mercoledì, Dicembre 19, 2018
CRONACA

Che fine ha fatto il Darwin day?

Mentre molte città si preparano a celebrare il “compleanno di Darwin”, Milano quest’anno rinuncia alla manifestazione. Non tutti sono felici della decisione, e una raccolta di firme chiede che anche nel capoluogo lombardo venga ripristinato il Darwin day

NOTIZIE – Milano la città che per prima ha promosso il Darwin day in Italia questo prossimo 12 febbraio non celebrerà la ricorrenza che oggi anno si tiene in corrispondenza dell’anniversario della nascita del grande naturalista inglese. Il Museo di Storia Naturale del capo luogolombardo (in passato promotore dell’evento) quest’anno ha deciso di rinunciare.

Negli utlimi sei anni la manifestazione ha ricevuto un’ottima risposta da parte del pubblico ed è stata insignita di alcuni riconoscimenti, come l’Ambrogino d’oro dato quest’anno a una delle sue promotrici. Ogni anno a Milano infatti la cittadinanza milanese ha potuto partecipare a numerosi eventi pubblici, come per esempio l’anno scorso la mostra “Darwin 1809-2009” e numerosi incontri con i protagonisti del dibattito evoluzionistico internazionale. “È una formula originale, non accademica, che avvicina a questi temi anche chi normalmente non se ne interessa,” ha commentato Luca Carra, membro del webjournal del gruppo 2003 Lascienzainrete. “Pare un peccato che non si faccia più.

Carra insieme al Gruppo 2003 per la ricerca è fra i promotori di una raccolta di firme sul sito “La scienza in rete”, che chiunque è interessato può firmare.  Il gruppo 2003, come si legge sul sito chiede “al direttore del Museo di storia naturale di Milano Enrico Banfi e al coordinatore del Polo dei musei scientifici Mauro Mariani di ripristinare una manifestazione così simpatica e di successo, capace di avvicinare con una formula non accademica e istituzionale schiere di giovani e di non esperti alla scienza”.

Enrico Banfi sottolinea però come l’assenza dell’appuntamento del 12 febbraio non dimostri un disinteresse del Museo nei confronti di Darwin e dell’evoluzione. “Quest’anno si celebra l’anno della biodiversità e negli eventi previsti a Milano durante i prossimi mesi sarà dato largo spazio a Charles Darwin e alla teoria dell’evoluzione,” ha commentato il direttore. “Per questo motivo non credo che  Milano debba sentirsi ‘orfana’ di Darwin, ma al contrario arricchita di nuove e importanti occasioni per celebrarlo.”

Federica Sgorbissa
Federica Sgorbissa è laureata in Psicologia con un dottorato in percezione visiva ottenuto all'Università di Trieste. Dopo l'università, ha ottenuto il Master in comunicazione della scienza della SISSA di Trieste. Da qui varie esperienze lavorative, fra le quali addetta all'ufficio comunicazione del science centre Immaginario Scientifico di Trieste e oggi nell'area comunicazione di SISSA Medialab. Come giornalista free lance collabora con alcune testate come Le Scienze e Mente & Cervello.

5 Commenti

  1. Cari amici e colleghi il DARWIN DAY e troppo ripetitivo di vecchie nozioni ancora dubbie ; cio che conta oggi e’ invece lo sviluppo della bio diversita; pertanto e’ certamente piu utile partecipare all’ anno della BIODIVERSITA 2010 .
    Una manifestazione sull’ anno della Biodiversita e lo Sviluppo Sostenibile la terremo a Firenze
    il 10 -MARZO – 2010 in palazzo Strozzi al VIEUSSEUX . Vedi le preliminari info. in :
    http://www.wbabin.net/manzelli10.pdf Paolo Manzelli http://www.edscuola.it/lre.html ; http://www.egocrea.net; http://www.egocreanet.it

  2. Non penso che ci sia dietro una ragione politica, anche se il sindaco di Milano, quando era ministro dell’Istruzione non ha mostrato una particolare simpatia per Charles Darwin e per l’insegnamento dell’evoluzione nelle scuole. Poichè però il Museo di Milano è stato tra i maggiori promotori della figura di Darwin in Italia da almeno trent’anni, sono convinto che la sua figura sarà celebrata dal Museo nel modo corretto e adeguato nelle diverse attività culturali e divulgative sulla biodiversità, cui è dedicato il 2010. Darwin infatti si può asserire sia stato uno dei primi ad apprezzare la variabilità e le interazioni tra le specie.

