Infezioni spaziali

Lastronauta John Phillips compie un esperimento con batteri di salmonella.  Credit: NASA
L'astronauta John Phillips compie un esperimento con batteri di salmonella. Crediti: NASA

Una serie di esperimenti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale potrebbe portare alla scoperta di un vaccino contro la salmonellosi, afferma la resposabile Julie Robinson


La salmonella è il batterio più frequentemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti, e causa episodi isolati ma anche epidemie. Nel caso di bambini piccoli, anziani, o di immunodepressi, può dar luogo anche a infezioni gravi e pericolose. La salmonella è inoltre diffusa in tutto il mondo.

Non sarebbe quindi male trovare una risposta efficace e sicura alle salmonellosi, cioè un vaccino.
La NASA, preoccupata che l’infezione possa colpire anche gli astronauti, che soffrono nello spazio di immunodepressione, ha dato il via a delle ricerche le cui ricadute sulla salute pubblica potrebbero ora andare molto al di là della preoccupazione iniziale.

Una prima serie di ricerche, diretta da Timothy Hammond del Durham Veterans Administration Medical Center della North Carolina, è stata condotta lo scorso anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, e ha dimostrato come il batterio diventi molto più virulento in assenza di peso. Una possibile spiegazione sta nel fatto che negli ambienti a zero-G, come accade nel nostro intestino, c’è la stessa quantità di una forza meccanica chiamata “sforzo di taglio”, che agisce sui fluidi che si muovono all’interno delle cellule. Nello spazio, come all’interno del corpo umano, questa forza è minore di quanto si riscontri in qualsiasi altra situazione sperimentale.
Una seconda serie di esperimenti ha poi dimostrato che la virulenza può anche essere controllata, fino a essere ridotta consistentemente.
L’analisi di un campione di batteri che hanno subito mutazioni genetiche in assenza di peso, portati a terra dalla navetta Discovery il mese scorso, potrebbe ora condurre allo sviluppo di un vaccino, pensa il reponsabile del gruppo Cheryl Nickerson, dell’Università Statale dell’Arizona.
Le ricerche sulla salmonella sono quelle più a buon punto, ha dichiarato Julie Robinson, reponsabile di tutta l’attività scientifica condotta a bordo della Stazione Spaziale, ma molti altri esperimenti sono in corso. Fino ad oggi hanno dato luogo alla pubblicazione di ben 162 articoli scientifici.

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