La Terra vista dagli alieni

La Terra e la Luna viste da Deep Impact la scorsa estate (Crediti: Donald J. Lindler, Sigma Space Corporation/GSFC/University of Maryland)Gli astronomi si fingono extraterrestri e testano un nuovo metodo per l’identificazione dei pianeti extrasolari

Già a un colpo d’occhio superficiale la nostra Terra, nella rosa dei pianeti del Sistema Solare, ha qualcosa speciale. Ma quanto speciale e perché?

Rispondere a questa domanda in maniera precisa e quantitativa è secondo Nicholas Cowan, autore di uno studio apparso sulla rivista Astrophysical Journal, importante per identificare altri pianeti extrasolari che potrebbero ospitare la vita.

Lo studio di Cowan e colleghi ha usato le immagini della Terra raccolte con il telescopio a bordo della missione Deep Impact – che nel 2005 ha sganciato una sonda sulla cometa 9P/Tempel -. Gli scienziati si sono soprattutto concentrati sul modo in cui durante la rotazione terrestre cambiano i colori sulla superficie.

La Deep Impact si trova ora circa 48 milioni di chilometri dal nostro pianeta, una distanza molto inferiore a quella di qualsiasi pianeta extrasolare che potremmo osservare da qui, ma secondo Cowan è comunque interessante adottare la prospettiva di un alieno in fase di avvicinamento al pianeta, che da questa distanza appare molto piccolo e sfocato.

“È un po’ come guardare una film con una vista molto difettosa,” ha spiegato lo scienziato. L’analisi spettrale della luce riflessa dalla Terra, e quella temporale di come questa luce varia, ha permesso anche da questa immagine sfocata di localizzare correttamente oceani e continenti. Questa tecnica perciò potrebbe essere applicata alle immagini molto degradate di altri pianeti a grandi distanze da noi.

La tecnica proposta da Cowan e colleghi si presenta come un metodo piuttosto rapido per selezionare pianeti extrasolari candidati a un’analisi spettrale più approfondita, come quelle che normalmente vengono eseguite oggi e che cercano di identificare particolari molecole presenti sul corpo celeste – molecole in genere compatibili con la vita-.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

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