venerdì, Aprile 23, 2021

archiveriforma universitaria

Riforma approvata alla camera

NOTIZIE - Ieri la Camera dei deputati ha approvato la riforma universitaria, con 307 voti a favore e 252 contrari. Intanto per le strade di Roma infuriavano gli scontri. Studenti e ricercatori non hanno gradito il blocco militare che impediva l’accesso a Piazza Montecitorio. E come biasimarli? Il corteo che doveva terminare proprio li era stato regolarmente autorizzato e la nutrita folla aveva tutto il diritto di entrare nella di fronte al palazzo dove la camera dei deputati era riunita appunto per discutere la controversa legge.

Università e ricerca col fiato sospeso

NOTIZIE - “Questa riforma non la vuole nessuno.” A parlare è Massimiliano Tabusi, ricercatore dell’Università per stranieri di Siena, raggiunto qualche minuto fa sul tetto di Fontanella Borghese, proprio nel momento in cui insieme a una delegazione della Rete29aprile (di cui fa parte) si accinge a muoversi per raggiungere il corteo che si muoverà verso Piazza Montecitorio. “Gli unici a volerla ancora sono quelli del PdL, per potersi fregiare di aver fatto una grande riforma.” Cosa succederà oggi? “Oggi alla Camera dei deputati ci sarà il voto finale sulla riforma, ma anche in caso venisse approvata, dovrà comunque passare nuovamente al Senato per diventare legge dello Stato,” spiega Tabusi. “C’è un altra possibilità però: la stessa Gelmini ha detto che se verranno presentati emendamenti troppo grossi, che dovessero sconvolgere l’assetto della legge, la ritirerà.”

Occupata ingegneria a La Sapienza

POLITICA - Ci siamo. Ieri è partita la prima occupazione universitaria a seguito della mobilitazione contro la riforma universitaria (anzi, contro “parte della riforma”, come tengono a sottolineare quasi tutti) che verrà discussa a partire da dopodomani alla camera dei deputati. A dormire nelle tende sopra il chiostro in San Pietro in Vincoli sono gli studenti e i ricercatori della Facoltà di ingegneria.

Un sussulto di dignità

NOTIZIE - Il fatto: 98 ricercatori dell’Università di Trieste hanno aderito alla sospensione dell’insegnamento “frontale” i corrispondenza dell’imminente ripresa del calendario universitario di quest’anno. Alla riunione (presumibilmente ancora in corso mentre scrivo) convocata dalla “Rete 29 aprile”, erano presenti circa 150 persone, fra studenti, ricercatori e docenti (c’era persino qualche ordinario), e cosa non scontata, il rettore Francesco Peroni. La legge di riforma dell’assetto universitario proposta dal ministro Gelmini, prevede tagli pesantissimi ai bilanci universitari (che già prima non versavano in condizioni rosee). Nel complesso si parla del 18% in meno di finanziamenti pubblici (circa 1.350.000 euro). La riforma è controversa, e, secondo le stesse parole di Peroni “c’è concordia assoluta nel giudicare i tagli eccessivi”.