Camminare in cerchio

credit millerm217Non è solo una metafora: gli scienziati del Max Planck Institut dimostrano che davvero se mancano i punti di riferimento gli esseri umani tendono a muoversi compiendo grandi circonferenze

Ecco quando una linea retta diventa un cerchio: basta trovarsi in un deserto perfettamente piatto e senza ostacoli o riferimenti visivi ed ecco che se tentiamo di camminare secondo una rotta perfettamente rettilinea finiamo per percorrere un largo cerchio e tornare inesorabilmente al punto di partenza. Pubblicato su Current Biology, lo studio di Jan Souman del Max-Planck-Institut für Biologische Kybernetik, a Tubinga, in Germania conferma che se disorientati non siamo in grado di mantenere un cammino rettilineo, a meno di non avere dei riferimenti visivi adeguati.

Lo scienziato e i suoi colleghi hanno osservato (tracciando il percorso con l’aiuto di un sistema GPS) il comportamento di sei volontari che venivano lasciati vagare per un certo tempo in una foresta posta su un terreno pianeggiante. Nei quattro casi in cui la giornata era nuvolosa e il Sole non era visibile i partecipanti hanno percorso traiettorie circolari ritornando più volte sui propri passi senza accorgersene, cosa che non è successa per i due soggetti che camminavano col Sole scoperto.

Altri tre partecipanti si sono mossi nel deserto del Sahara, nella Tunisia del sud, due durante il giorno e uno di notte. I primi due, pur deviando parzialmente dal percorso stabilito, con il Sole ben alto nel cielo, non hanno camminato in cerchio. Il terzo fino a che la Luna era visibile ha potuto mantenere il cammino dritto, ma nel momento in cui il satellite si è nascosto dietro alle nuvole ha finito per ritornare inavvertitamente sui suoi passi. In altri test, alcune persone che erano state bendate hanno camminato in cerchi sorprendentemente piccoli.

“Le persone non riescono a camminare in linea retta se non hanno qualche punto di riferimento assoluto come una torre, una montagna lontana, il Sole o la Luna,” ha spiegato lo scienziato. I cerchi non sono sistematici: talvolta lo stesso individuo può finire a girare verso destra, altre volte verso sinistra. Non esisterebbe dunque un bias sistematico individuale che ci porta a preferire una direzione piuttosto che un’altra. Secondo gli scienziati la tendenza a camminare in cerchio deriverebbe da un accumulo di rumore nel sistema sensorimotorio. I punti di riferimento esterni servirebbero dunque a ricalibrare il senso soggettivo delle direzione diritta.
Il prossimo passo sarà, come prevede Souman, testare i soggetti in un ambiente di realtà virtuale per tenere meglio sottocontrollo i fattori che possono influenzare il cammino.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

11 Commenti

  1. Non mi è chiaro cosa s’intende per accumulo di rumore nel sistema sensomotorio.
    Gli esperimenti mi sembrano molto interessanti. I riferimenti ai ciakra forse non sono casuali. Quanto le visioni del mondo “arcaiche” o religiose colgono il senso del nostro esistere comprovato dalla scienza? Quanto il bambino ritorna al vecchio? Non è strano che i pianeti sferico circolari orientino la nostra euclidea linea retta? Forse dico solo sempiaggini.
    M.C.

  2. mi sembra che troppo spesso alcuni scienziati trovino e spaccino per novita’ cose note da sempre. Che la gente, senza punti di riferimento, marci n un cerchio e’ cosa che mi e’ stata detta da piu’ parti e letta sin da piccolo. Ci sono due ragioni fondamentali. Una, soggettiva, e’ che siamo asimmetrici nel nostro corpo (una gamba piu’ lunga o piu’ forte dell’altra, ecc.). Questo comporta tendenze abbastanza equiprobabili. L’altra fisica e’ la forza di Coriolis dovuta alla rotazione terrestre. Nell’emisfero boreale si tende a girare a destra, il contrario nell’australe. E’ la stessa forza che fa girare i venti attorno ai centri di bassa od alta pressione invece di convergere direttamente verso il centro di bassa pressione.

    1. Luigi, nell’articolo si spiega che lo stesso individuo può compiere cerchi anche in direzioni differenti, o verso destra o verso sinistra. quindi l’ipotesi dell’asimmetria del corpo viene meno, infatti se fosse vera lo stesso soggetto tenderebbe a girare nello stesso verso. riguardo la forza di Coriolis, non posso dire niente in quanto la direzione sarebbe differente per la direzione (tenendo che gli esperimenti sono fatti nell’emisfero boreale, se va verso nord dovrebbe girare sempre a sinistra, se va a sud a destra, se va verso est ci sarà la massima incertezza, mentre se va verso ovest dovrebbe mantenere la direzione abbastanza perfettamente). bisognerebbe fare degli studi e vedere se la forza di Coriolis influisce veramente. però mi sorge un dubbio a proposito di questa ipotesi: se un soggetto per esempio andasse verso nord nell’emisfero boreale tenderebbe ad andare verso ovest, quindi a sinistra. ma come mai compie quindi un percorso circolare? non dovrebbe semplicemente “voltare” a ovest e continuare su quella retta? dopotutto noi non tendiamo ad una zona di bassa pressione come i venti.

    2. Mi sembra di percepire un leggero atteggiamento antiscientifico nel tuo commento e mi permetto di farti un qualche appunto. Primo, c’è una bella differenza tra la saggezza popolare, le credenze e la prova scientifica. Se invece conosci delle pubblicazioni scientifiche precedenti sull’argomento rendile note, potrebbero essere interessanti. Secondo, nell’articolo c’è scritto “I cerchi non sono sistematici: talvolta lo stesso individuo può finire a girare verso destra, altre volte verso sinistra” quindi a meno che i ricercatori non se la siano inventata di sana pianta, il tuo argomento della “gamba più lunga” svanisce nel nulla. Terzo, non conosco bene la “forza di Coriolis”, ma non credo che spieghi bene perché “alcune persone che erano state bendate hanno camminato in cerchi sorprendentemente piccoli”.
      Nota bene, il mio commento, forse un po’ piccato, vuol essere se possibile costruttivo e portare a un atteggiamento prudente quando si critica il lavoro degli altri. Saluti.
      F.B.

  3. “Camminare in cerchio”…
    Ho letto e visto filmati riguardanti aspetti tipici di “moduli comportamentali” dei lupi, in modo particolare il “cammino” mettendo una zampa dopo l’altra sempre sull’impronta precedente, si direbbe, come se saltassero su un piede solo. E si sa i lupi dall’uscire dal branco a formarne nuovi si spostano geograficamente su grandissime distanze.

    Ma il mio commento riguarda un’esperienza personale che in parte contrasta con ipotesi/teorie di Konrad Lorenz.
    In apparenza non ‘c’è canide più differente del boxer dal lupo originario, e per di più di un boxer super-domestico in quanto nato in casa. Ma questa boxer femmina si differenziava nettamente dagli altri boxer – compresi “genitori” e “fratelli” – per un’intelligenza e soprattutto “attenzione” di qualità molto particolare, per una fierezza che … metteva in soggezione le persone, per un’aggressività oserei dire “consapevole” con “moduli comportamentali di attacco rapido” molto più lupeschi che da cane domestico ecc.
    Ma scrivo questo commento per segnalare la mia diretta e prolungata esperienza – il cane è morto a undici anni – della sua particolarità nel cammino BEN EVIDENTE SULLA NEVE: dove sembrava fosse passato – e in linea perfettamente retta – un animale non con quattro zampe ma… con una ZAMPA SOLA.

    Mi interessa l’etologia – e il “camminare in cerchio” appartiene anche all’etologia umana – mi interessano i lupi ecc.

    Grazie dello spazio concessomi

    dr. Anna Fubini

    (Se a qualcuno può interessare il cane si chiamava Gretel con tanto di “cognome” documentato nel Certificato di Iscrizione al Libro Origini Italiano – L.O.I : altrimenti detto pedigree – e quindi senza ascendenze selvatiche “lupesche” ufficialmente fino ai trisavoli.)

  4. tutti gli animali privati dell’orientamento camminano in cerchio, ad es le formiche, se perdona la traccia olfattiva compiono cerchi dopo aver fatto un po’ di andirivieni. ciò avviene con i cani, e con altri animali. è interessante questo studio rivolto all’uomo, perchè l’orientamento nella specie umana non segue tracce olfattive ma visive che comunque sono legate all’area della memoria. così come un’antenna del cellulare cerca la stazione emittente, così noi cerchiamo i “segnali” che ci permettano di essere riconosciuti nel tempo e fornirci una guida per i percorsi sconosciuti.
    nei labirinti per es, lasciando che la mano tocchi la parete destra, si può ritrovare l’uscita…

  5. Buongiorno. Noto che il tema entusiasma e, per così dire, surriscalda gli animi. Forse perché tocca sensibili sfere del nostro subconscio o anche della coscienza e della memoria personale.
    Vorrei limitarmi a far notare come, ragionando per analogia, il cammino circolare sia una tautologia, cioè un’asserzione vera in sé quindi non mai confutabile. I sistemi in cui si argomenta per tautologie, sebbene siano per nula o, nell’ipotesi migliore, scarsamente creativi, eliminano in radice la possibilità dell’errore. “Dicendo sempre la stessa cosa” infatti è facile valutare se l’asserzione successiva sia conforme o meno alle regole del sistema.
    Mi sembra che camminare in cerchio, cioè in assenza di riferimenti esterni, abbia una profonda connessione con il ragionamento tautologico. Forse gli studiosi di scienze cognitive ne sanno qualcosa di più…
    Grazie,

    R.B.

  6. Buongiorno, io non sono uno scienziato nè un ricercato.

    Il comportamento per cui si cammina in cerchio, potrebbe essere un retaggio di qualche istinto primordiale, per il quale piuttosto che dirigersi dritti ad un luogo sconosciuto, si privilegi la conoscenza dell’area in cui ci si trova. Cammninando in cerchio infatti prima o poi si impara il territorio.

    Saluti e complimenti per il sito.

  7. Perdonate gli Orrori di ortografia al mio messaggio precedente.
    Questo succede quando non si rilegge bene quel che si scrive.

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