sabato, Dicembre 5, 2020

archivetartarughe marine

Cherchez le mâle

AMBIENTE - Popolazioni formate da sole femmine - o quasi - a causa dei cambiamenti climatici. Non è uno scenario irrealistico bensì ciò che sta accandendo ad alcune specie di tartarughe marine. A dirlo è uno studio apparso di recente su Proceedings of the Royal Society B: la ricerca condotta dalle università di Exeter (UK) e Lefke (Turchia) e la North Cyprus Society for Protection of Turtles nell’area settentrionale di Cipro, la terza isola per estensione del Mediterraneo, ha dimostrato come la quasi totalità delle uova di tartaruga verde (Chelonya midas) schiuse nel 2008 era costituito da femmine (per l'esattezza il 95% dei 809 nuovi nati)

È la plastica, bellezza!

AMBIENTE - Prendete 54 tartarughe trovate morte spiaggiate o intrappolate a morte nelle reti di incauti pescatori e poi controllate cosa hanno mangiato di recente, cioè quali sono i contenuti del loro stomaco. Scoprirete che una ogni tre animali raccolti non presenterà resti di molluschi, granchi o pesci poco veloci, sue prede abituali, ma sacchetti per la spesa, imballaggi, cordini, polistirolo espanso, filo per la pesca. Come minimo questi detriti sottraggono spazio al cibo, più normalmente provocano occlusione e morte.

Due tartarughe nel Golfo di Trieste

La prima si chiama Sissi ed è una giovanissima tartaruga recuperata in cattive condizioni a metà luglio, la seconda si chiama Mamola ed è stata raccolta dalla Protezione civile il 25 agosto. Entrambe sono assistite e curate dagli esperti del Centro Recupero Tartarughe attivo presso l’Area Marina Protetta di Miramare gestita dal WWF.