Le montagne che hanno gelato il pianeta

I monti Appalachi (crediti: Nicholas_T)Qualche milione di anni fa la crescita dei monti Appalachi ha provocato una glaciazione che ha portato all’estinzione di ben due terzi degli esseri viventi

Era il periodo Ordoviciano, circa 460 milioni di anni fa e la nascita della catena appalachiana (che negli Stati Uniti si estende dalla Georgia al Maine per oltre 1500 chilometri) potrebbe aver sequestrato così tanta anidride carbonica dall’atmosfera da provocare una severa glaciazione. Queste sono le conclusioni di Seth Young, un geologo dell’università dell’Indiana di Bloomington, che ha analizzato alcune formazioni di roccia sedimentaria nel Nevada.  Young ha scelto queste rocce perché “qualsiasi cosa possa essersi dilavata dai Monti Appalachi in quel periodo, deve per forza essere finita in questi sedimenti”.

Poco meno di mezzo miliardo di anni fa i monti Appalachi erano teatro di un’intensa attività vulcanica. La lava emessa dai vulcani ha formato delle catene montuose che allora erano alte quanto le alpi oggi. I vulcani inoltre hanno immesso enormi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera, portandola a livelli superiori di 20 volte rispetto a quelli attuali. Questo gas serra avrebbe dovuto tenere la terra al caldo per un bel po’ di anni, ma solo 10 milioni di anni dopo, i livelli di CO2 atmosferica hanno iniziato a ridursi drasticamente. 5 milioni di anni dopo il pianeta era in piena glaciazione. Gli scienziati fino a oggi erano perplessi: cosa può aver causato questa improvvisa riduzione di anidride carbonica nell’aria?

L’analisi dei tre siti di sedimenti del Nevada, principalmente composti da calcare, ha mostrato un rapporto fra i due isotopi stronzio-87 e stronzio-86 pari a 0,6, la differenza più grande mai registrata in una roccia fino ad oggi. Questo indicherebbe che la componente di calcio nel basalto, ricco di stronzio-86, degli appalachi è stata dilavata dalla pioggia acida che si è combinata poi con questo minerale andando a formare il calcare. Questo processo avrebbe sottratto in maniera massiccia anidride carbonica all’atmosfera, determinando successivamente il drastico calo delle temperature.

L’articolo orginale è disponibile online sull’ultima edizione di Geology

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

2 Commenti

  1. Dev’esserci qualcosa che non funziona. Un dilavamento tra Appalachi e Nevada??? Ma… avete un’idea della distanza?

    1. Ormai sul clima se ne dicono tante che ognuno può dire tutto e il contrario.Prima era il buco dell’ozono, poi era l’anidride carbonica, poi il metano e ancora le polveri e avanti così.La verità è che il paventato aumento della temperatura non c’è e neppure l’ombra dell’aumento dei livelli fei mari.
      Basta leggere un attimo
      http://digilander.libero.it/effettoserra2002/page5.html

      Grazie

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: