CRONACA

Gli antichi romani e i neutrini

Recupero dei lingotti dalla nave romana (1991, ©Il Nuovo Saggiatore/Società Italiana di Fisica di Bologna)

Il piombo di 120 lingotti ritrovati in un’antica nave romana saranno utilizzati dall’INFN nei suoi laboratori del Gran Sasso per la caccia ai neutrini.

NOTIZIE – La nave proviene dalla Spagna, con un carico di 2000 lingotti di piombo estratto dalle miniere della Sierra di Cartagena. Il naufragio, di cui non si consoce il motivo, avviene davanti alle coste della Sardegna. Per 2000 anni il relitto rimane in fondo al mare davanti all’isola che oggi si chiama Mal di Ventre. Vent’anni fa, il ritrovamento e il recupero: la nave, con il suo carico, è perfettamente conservata.

Il piombo antico fa gola a molti. Ha infatti la caratteristica di avere perso completamente la minima radioattività che contiene appena estratto ed è un ottimo materiale per esperimenti di fisica e per alcuni utilizzi in informatica. Per questo è molto ricercato.
Oggi l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare utilizzerà 120 degli antichi lingotti per isolare gli apparati dell’esperimento internazionale CUORE, situato sotto il massiccio del Gran Sasso. CUORE ha lo scopo di studiare dei fenomeni, particolari e rarissimi, in cui sono coinvolti i neutrini che, si sa, sono particelle molto difficili da catturare perché quasi non interagiscono con la materia, nemmeno quella di cui sono fatti i rivelatori. D’altra parte sono la chiave per comprendere alcuni dei misteri che riguardano l’evoluzione dell’Universo.

Si tratta di studiare il doppio decadimento beta senza neutrini: il doppio decadimento beta è un decadimento radioattivo molto raro e avviene quando due neutroni di un nucleo vengono convertiti in protone, con l’emissione di due neutrini o di due antineutrini. Se il processo avviene senza emissione di neutrini, cioè se il neutrino emesso è assorbito immediatamente da un altro nucleone del nucleo, si chiama appunto doppio decadimento beta senza neutrini. Finora non è stato mai osservato, ma molti hanno proposto esperimenti per la ricerca di questo fenomeno. Se rivelato confermerebbe che il neutrino è la cosiddetta particella di Majorana, cioè particella e antiparticella coincidono, e permetterebbe di misurare finalmente la massa stessa del neutrino.

Un peccato usare dei preziosi reperti archeologici per una ricerca scientifica di fisica delle particelle? Beh, dai lingotti, prima di essere utilizzati come schermatura degli apparati sperimentali, sono state staccate le parti istoriate con le iscrizioni che indicavano i marchi delle fabbriche di provenienza: Caius e Marcus Pontilieni, figli di Marcus, Quintus Appius, figlio di Caius, e Carulius Hispalius. Quindi dal punto di vista storico nulla va perduto.

I lingotti sono stati concessi dal Museo Nazionale Archeologico di Cagliari con il quale INFN ha una lunga collaborazione che risale all’epoca della scoperta del relitto, vent’anni fa. Il recupero era stato finanziato proprio dall’INFN con 300 milioni di lire, che già allora aveva ricevuto 150 lingotti.

3 Commenti

  1. Il vero nome dell’isola e’ Malu Entu che possiamo tradurre come “Vento Cattivo” questo potrebbe anche farci capire perche’ le navi li’ naufragassero, non certo per un mal di pancia dell’equipaggio! 🙂
    Purtroppo e’ una storia che si ripete per tutte le terre colonizzate: in Australia il marsupiale salterino si chiama qualcosa come “non ti capisco”: Kangaroo

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