con una precisione mai raggiunta prima.Perché questi nuovi dati sono così importanti? Ne parliamo con Valeria Pettorino, ricercatrice di cosmologia all’Università di Ginevra, che collabora al progetto Planck.

La trama del cosmo secondo Planck

CRONACA - Verranno presentati oggi a Bologna, al convegno internazionale dal titolo “Astrophysics from the Radio to Sub-Millimetre. Planck and other Experiments in Temperature and Polarization”, i nuovi risultati astrofisici ottenuti dalle osservazioni del cosmo da parte del satellite Planck, un telescopio spaziale con il compito di mappare il cielo per riprendere l’immagine più dettagliata possibile della Radiazione Cosmica di Fondo, l’eco del Big Bang. Il satellite Planck è il frutto di una collaborazione internazionale che vede coinvolte numerose agenzie spaziali internazionali, come la NASA, ESA (European Space Agency) ma anche l’Agenzia Spaziale Italiana.