AMBIENTE

Quando il global warming tenta il suicidio

Il cambiamento climatico a cui stiamo consapevolmente assistendo sembra portare con sé un effetto tanto imprevisto quanto, apparentemente, benefico: la crescita smisurata di alberi.

AMBIENTE – Il paradosso è emerso in seguito a una ricerca portata avanti da oltre vent’anni dai ricercatori dello Smithsonian Environmental Research Centre a Edgewater del Maryland, Stati Uniti.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, registra una crescita incredibilmente veloce delle foreste nell’emisfero settentrionale, tanto veloce da battere ogni record degli ultimi duecentoventicinque anni (corrispondente all’età dell’albero più vecchio studiato). Gli alberi sembrano avere accelerato la propria crescita a causa del prolungamento delle stagioni calde e della più alta concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, e questo, stando ai ricercatori, sarebbe dovuto proprio al riscaldamento globale.

Gli scienziati hanno documentato il cambiamento nella crescita di cinquantacinque foreste dell’America orientale durante un periodo di ventidue anni, e questo repentino cambiamento, che non ha pari in oltre due secoli, dimostrerebbe anche come l’influenza umana abbia inciso inequivocabilmente sull’aumento della quantità di CO2 emessa nell’ambiente.

È dal 1987 che i ricercatori statunitensi misurano e analizzano ogni albero con un diametro maggiore di due centimetri, e delle cinquantacinque foreste studiate, hanno calcolato che ognuna di esse sta producendo all’anno circa otto tonnellate di legno in più per ogni ettaro e mezzo di superficie. Gli scienziati hanno identificato una serie di aree con alberi a differenti stadi di crescita, e più del novanta percento è cresciuto tra le due e le quattro volte più velocemente rispetto alle stime di crescita previste nel lungo periodo.

Associare il fenomeno al global warming non è una “moda scientifica”: durante lo stesso periodo, infatti, gli scienziati hanno misurato la concentrazione di anidride carbonica presente nelle foreste e hanno scoperto che è aumentata del dodici percento. La temperatura media, invece, è cresciuta di tre decimi di grado, mentre la stagione di crescita si è allungata di sette-otto giorni. Secondo gli autori dello studio sarebbero questi i tre fattori principali che hanno determinato la super-crescita, e sottolineano come l’azione degli alberi potrebbe bilanciare la recente introduzione di CO2 nell’atmosfera a causa dei combustibili fossili. In ogni caso gli scienziati restano cauti: anche solo piccoli cambiamenti nel tasso di crescita delle foreste possono avere significative conseguenze negli equilibri climatici, nel ciclo dei nutrienti e nella biodiversità. Quali saranno esattamente queste conseguenze resta però un interrogativo ancora aperto.

2 Commenti

  1. 1-Aumento del 12% della concentrazione dell’anidride carbonica nelle foreste? Mi pare una percentuale strana,inoltre mi chiedo se è una media della presenza di CO2 nell’arco delle 24 ore , settimanale o di 25 anni?
    2-Il fatto che l’andamento della celere crescita degli alberi non incontri crisi, dimostra che sia l’aumento di temperatura che la presenza di CO2 (le 2 condizioni menzionate) negli ultimi 25 anni non siano state minimamente controbilanciate dagli alberi stessi,per quanto iperattivi!

  2. contesto questa affermazione esplicitamente di parte speculativa.basta guardare il mondo su google heart riguardo al manto verde per rendersi conto anzi che sta regredendo….grazie ad incendi piu o meno dolosi ,compresi disboscamenti piu o meno abusivi,piogge acide da smog,ecc..

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