AMBIENTE

Un “barometro” speciale per misurare la biodiversità

foresta tropicaleAMBIENTE – Creare un ‘barometro della vita’, cioè una misura della perdita di biodiversità mondiale. È questo l’ambiziosa iniziativa capitanata da Edward O. Wilson, celebre ecologo dell’Università di Harvard, e altri importanti colleghi.

Il progetto, già anticipato il novembre scorso in occasione del centocinquantesimo anniversario della pubblicazione dell’“Origine della specie”, è stato recentemente descritto da un articolo apparso su Science: si tratterebbe di assoldare centinaia di scienziati (tassonomisti, biogeografi, ecologi, conservazionisti e naturalisti) e mandarli a caccia di informazioni su circa 160 mila specie tra mammiferi, uccelli, pesci ma non mancano insetti e funghi, considerate le più rappresentative degli oltre 10 milioni di specie esistenti sulla Terra.

L’impresa non è da poco se si pensa che il più ampio database contenente informazioni sullo stato di conservazione di animali e vegetali di tutto il globo terrestre (la Lista Rossa, redatta dall’Unione internazionale per la conservazione della natura, Iucn), attualmente include meno di un terzo delle specie.
Non è da poco neppure il costo del progetto, ovvero circa 60 milioni di euro per un database da aggiornare ogni cinque anni, che tuttavia Wilson, nel suo commento apparso recentemente su Science, definisce “uno di migliori investimenti possibili per il bene dell’umanità”.
Accanto al valore intrinseco della conservazione di una piccola, ma importante, parte degli esseri viventi, i benefici di questa iniziativa ricadrebbero nella possibilità di un utilizzo esteso delle specie quali indicatori dello stato di salute degli ecosistemi mondiali. Dei barometri, insomma…

Il progetto, ancora in fase sperimentale, prende – non a caso – il via nell’Anno internazionale della biodiversità e mira a far tornare alla ribalta il problema della perdita della biodiversità del Pianeta Terra, problema attualmente oscurato – secondo Wilson – dai temi caldi che riguardano l’ambiente fisico (cambiamenti climatici, inquinamento, riduzione delle risorse non rinnovabili).

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