CRONACA

Lucertole in bianco

Una scienziata dell’Università dell’Idaho indaga i meccanismi dell’evoluzione convergente

NOTIZIE – Dove vedere l’evoluzione direttamente in azione? Un ottimo luogo candidato è la zona di White Sands nel New Mexico. Per almeno un paio di ragioni: la zona dove si estendono le dune di sabbia candida è relativamente ristretta, ed esiste da solo 6.000 anni, un tempo che in termini evoluzionistici è poco più di un battito di ciglia.
Proprio qui Erica Bree Rosenblum, professore della’Università dell’Idaho ha osservato esemplari di albini tre specie di lucertola che in qualsiasi altro luogo al mondo hanno invece un pigmentazione scura. “Quello che è successo è ovvio,” spiega la scienziata. “Sono diventati bianchi per sfuggire ai predatori.”

Le delle lucertole di White Sands sono un ottimo esempio di evoluzione convergente: specie diverse hanno sviluppato lo stesso tratto per ragioni evolutive simili. Rosemblum, in un recente articolo apparso sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha studiato in che modo queste specie diverse hanno acquisito lo stesso tratto. A un’occhiata superficiale, spiega la scienziata, può sembrare che il meccanismo genetico nelle tre specie sia lo stesso, visto che coinvolge una mutazione dello stesso gene, legato alla produzione della melanina epidermica.

In realtà però la cosa è più complicata: la mutazione avviene sì nello stesso gene, ma nelle specie è diversa qualitativamente, dando luogo a un meccanismo di produzione minore di melanina differente per ogni tipo di lucertola. Un’altra cosa interessante è che il tratto albino in una specie è dominante, nelle altre è recessivo, con perciò tempi di diffusione attraverso le generazioni molto diversi.

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

3 Commenti

  1. Mi sembra, per quello che so sull’evoluzione come sequenza di cambiamenti casuali e non indirizzabili dalla volontà, che il commento della scienziata: “Quello che è successo è ovvio. Sono diventati bianchi per sfuggire ai predatori.” se correttamente riportato sia perlomeno espresso male.
    Sarei incline a pensare che gli esemplari albini che nel solito ambiente multicolore sono sfavoriti perché più facilmente predati abbiano invece potuto vivere e prolificare meglio e più degli altri nell’ambiente bianco che li favoriva.

    1. Credo che tu Silvia abbia bene compreso come funzionano i meccanismi selettivi-evolutivi.
      Un cambiamento genetico casuale può essere premiato o penalizzato a seconda del tipo di ambiente in cui si verifica.
      Io la penso esattamente come te. Ciao

  2. Dobbiamo dire che Silvia ha bene compreso NONOSTANTE la comunicazione scientifica. In questo caso la scienziata, o forse chi le attribuisce quella dichiarazione, usa un linguaggio scorretto, lamarckiano e animista; quello che dice è che che una lucertola può diventare bianca e lo può fare intenzionalmente avendo uno scopo. Non importa se la scienziata non la pensa davvero così, la comunicazione non avviene per telepatia, ma attraverso il linguaggio verbale e i danni che fa una comunicazione di questo tipo nei confronti di chi non è già esperto sono gravi.

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