In gara le auto elettriche e ibride

Dal 7 al 9 ottobre si svolgerà a nord di Roma la quinta edizione della gara internazionale di veicoli alternativi, costruiti da studenti e giovani ingegneri di tutto il mondo. È l’occasione per vedere in pista le nuove tecnologie del trasporto sostenibile.

Possono partecipare due classi di veicoli: auto tipo formula 1 oppure veicoli a due o tre ruote, tutte con motore ibrido o a batteria ricaricabile o a celle combustibili. Si può competere anche con progetti, idee, componenti che presentino soluzioni innovative. Caratteristiche tecniche, punteggi e regole di partecipazione sono rigorosamente stabilite da un documento disponibile sul sito della ATA (Associazione Tecnica dell’Automobile) che organizza l’evento.
Per vincere non basta essere veloci: vengono anche valutati l’accelerazione, i consumi e le prestazioni. Inoltre ogni veicolo deve essere accompagnato da una presentazione che illustri il progetto, stimi i costi industriali di produzione e gli aspetti relativi all’utilizzo pratico.  Con gli stessi criteri vengono anche valutati i progetti e le idee, sebbene non possano partecipare alla corsa vera e propria.
Lo scopo della gara è quello di radunare gli esperti mondiali del settore e confrontarsi sulle nuove idee relative alla mobilità ecologica e sostenibile.
Per chi volesse assistere alle gare, o avesse un progetto nel cassetto per l’edizione del prossimo anno, tutte le info qui.

4 Commenti

  1. In tutti i progetti di auto, ibride o no, si insiste sull’accelerazione e velocitá massima.
    Credo che se in tutta la produzione mondiale si riducesse l’una, (es.la prima a 12-15 sec. da 0 a 100 km.) e l’altra a 150-160 km. orari massima, si ridurrebbero enormemente i consumi!
    E quanto si contribuirebbe a diminuire il riscaldamento globale?

  2. se si dotassero tutte le auto di tetti fotovoltaici, nonchè treni, e ogni mezzo di trasporto con i suddetti e si riconvertisse il moto delle ruote con speciali dinamo, credo che l’energia sarebbe inesauribile. lo stesso tubo di scappamento potrebbe alimentare una mini turbina eolica, quindi supplire alla maggiore quantità d’energia per l’accensione e partenza dove si verifica l’assorbimento maggiore.
    dovremmo pensare poco a quei paesi che vendono petrolio per comprare armi, anzichè distribuire la ricchezza fra la popolazione, e renderci conto finalmente, dei disastri ambientali che l’inquinamento produce.

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