  3. Darwin è il Padre delle Scienze della Vita ed uno dei sommi studiosi delle Scienze e della Filosofia. L’Italia non è mai stata un paese di Scienza e di progresso, in particolare in questo momento politico, così reazionario, retrogrado, razzista ed oscurantista. La verità è che Darwin è scomodo per il potere, disturba le coscienze che devono essere invece assopite e stordite dal “calcio” e dalla “canzonaccia” dei vari Sanremo e simili. Senza una profonda riforma dei curricula scolastici che valorino degnamente le discipline scientifiche e senza una radicale trasformazione economico-politica, il nostro paese rimarrà, senza alcun dubbio, il fanalino di coda del mondo progredito.

  4. E’ un eufemismo sostenere che l’Italia attraversa una fase di oscurantismo, una fra le peggiori dai tempi delle invasioni barbariche (se non altro per la potenza inusistata dei mezzi di informazioe e di pressione politica), e non si può non osservare che la decadenza del nostro paese è parallela al letargo della cultura scientifica e al boom dell’ignoranza di massa. Non sono d’accordo con chi ancora nega una causa politica di questa situazione. Ma avete presente quanto hanno fatto le telenovelas, la bulimia del calcio, l’esaltazione delle veline, il grande fratello e i talk shows pomeridiani nell’indirizzare le masse al totale disimpegno e al disprezzo per un mestiere fatto di sacrifici, di dubbi, di incertezze e spesso anche di fame, come quello del ricercatore scientifico da noi?
    Se a Milano non si celebra più il Darwin Day, in altre città – e non dico quali – il nome di Darwin è sconosciuto perfino ai docenti di Scienze Naturali. Gli studenti dei corsi di laurea di Biologia non studiano l’Evoluzione e l’Evoluzionismo se non in poche, pochissime discipline. Io la impongo quasi a forza nel mio programma di Ecologia, che è forse l’unico affrontare l’argomento. Ho trovato insigni avvocati e letterati che sono ancora convinti della generazione spontanea. Tutti sanno che i virus mutano e qualcuno è ancora convinto che le specie siano immobili ed eterne come affermava Linneo. Quando proposi ai colleghi nel 2008 di organizzare le celebrazioni per il bicentenario di Darwin non ricevetti alcuna risposta né tanto meno alcuna offerta di collaborazione e mi fu chiaro che se si voleva celebrare Darwin si rischiava la solitudine se non addirittura il boicottaggio dei colleghi evoluzionisti.
    Per il resto non ho nulla da aggiungere alle parole illuminate di Davide Castelli, del quale è ben nota la competenza appassionata (ma che purtroppo non insegna da noi), e mi dispiace di non averlo potuto chiamare per quelle ininziative che avevo invano suggerito nei nostri corsi di laurea. Ignorare l’evoluzione è stato sempre funzionale alla classe dominante del nostro paese che non ha alcuna voglia di diventare moderno, ed è tanto più funzionale all’attuale imposizione di una svolta autoritaria.
    Non va sottovalutato l’episodio scandaloso del convegno sul creazionismo promosso e finanziato dal CNR che ci ha attirato lo sberleffo dei centri di ricerca d’oltralpe e d’oltre oceano e contro il quale hanno protestato pochi cervelli senza seguito. Chissà che non sia soltanto la prova generale del ritorno al sistema tolemaico che ci aspetta di qui a breve, con la benedizione della parte peggiore della CEI e la complicità degli epigoni – di destra e di sinistra – della Moratti e della Gelmini.

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