Nel deserto fiorisce l’energia solare

Crediti: GreenpeaceLa Germania compie i primi passi per la costruzione di un enorme impianto solare che potrebbe fornire energia a tutta l’Europa

Mentre in Italia si pianificano centrali nucleari che saranno pronte, se mai, fra come minimo una decina di anni, in Germania si guarda avanti e si pensano impianti solari che entro i prossimi dieci anni produrranno almeno il 15% percento del fabbisogno energetico europeo, trasformando il deserto in una ricca e inesauribile fonte energetica senza emissioni di gas serra e senza scorie di produzione da smaltire.

Nei prossimi giorni un consorzio di 20 aziende tedesche si incontrerà a Monaco per stabilire quali saranno i primi passi per la costruzione di Desertec. L’impianto solare (dal costo stimato di 400 miliardi di euro) che dovrebbe sorgere in una vasta area di deserto marocchino è appoggiato dal governo tedesco e da alcune importanti aziende del paese come la Siemens, la Deutsche Bank e altre. All’incontro di Monaco parteciperanno anche compagnie spagnole e italiane e rappresentati della Lega Araba e del Club of Rome, una ong che come missione ha quella di “fungere da catalizzatore per il cambiamento”.

Secondo gli esperti Desertec potrebbe essere operativo dal 2019. Le stime mostrano anche che entro il 2050 il contributo energetico potrebbe aggirarsi fra il 20 e il 25% del fabbisogno dell’intera Europa. La tecnologia usata da Desertec sarà quella del solare termico: l’acqua riscaldata dai pannelli metterà in moto delle turbine che produrranno a loro volta energia elettrica. Il processo attualmente è più efficiente di quello fotovoltaico – che invece produce energia elettrica direttamente dal pannello.

Il progetto prevede anche la costruzione di una rete elettrica che trasporti l’energia dal deserto magrebino fino all’Europa. Fino a oggi progetti di vaste dimensioni come quello di Desertec non sono mai riusciti a superare i primi passi della progettazione, soprattutto a causa della difficoltà di trasportare energia elettrica a grandi distanze. Più lontano la si trasporta, con i metodi tradizionali, più se ne perde. Siemens però ha dichiarato di aver messo a punto un sistema di trasporto efficiente: “abbiamo sviluppato un metodo diretto di trasmissione di corrente ad alto voltaggio. Il sistema può trasportare energia a grande distanza senza perdite massicce. Usiamo già questa tecnologia in alcuni impianti in India e Cina,” così ha spiegato Alfons Benziger, portavoce dell’azienda tedesca.

I dubbi sulla costruzione di un impianto del genere si concentrano soprattutto sull’instabilità politica delle aree del Nord Africa, dove questi impianti dovrebbero essere costruiti. E soprattutto, come dichiarato da Friedbert Pflüger, un politico dell’area conservatrice tedesca, “non è l’Europa a decidere se il deserto può essere usato come risorsa energetica, ma i paesi del Nord Africa. Fino a questo momento queste nazioni non sono state, o solo in minima parte, coinvolte nel dialogo.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

7 Commenti

  1. Il progetto è una cosa strabilliante, se andasse in porto sarebbe tutto l’interesse delle nazioni, in Europa – bisogna ringraziare la Germania per lo spirito di iniziativa e coerenza, noi che scriviamo ci auguriamo che in modo assai veloce si arrivi a fare iniziare i lavori, e quei paesi dell’aerea africana o per invidia o perché vorrebbero tangenti, o perché hanno problemi di instabilità politica, beh peggio per loro, la Germania che si fa carico e – aderiscono altri paesi in determinati modi – devono costringere i tali paesi che si oppongono, con la forza e con metodi analoghi, nessuno è proprietario di quella parte. Avanti verso un progresso reale per il bene delle future generazioni. antonio

    1. Ciao, Antonio,

      non so di aver capito bene: “nessuno è proprietario di quella parte”, ma quella parte non è proprio in Marocco?!…
      Pare che tu non abbia capito bene le parole di Pflügler:
      “non è l’Europa a decidere se il deserto può essere usato come risorsa energetica, ma i paesi del Nord Africa. Fino a questo momento queste nazioni non sono state, o solo in minima parte, coinvolte nel dialogo.”
      La tua mentalità eurocentrica ha già fatto molta strage in Africa, in America, in Asia. I paesi extracomunitari non sono a disposizione dell’Europa.

      Carla

  2. E’proprio vero, dal punto di vista scientifico e tecnico i tedeschi sono stati i precursori della ricerca in ogni campo. Nel periodo della 2^ guerra mondiale hanno anticipato scoperte scientifiche e tecniche che sono state utilizzate in seguito dall’umanità: per esempio i V2 sono stati utilizzati come razzi propulsori per andare sulla luna nel 1969. Penso che, l’idea tedesca di Hitler di conquistare il mondo in un mese, con l’aiuto anche di nuove tecnologie nel trasporto si sarebbe compiuto efficacemente setutto il mondo non si fosse unito ad ostacolarlo. Anche nelcampo della medicina,spesso a spese dei poveri ebrei, si sono fatte scperte importanti. Devo dire che siamo stati fortunati perchè , altrimenti, il mondo do oggi avrebbe un aspetto molto diverso.

  3. ho espresso il mio pensiero o commento con la stessa email è una cosa fantastica speriamo bene e solo nel nostro territorio le belle scoperte li abbiamo fatte pure noi Rubbian Marconi e tanti altri a presto grazie

  4. Sono delle ricerche e scoperte meravigliose è ora che cominciamo a capire dell’importanza che l’energia è quella senza petrolio. e anche ora che tanti cervelli si operano per migliorare il mondo salvatore grazie

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